Viaggi, sport e avventura, ecco le infezioni più comuni

Con l’estate alle porte, sempre più persone decidono di dedicare il loro tempo ad attività all’aperto. C’è chi si mette in viaggio, chi si dedica allo sport e chi invece preferisce l’avventura. Scegliere il posto migliore non è sempre facile, inoltre si è soggetti a diversi fattori che espongono ad infezioni e a svariate malattie. Gli sport d’avventura in particolare sono diventati sempre più popolari negli ultimi decenni e anche molti viaggiatori inseriscono attività avventurose nei loro programmi di viaggio. Arrampicata sportiva, trekking, kayak, windsurf, speleologia sono alcuni esempi significativi.

L’aumento di praticanti di simili attività ha portato di conseguenza un aumento di casi di infezioni come la leptospirosi, la schistosomiasi, la febbre emorragica, le infezioni da arbovirus e le micosi.  Secondo uno studio condotto dall’Università dell’Alabama negli ultimi mesi, la stragrande maggioranza di queste infezioni sono causate dal consumo inappropriato di acqua contaminata e dalle punture di insetti.  Quali sono, allora, le principali malattie di cui si parla? E quali sono le considerazioni pre-viaggio da fare?

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La leptospirosi rappresenta un gruppo di sindromi infettive causate da spirocheti del genere Leptospira. Ad esserne colpiti sono gli amanti degli sport acquatici come kayak, rafting ma anche gli amanti del trekking. Si raccomanda la consultazione del medico all’insorgenza di febbre alta, nausea, brividi ed ittero.

La schistosomiasi, detta anche bilharziosi, è una parassitosi causata da Platelminti del genere Schistosoma. Viene diagnosticata in soggetti che abbiano soggiornato recentemente (i turisti) o anche vissuto stabilmente (gli immigrati) in regioni endemiche per schistosomiasi o in caso di contatti accidentali o abituali con acque dolci contaminate da deiezioni umane. Si consiglia, quindi, il consumo di acqua imbottigliata o trattata.

L’ Epatite A è una malattia acuta del fegato causata dal virus HAV. Nella maggior parte dei casi essa è dovuta al mancato rispetto di norme igieniche con conseguente contaminazione fecale di cibi ed acqua. Solitamente non si utilizzano medicinali per trattare l’epatite A in quanto, normalmente, i sintomi sono lievi e il sistema immunitario sconfigge il virus senza che vi sia bisogno di ricorrere a farmaci. A volte può comparire un leggero prurito diffuso su tutta la cute, che può però essere controllato con farmaci ad azione locale; tuttavia, considerando l’elevato rischio di contagio, è consigliato effettuare un vaccino che consiste nella somministrazione di due dosi a distanza semestrale.

La diarrea è un’enterite che colpisce moltissimi viaggiatori e sportivi in trasferta. Purtroppo questa sindrome gastrointestinale è altamente debilitante e quindi va evitata consumando esclusivamente acqua imbottigliata o trattata, mangiando cibi confezionati o controllati. Nella maggior parte dei casi ne sono responsabili i ceppi del batterio Escherichia coli, più raramente quelli di Salmonella e Campylobacter.

Le malattie da arbovirus sono causate da un virus trasmesso agli esseri umani e/o ad altri vertebrati da alcune specie di artropodi che si nutrono di sangue, in particolare insetti (mosche e zanzare) e aracnidi (zecche). Questo virus causa febbre, malessere, mialgia e cefalea, ma può indurre anche rash, meningite asettica ed encefalite. Si consiglia l’uso di repellenti e abiti lunghi per tenere a distanza direttamente il vettore del virus.

Proprio come ogni attività, i rischi legati allo sport e all’avventura sono molti, tuttavia è bene consultare un medico prima di intraprendere qualsiasi viaggio per conoscere la cura preventiva ed il trattamento di eventuali malattie specifiche per ogni ambiente.

 

Alice Marcantonio

FONTE:

Nathan D, Gundacker, MD, Robert J.Rolfe, J.Martin Rodriguez. “Infezioni associate a viaggi e avventure: una revisione sistematica”. Medicina Viaggi e Malattie Infettive, 2017.

 

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