Propionibacterium acnes: futuro ingrediente delle creme solari?

Arriva l’estate e finalmente possiamo goderci le nostre meritate vacanze in riva al mare sotto il sole. Il desiderio di ottenere una immediata abbronzatura e di abbandonare il “pallore” invernale, ci spinge a trascorrere periodi troppo lunghi al sole, spesso senza alcuna protezione. La “cattiva” esposizione ai raggi solari può indurre un precoce invecchiamento della nostra pelle, sottoposta ad uno stress ossidativo causato dalla presenza di radicali liberi. I radicali liberi caratterizzati da un elettrone spaiato, ovvero da un elevato grado di reattività, sottraendo elettroni alle molecole adiacenti danneggiano le cellule.

A proteggere la nostra pelle dai danni provocati dall’ambiente esterno, in un futuro potrà essere un batterio presente sul derma, considerato “cattivo” poichè associato a problemi dermatologici : Propionibacterium acnes. Tutt’altro che cattivo, P. acnes produce un enzima con capacità antiossidanti, scoperto da Rolf Lood della Lund University in Svezia.

 

Propionibacterium acnes

 

Tali batteri, in un ambiente ostile causato da fattori ambientali e dalla presenza di ROS (i più noti radicali liberi), si difendono tramite la produzione di una proteina di 16 aminoacidi denominata RoxP (PPA1939), espressa sia in fase stazionaria che esponenziale. I ricercatori per osservare la capacità antiossidante della proteina, a causa dei livelli elevati di secrezione (circa 10μg/ml), hanno deciso di purificare RoxP, facilitati dal basso peso molecoare (15kDa) e dalla sua abbondante presenza nel surnatante del mezzo di coltura di P. acnes. Dalla coltura di 1000 ml di sospensione batterica cresciuta in fase stazionaria, sono stati prodotti 3 mg di proteina pura. Incubando RoxP purificata con i radicali liberi, si è evidenziato una sostanziale diminuzione della concentrazione di ROS.

La degradazione dell’emoglobina, proteina presente nei globuli rossi e trasportatrice di ossigeno, è il parametro valutato per determinare l’effettivo ruolo della proteina antiossidante. Confrontando due ceppi batterici, uno normale e uno mutato per la mancanza del gene codificante per RoxP, solo il primo è riuscito a limitare la degradazione e a stabilizzare la proteina. Il ceppo normale, in condizioni aerobiche, è riuscito a proliferare su espianti di pelle di un intervento chirurgico al seno (privi di qualsiasi grasso cutaneo), a differenza del ceppo mutato che dopo sei giorni dall’incubazione è stato decimato.

La presenza di P. acnes è stata riscontrata sia in soggetti sani che in casi gravi di acne e dermatologici, questo ha confuso e incuriosito i ricercatori, non ancora in grado di definire le modalità di convivenza tra il batterio e il nostro organismo.

La possibile simbiosi e capacità antiossidante, suggeriscono un futuro utilizzo del batterio per la produzione di creme solari o per la protezione e cure di pelli con patologie. Il nostro indispensabile compagno di “tintarella” sarà il Gram positivo P. acnes?

 

Veronica Nerino

Fonte:

  • Il batterio che protegge la pelle – Galileo
  • A novel enzyme with antioxidant capacity produced by the ubiquitous skin colonizer Propionibacterium acnes – Scientific reports

1 Trackback / Pingback

  1. bracciali cartier replica

Rispondi