Batteri protagonisti nell’energia rinnovabile: ecco come trasformano in risorsa le acque reflue

La scoperta e la ricerca di fonti di energia rinnovabile  attraverso metodi naturali minimo impatto sull’ambiente, sono alcuni degli argomenti per un miglioramento generale cittadino di cui si occupano molti studiosi. Nel trattamento delle acque reflue si celano importanti potenziali di energia, green oltretutto.

Cosa si sta studiando a Siviglia: iMET (Microbial Electrochemical Technologies) land project

L’interessante progetto di ricerca europeo sta sperimentando un impianto di depurazioneCarrión de los Céspedes, nei pressi di Siviglia, in Spagna, utilizzando batteri per la purificazione delle acque della città e per produrre contemporaneamente l’energia necessaria per alimentarlo. La sanificazione dei liquidi di scarico avviene così in modo totalmente nature, anzi riesce a fornire energia pulita grazie alla capacità conduttiva dei microbi selezionati per questa attività.

  • Caratteristiche dei batteri. Questi batteri, definiti elettroattivi, riescono a purificare l’acqua fino a 10 volte più velocemente rispetto ai metodi attuali. I ricercatori hanno riempito la vasca di prova per la sperimentazione di materiale conduttivo che, oltre a rappresentare un supporto fisico per i microrganismi, accelera i processi metabolici coinvolti nella purificazione dell’acqua.

La potenzialità dell’aspetto tecnico-biologico del progetto

Il progetto iMETland è sviluppato per piccole comunità, che possono beneficiare di innovative tecnologie riguardanti i trattamenti delle acque reflue, con l’obiettivo di creare un circolo funzionale che collega acqua, energia, risorse del territorio e la salvaguardia dell’ambiente. Il progetto focalizza il potenziale di innovazione tecnico-biologicoL’obiettivo è quello di essere testato e validato in quattro diverse aree geografiche: Mediterraneo (Spagna), Nord-Europa (Danimarca), Sud-America (Argentina) e Centro-America (Messico). 

Ecco di seguito alcuni aspetti peculiari:

  • Biofiltri : la combinazione di batteri elettroattivi con materiale elettroconduttore porta a tassi di depurazione 10 volte più elevati rispetto alle tecniche classiche;
  • Le acque reflue sarà convertito in acqua priva di agenti patogeni , adatta per l’irrigazione utilizzando una metodologia elettro-ossidativa;
  • Costo di funzionamento: le unità iMETland sono progettate per operare in condizioni di assenza di rete energetica;
  • Autonomia dell’utente : iMETland migliora l’autonomia dell’utente finale e la soddisfazione, facendo uso di tecnologie di facile utilizzo per il monitoraggio;
  • Rispetto del paesaggio : le unità iMETland sono ben integrate con l’ambiente circostante;
  • Replicabilità : iMETland accelera diffusione sul mercato delle tecnologie per testare le tecnologie in quattro diverse sedi in tutto il mondo e sensibilizzare i cittadini europei l’approccio iMETland come un modo ecosostenibile e biologico di decentrare trattamento delle acque sporche.

INNOVAZIONE: la parola d’ordine

In Danimarca, gli scienziati che lavorano a questo progetto europeo di ricerca sulla gestione delle acque reflue stanno testando vari materiali elettrici per trovare quelli che più efficienti al costo più basso. Tra questi c’è anche un residuo dell’industria petrolifera, alla cui superficie si attaccano i batteri, la cui conduttività consente agli elettroni di fluire, contribuendo alla decomposizione della materia organica. I ricercatori utilizzano degli elettrodi speciali in vetro per misurare l’energia generata dai batteri elettroattivi a diverse profondità e per misurare il quantitativo di inquinanti rimossi. Speriamo quindi che questo importante progetto riesca a dare i suoi frutti il prima possibile, aprendo così una nuova concezione dello smaltimento di liquidi di scarico, per il doppio beneficio su ambiente e persone.

 Alessandro Scollato

fonte: http://imetland.eu/project/

Commenta per primo

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
Vai alla barra degli strumenti