Batteri, occhio all’immunosensore!

La rilevazione di batteri patogeni è fondamentale per la sicurezza dell’acqua e del cibo oltre che per la diagnosi clinica. Fino ad ora i metodi utilizzati erano i classici, ovvero PCR o approcci di sequenziamento, che si sono dimostrati essere particolarmente sensibili, ma d’altro canto presentavano grandi limitazioni come il costo elevato, la complessità del procedimento e la lunga durata.

Ovviamente, in un mondo frenetico come il nostro, anche i produttori di alimenti e bevande richiedono procedure diagnostiche rapide che possano offrire il massimo della qualità in breve tempo, cercando di individuare i patogeni in un tempo ridotto. Insomma qualità, alta efficienza e costi bassi!

 Sembra quasi utopia, invece alcuni scienziati sono stati in grado di sviluppare un sistema molto semplice, ma con tutte le qualità necessarie per svolgere al meglio il suo lavoro!

Come già accennato, la presenza dei batteri Gram-positivi nei prodotti alimentari è un problema globale di rilevante importanza. E gli scienziati hanno ideato un metodo colorimetrico semplice, ma soprattutto economico per la rilevazione delle specie più incriminate, ovvero Lactobacillus e Staphylococcus aureus: si tratta di nanoparticelle in  oro (AuNP) modificate con anticorpi monoclonali anti-Gram-positivi che funzionano da immunosensori.

La rilevazione è basata sul fatto che gli AuNPs coniugati agli anticorpi sono in grado di identificare facilmente i batteri Gram-positivi attraverso il riconoscimento anticorpo-antigene, che si traduce in un cambiamento di colore degli AuNPs. Il limite di rilevazione era di 105 Cfu / mL in coltura pura per Lactobacillus spp. e 120 cfu / mL in coltura pura per Staphylococcus.

Il metodo è stato applicato con successo per la rilevazione di batteri nei campioni di canna da zucchero e le nanoparticelle hanno dato ottimi risultati concordanti con quelli sperimentali.

Questi risultati hanno suggerito che il sistema di rilevamento non solo permette di rilevare la presenza dei batteri, ma potrebbe essere utilizzato anche per l’analisi quantitativa di batteri Gram-positivi, aprendo così le porte alle applicazioni nell’industria alimentare oltre che diagnostica.

 

Raluca Stoica

Fonte:Food Chemistry

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