La dieta non funziona? Colpa della microflora intestinale

Con l’arrivo dell’estate sono molte le persone che decidono di adottare uno stile di vita diverso; sport e cibo sano per superare la prova bikini. Dopo un intero anno di lavoro sotto stress e pasti squilibrati, adesso le taglie sembrano non voler diminuire. Volersi sbarazzare dei chili di troppo è una prerogativa dell’estate, ma non sempre è facile stringere i buchi della cintura anche se ci si impegna tra esercizi aerobici e alimentazione equilibrata. Perché? La risposta potrebbe essere nella microflora che vive nell’intestino.  La flora batterica intestinale potrebbe essersi abituata agli eccessi alimentari e alle diete poco sane dei mesi precedenti, per cui ora potrebbe rallentare la risposta ad un nuovo regime dimagrante.

Una ricerca pubblicata su Cell Host & Microbe ha dimostrato come sia inefficace iniziare una dieta dimagrante subito dopo un periodo ricco di eccessi alimentari e grassi. All’inizio, infatti, il micro ambiente potrebbe non essere più abituato a certi cibi e certe sostanze e quindi potrebbe operare un vero e proprio “sabotaggio”. Questo perché la popolazione che abita nell’intestino potrebbe non essere pronta a digerire maggiori quantità di vegetali.

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Le attività degli individui sono regolate, quindi, anche dalla diversità dei microrganismi che vive in essi. Questa diversità dipende da vari fattori tra i quali quelli ecologici, le assunzioni di antibiotici per breve o per lungo periodo di tempo e, non meno importanti, le diete.

Ulteriori ricerche scientifiche hanno dimostrato che le diete tipiche delle regioni occidentali, nei paesi maggiormente industrializzati, siano associate ad una bassa variabilità di batteri nell’intestino. Questo dato di fatto potrebbe demoralizzare e spaventare, ma in realtà il corpo umano è una macchina incredibilmente efficiente e perfettamente adattabile. Ciò vuol dire che, anche se all’inizio il micro ambiente potrebbe sabotare le nostre diete, dopo un periodo di tempo variabile in base all’individuo questo riesce a mutare e la bassa varietà di batteri nell’intestino può modificarsi e ampliarsi soprattutto attraverso le giuste diete e le restrizioni caloriche.

Per dimostrare quanto detto, alcuni studiosi hanno prelevato i campioni di feci appartenenti a due gruppi di persone. Un gruppo aveva seguito una dieta ipocalorica a base di verdura e frutta, l’altro non aveva avuto restrizioni alimentari. Il primo gruppo di persone possedeva una flora intestinale varia e maggiormente diversificata rispetto a quelle del secondo gruppo. Lo stesso esperimento è stato effettuato su topi privi di comunità batteriche proprie, ma colonizzati dai germi intestinali provenienti da diversi donatori umani. I topi sono stati sottoposti in parte a delle diete identiche a quelle dei donatori e in parte ad un regime alimentare diverso. Ciò ha dimostrato che i topi che seguivano un regime alimentare senza restrizioni mostravano una risposta più debole alla dieta ricca di vegetali. Questo perché i batteri abituati ai cibi grassi fanno inizialmente fatica ad adattarsi ai nuovi e sani regimi alimentari frenando quindi il dimagrimento.

Appurato ciò, è stato osservato un effetto migliore negli animali privi di regime alimentare che però coabitavano con quelli abituati a mangiare frutta e verdura. Sperando nello sviluppo di probiotici di ultima generazione gli studiosi raccomandano una dieta sana e ricca di vegetali rispetto ad una colma di grassi. Si ricorda, inoltre, che ciascun individuo presenta caratteristiche proprie sia di tipo metabolico che fisiologico per cui potrebbe richiedere tempi diversi per una risposta positiva a sport e cibo sano. È opportuno consultare un medico specialista prima di cimentarsi in certe missioni, si consiglia di non perdere mai di vista l’obbiettivo e di persistere per dare tempo al corpo di reagire e migliorare le sue prestazioni.

Alice Marcantonio

fonte: Griffin N.W. et al 2017 Jan 11;21(1):84-96

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