Vacanze al mare: linee guida per un’estate in salute (parte III)

Alcune località balneari possono potenzialmente esporci a rischi microbiologici

Dopo aver affrontato il tema rivolgendo particolare attenzione all’ inquinamento delle acque e della sabbia e alla presenza nell’ambiente-spiaggia di microrganismi “a vita libera”, in questo articolo ci focalizzeremo su un altro importante aspetto da considerare in previsione della tanto ambita vacanza al mare: le alghe (eucarioti) e i cianobatteri (procarioti).

Diverse malattie umane sono state riscontrate in associazione con molte specie tossiche di dinoflagellati, diatomee, nanoflagellati e cianobatteri (anche dette in passato alghe verdi-azzurre), presenti nell’ ambiente marino. La pericolosità di queste alghe per l’uomo è dovuta principalmente all’ accumulo di tossine nei frutti di mare e nel pesce che in seguito ad ingestione possono provocare intossicazioni. I sintomi riportati includono dolore addominale, nausea, vomito, diarrea, tosse, dolore alla testa, vesciche sulla bocca, aumento dei valori degli enzimi epatici, febbre, vertigini, debolezza e irritazione a pelle e occhi.

L’immersione in acque per uso ricreazionale in presenza di vari generi di cianobatteri marini (Anabaena, Aphanizomenon, Nodularia, Oscillatoria, Gloeotrichia) può anche essere causa di reazioni dermatologiche allergiche e irritanti. Alcune componenti tossiche, come l’aplisiatossina, la debromoapsiatossina e la lingbiatossina, sono state isolate da cianobatteri di origine marina. Queste tossine sono altamente infiammatorie e hanno mostrato una forte azione come promotori tumorali nelle cellule della pelle. Inoltre le recenti innovazioni delle tecniche di chimica analitica hanno permesso l’isolamento e l’identificazione di più tipi di tossine: neurotossine capaci di colpire il sistema nervoso centrale, tra cui l’anatossina-a e la saxitossina, la tossina citotossica cilindrospermopsina e un gruppo di tossine definite Microcistine (Nodularina).

Nodularia spumigena, ad esempio, è stato il primo cianobatterio riconosciuto come causa di morte animale. La tossina prodotta da questo organismo, la nodularina, agisce come una epatotossina causando una massiva emorragia epatica nei mammiferi e danneggiando la struttura del fegato. Ad oggi, non sono stati riportati casi di avvelenamento nell’uomo, che rimane comunque un potenziale bersaglio al pari di altri animali. Inoltre, è possibile che i bambini possano ingerire accidentalmente quantità sufficienti di materiale tossico da indurre serie conseguenze.

La dermatite da cianobatteri marini (definita “dermatite del nuotatore”) è una dermatite da contatto che può verificarsi in seguito al bagno in acque dove siano presenti specie proliferanti di cianobatteri. I sintomi si manifestano entro pochi minuti o qualche ora e sono generalmente costituiti da prurito e bruciore locale nelle zone che sono venute in contatto con le alghe.

Anche l’inalazione di goccioline di acqua marina contenenti piccoli frammenti di cellule di dinoflagellati marini e/o tossine (brevetossine) rilasciati in seguito al danneggiamento delle alghe, può essere pericolosa per l’uomo. I sintomi comprendono una fastidiosa irritazione della congiuntiva e delle membrane mucose, in particolare il naso, accompagnata da tosse e starnuti persistenti e da formicolio delle labbra.

I dati attualmente disponibili indicano un rischio limitato per quanto riguarda le malattie umane associate alla presenza di alghe marine tossiche o cianobatteri durante le attività ricreazionali in acqua, legato soprattutto a poche specie e determinate regioni geografiche per cui non esistono delle vere e proprie linee guida da raccomandare. Al contrario, nelle zone interessate, è necessaria un’efficace informazione agli utenti dei rischi connessi all’utilizzo delle acque. Inoltre, in via precauzionale, è opportuno evitare le aree con una concentrazione visibile di alghe in acqua o sulla riva, evitando il contatto con l’acqua potenzialmente contaminata da tossine ed eventualmente provvedendo a risciacquarsi immediatamente per rimuovere ogni traccia residua sul corpo.

In generale le alghe non formano una superficie densa come i cianobatteri e inoltre le tossine che si accumulano non raggiungono concentrazioni potenzialmente pericolose. Per questa ragione, la maggior parte degli eventi che interessano la salute umana sono attribuibili soprattutto ai cianobatteri piuttosto che alle alghe.

Roberta Ranieri

 

 

 

Sitografia:

www.who.int

http://www.iss.it

www.salute.gov.it

http://www.humanitas.it

www.arpaonline.it

(immagine di copertina: www.focus.it)

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