Come il ritmo circadiano della microflora influenza il funzionamento dell’organismo ospitante

Negli ultimi decenni sempre più studiosi hanno effettuato ricerche che vedono protagonista la flora batterica intestinale. Che per vivere bene bisogna mantenere un microbioma sano non è più un segreto ma ciò che gli studiosi del Weizmann Institute of Science (a Rehovot, Israele) hanno scoperto è decisamente una novità. Questa ricerca dimostra che l’attività metabolica e i movimenti della flora batterica intestinale seguono dei veri e propri ritmi circadiani. Ciò influisce notevolmente anche sullo stile di vita e sulle abitudini dell’ospite.

Il micro ambiente intestinale è composto da numerosi batteri, ognuno di questi segue un proprio ritmo circadiano tale per cui il batterio in base al momento può trovarsi a contatto con la mucosa intestinale oppure al centro della cavità intestinale. Il giorno e la notte fanno la differenza e in base a questi le cellule della mucosa intestinale possono essere esposte a diversi tipi di batteri e, di conseguenza, ai loro prodotti metabolici.

La ricerca ha del fenomenale in quanto i vari ritmi circadiani batterici influenzano non solo il ciclo sonno-veglia dell’ospite ma anche le sue capacità metaboliche. Il corretto funzionamento dell’intestino influenza molto l’intero organismo umano. A godere di buona salute non sarebbe solo l’intestino dell’ospite ma anche i tessuti e gli organi sia limitrofi che distanti. Uno tra questi il fegato in cui l’espressione dei geni delle sue cellule varia col  variare dei ritmi della flora intestinale.  Lo spostamento dei batteri lungo il tessuto intestinale in base alle ore della giornata ha un grande impatto nell’espressione dei geni nei tessuti dell’ospite in generale.

Mantenere una microflora intestinale sana e rigogliosa è interesse non solo dell’intestino ma dell’intero organismo. Il fegato in particolare è l’organo deputato alla metabolizzazione dei farmaci e alla disintossicazione ed è importante mantenere le sue cellule sempre ben attive. Dato che l’espressione genica delle cellule epatiche (e non solo) dipende molto dai ritmi circadiani batterici è possibile manipolare questi “stili di vita” una volta compreso a fondo il loro funzionamento per puntare ad una migliore efficacia terapeutica del farmaco diminuendo, di conseguenza, gli effetti tossici.

Questa scoperta va ben oltre. Si pensa che la profonda conoscenza dei ritmi circadiani batterici possa aiutare a migliorare certe condizioni patologiche come l’obesità e la sindrome metabolica che è stato dimostrato affliggano maggiormente ospiti con ritmi sregolati da una ricca attività lavorativa e colma di stress.

Alice Marcantonio

fonte:  2016 Dec 1;167(6):1495-1510.e12. doi: 10.1016/j.cell.2016.11.003;

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