Allergici alla frutta a guscio? Per voi ci sono buone notizie!

Un’allergia è l’induzione di una risposta immunitaria anomala in seguito al contatto con una sostanza estranea, che è considerata innocua per la maggior parte dei soggetti sani.
I sintomi possono essere svariati e riguardano, principalmente,  le mucose nasali, gli occhi, i bronchi e, a volte, anche la cute.

Fra i vari tipi di allergie, molto diffusa è quella alla frutta a guscio. In questa categoria rientrano un numero elevato di alimenti, tra cui ricordiamo: noci, nocciole, pistacchi, arachidi, anacardi, ecc. Per cui, quando viene diagnosticata un’allergia di questo tipo, si tenterà di evitare uno svariato numero di alimenti, per non incorrere in reazioni allergiche fastidiose e, talvolta, anche molto gravi.

 

Un nuovo studio ha dimostrato che se ti è stata diagnosticata un’allergia di questo tipo, non è detto che tu non possa mangiare tutti gli alimenti, rientranti nella categoria.

La ricerca, pubblicata su Annals of Allergy, Asthma and Immunology, ha dimostrato come circa la metà degli individui a cui era stata diagnosticata un’allergia alle arachidi, non manifestava alcun tipo di reazione dopo ingestione di mandorle o noci.

Il team di ricercatori ha analizzato i dati di 109 persone con allergia alla frutta a guscio, secondo prove allergiche, derivanti dall’analisi di sangue e cute effettuati negli ultimi 8 anni.
Quindi hanno effettuato il seguente test:
ad un individuo, ad esempio, allergico alle mandorle e probabilmente anche agli anacardi, pur non avendoli mai mangiati in vita sua, i ricercatori hanno somministrato piccole quantità di questi ultimi ogni 15-20 minuti per osservare una possibile reazione. Ovviamente gli studiosi si aspettavano reazioni gravi, quali orticaria o problemi di respirazione. In realtà, sorprendentemente, circa la metà degli individui testati in questo modo, non ha mostrato reazioni allergiche, nonostante l’allergia fosse stata diagnosticata.

La spiegazione di questo può essere ricercata nella sensibilizzazione di questi individui all’allergene, cioè presentavano gli anticorpi nel sangue e, per questo, risultavano positivi ai test allergici effettuati, ma non manifestavano alcun sintomo dopo aver mangiato un dato alimento.

Dallo stesso studio è, però, emerso che non tutti gli individui si comportavano in questo modo: alcuni manifestavano allergia dopo essere stati sottoposti al test di somministrazione.

Per cui se sospettate un’allergia di questo tipo, un consiglio è quello di rivolgervi al vostro medico, che vi saprà consigliare circa i test da fare per la migliore diagnosi possibile circa la vostra situazione.

Non provate, assolutamente, a riprodurre a casa il metodo, utilizzato dagli studiosi, di cui si parla nell’articolo, poiché il team di ricercatori aveva sempre a sua disposizione un farmaco da somministrare in caso di reazione allergica.

 

Emanuela Pasculli

Fonti: Time

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