Il Panda gigante un erbivoro? Ecco come i batteri ci ricordano le sue origini carnivore

Uno degli animali più amati, dai bambini e non solo. Fu il pittore naturalista Sir Peter Scott a scegliere il panda quale simbolo del World Wildlife Found (WWF) perché è un animale che ispira tenerezza, simpatia, dolcezza, perché è a rischio di estinzione e, aspetto molto pratico ma non trascurabile, perché si stampa facilmente in bianco e nero. Questa è solo una piccola introduzione a uno degli animali più curiosi del pianeta, il quale tuttavia nasconde un piccolo segreto. Chi non identifica immediatamente la dieta di questo animale nella pianta del bambù? Caratteristica inconfondibile, cibo preferito di questa specie. Sì, ma se non fossero nati per seguire una dieta vegetariana? La scienza svela sempre qualcosa di interessante.

QUALCHE SEGNALE L’AVEVA MANDATO…

Aprile 1993. Un panda nel villaggio di Sanfeng, nel sud della Cina, ritrovato l’istinto carnivoro, fece strage di capre e di maiali. Pur organizzando turni di guardia, i contadini non poterono far niente nei suoi confronti: l’uccisione di questo animale infattipuò essere punita addirittura con la morte, data la sua rarità.

LA SCOPERTA

Uno studio cinese pubblicato sulla rivista mBio, sottolinea che il microbioma intestinale di questi animali non è caratterizzato dai batteri adatti a digerire germogli di bambù, ma da altri caratteristici degli orsi carnivori. Il panda gigante discende da orsi che si cibavano sia di piante che di carne. La passione più incanalata per la dieta vegetariana è sorta circa due milioni di anni fa, quando ha iniziato a nutrirsi di soli bambù.

Tuttavia, nonostante il tempo trascorso, l’evoluzione ”intestinale” non si è ricordata di progredire insieme alla passione per la pianta di bambù. Zhihe Zhang, direttore del Chengdu Research Base of Giant Panda Breeding e tra gli autori dello studio, afferma che questi animali non hanno geni per enzimi per la digestione delle piante nel loro genoma. Della dozzina di Kg che mangiano fra germogli e gambi di bambù, i panda digeriscono solo il 17% di quello che consumano: analizzando gli escrementi, sono stati rilevati proprio parti di bambù non assimilate.

Determinante è la costituzione della flora intestinale rilevata. La diversità emersa del microbioma è molto bassa, con una composizione tipica di orsi onnivori e carnivori. Sono infatti bassi livelli di batteri deputati alla digestione della cellulosa dei bambù e all’assorbimento dei nutrienti. Non si rinvengono i caratteristici batteri da erbivori, come Ruminococcaceae e Bacteroides, ma sono presenti Escherichia, Shigella e Streptococcus, come negli orsi carnivori. Inoltre gli erbivori hanno intestini più lunghi rispetto alle specie che prediligono la carne e il panda ha un apparato proprio come questi ultimi.

Quindi, perché i panda sono diventati prevalentemente erbivori? La colpa forse è dell’uomo. Con l’aumento della popolazione umana, i panda sarebbero probabilmente stati costretti a migrare verso terre più elevate e avrebbero adottato la dieta a base di bambù per non entrare in competizione con gli altri predatori già presenti nel loro nuovo areale, come gli orsi tibetani. Lunga vita a questi meravigliosi animali.

 

Alessandro Scollato

fonte: ansa

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