Trucchi e tester: terreno di crescita ideale per i batteri

I batteri, si sa, sono veramente dappertutto, basti pensare che nel nostro corpo ospitiamo più batteri che cellule. Con il tempo chiunque, non solo chi con i batteri ci lavora, impara a riconoscere ed evitare situazioni a rischio di contaminazione e proliferazione batterica. Eppure esistono ancora degli ambiti che molti di noi tendono a non prendere in considerazione sotto l’aspetto batteriologico.

Uno di questi, sorprendentemente, sono i trucchi.

Sostanze di uso giornaliero, applicate in regioni molto sensibili del nostro corpo quali occhi e bocca che dovrebbero essere oggetto di una grande attenzione e che invece, per qualche motivo, spesso non risvegliano in noi nessun campanello d’allarme.

Nonostante l’avvertimento fosse sempre stato ribadito da chiunque si intenda di batteri, è stata portata una certa attenzione sulla tematica grazie ad un’indagine condotta nel 2015 dal Daily Mail sul contenuto di un cofanetto di trucco di Megan Duncan (produttore esecutivo di Fox 29). Sorprendentemente, questo è risultato positivo ad una popolazione di ben 241 colonie diverse di batteri.

Il trucco quindi è un elemento di rischio da non sottovalutare, anche perché i prodotti che si impiegano per il make up agli occhi e il viso in generale hanno solitamente una base grassa per poter aderire meglio alla cute; questa base, ovviamente, rappresenta un terreno di coltura ideale per i batteri.

L’essere un “terreno” adatto però non basta: si aggiungono numerosi fattori dovuti ad errori da parte dell’utente, come il non rispettare le scadenze dei trucchi, l’uso di strumenti poco puliti e l’umidità degli ambienti in cui solitamente sono conservati i trucchi (per esempio il bagno), tutti fattori che causano e stimolano la proliferazione batterica.

Questo vuol dire che sia necessariamente e sempre vietato usare i trucchi? O che la presenza dei batteri sia sempre pericolosa per l’uomo? Ovviamente no! Non tutti i batteri sono nocivi, inoltre esistono semplici misure precauzionali per limitarne la proliferazione, come conservare i trucchi a basse temperature, pulire dopo l’uso le varie spazzole spazzoline piega ciglia e pennelli e non superare mai la data di scadenza.

A quest’ultimo fattore, in particolare, è bene fare molta attenzione. Su creme o trucchi è sempre riportato il simbolo di un vasetto aperto con un numero seguito dalla lettera M; è il ‘Period after Opening’ o periodo dopo apertura (Pao) ed indica i mesi entro cui il cosmetico aperto può essere utilizzato in tutta sicurezza. L’importanza deriva dal fatto che il contatto con l’ambiente esterno può alterare le caratteristiche del prodotto nel tempo, modificandone colore, proprietà e consistenza oppure favorendo la contaminazione batterica.

Un discorso del tutto diverso, ed un pericolo di gran lunga maggiore, è rappresentato invece dai tester di trucchi nei negozi di cosmesi: uno studio di qualche anno fa del Jefferson Medical College della Pennsylvania (Usa) aveva indagato i rischi nascosti nei campioncini di prova stabilendo che nel 67% fino al 100% di quelli analizzati sono presenti batteri e virus, tra i quali Escherichia coli ed Herpes simplex.

E’ dello stesso parere anche Alberto Di Crosta, referente della Commissione cosmetologia dell’Ordine nazionale dei biologi, i tester “Nascondono una carica variabile di microrganismi patogeni, che può essere trasmessa facilmente da una cliente all’altra; in questo modo è facile prendersi una congiuntivite o un herpes dalla cliente precedente”.

Una facile soluzione sarebbe, in questo caso, evitare di provarli, oppure limitare le zone di prova alle mani, lavandole successivamente con salviette o acqua e sapone, e non applicare nessun prodotto su zone più sensibili come la bocca e gli occhi, ed il viso in generale.

Laura Tasca

Fonti:

Daily Mail

Commenta per primo

Rispondi