Cancro al seno: il ruolo del microbioma mammario

Il “male del secolo” si sa bene, è la temuta malattia oncologica. Non si tratta di un’unica malattia, bensì di una definizione che comprende diverse patologie che colpiscono organi e tessuti differenti e che richiedono quindi esami diagnostici e soluzioni terapeutiche particolari.

Negli Stati Uniti, negli ultimi dieci anni, è stato diagnosticato un tumore al seno in 1 donna su 8 e questo ha aumentato il rischio di morte tra le donne con età compresa fra i 30 e i 50 anni. Oltre ai noti fattori genetici, ad essere causa della malattia sono i fattori ambientali, dallo stile di vita all’alimentazione. Le cause non sono ancora ben note, ma questi fattori potrebbero aumentarne il rischio.

È stato dimostrato che il tessuto mammario non è un tessuto sterile, ma contiene una popolazione diversificata di batteri. Qualsiasi microbioma presente nell’organismo svolea un ruolo fondamentale nello sviluppo umano, per cui la sua alterazione può indurre seri problemi all’ospite; fra questi la cronicizzazione della malattia infiammatoria intestinale, la psoriasi, l’asma e il diabete, ma anche la vaginosi batterica e il cancro al colon. A differenza delle malattie precedentemente elencate, per quanto riguarda il cancro al seno la ricerca deve ancora progredire, ma è ormai certo il fatto che l’alterazione del microbioma del tessuto mammario induca danni al livello del DNA cellulare dell’ospite.

Si ipotizza infatti che il microbioma locale dell’ospite sia uno dei responsabili modulatori della malattia. Di fatto, analizzando il tessuto di donne sane e quello di donne affette dal cancro al seno è stata rilevata una significativa differenza batterica. Nelle donne malate sono state riscontrate abbondanze di Bacillus, Enterobacteriacea, tra cui abbondanti Escherichia coli Staphylococcus epidermidis; questi batteri inducono la rottura del doppio filamento di DNA nelle cellule Hela del seno; non solo, sono state riscontrate addirittura delle diminuzioni di batteri lattici noti per la loro azione favorevole ed effetto anti-cancerogeno. Detto ciò i recenti studi sollevano importanti domande sul ruolo che il microbioma del seno ricopre nello sviluppo e nella progressione della malattia.

Occorre ancora studiare a fondo la patologia per determinare se questo danno al DNA delle cellule Hela del seno porti a delle aberrazioni cromosomiche e, inoltre, se le differenze nei profili microbiologici siano la causa della malattia e non solamente uno degli effetti.

Ciò che non va sottovalutato è l’enorme rischio di insorgenza di cancro in donne con alterazioni batteriche locali, per cui ulteriori studi risponderanno alle tante domande che i ricercatori si pongono. Tra queste vi è la questione sulla possibilità di manipolare il microbioma del seno per ottenere nuove terapie o cure preventive nei confronti della malattia.

Ciò che rende la malattia oncologica tanto temuta è la  resistenza farmacologica, dovuta al fatto che le cellule che compongono il tumore non sono tutte uguali: col tempo si instaura la cosiddetta instabilità genetica, che porta alla mutazione del DNA di alcune delle cellule, che riescono così a difendersi e resistere ai farmaci in uso. I ricercatori oncologici hanno il compito di sperimentare e scoprire metodi alternativi che possano superare il problema e le scoperte nel campo del cancro al seno potrebbero davvero fare la differenza.

Alice Marcantonio

Fonte: “The microbiota of breast tissue and its association with tumors; C.Urbaniak, G.B. Gloor, M. Brackstone, L. Scott, M. Tangney, G. Reid;

http://aem.asm.org/content/early/2016/06/06/AEM.01235-16.full.pdf+html

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