Diabete e parodontite: esiste una correlazione?

Attualmente, comprendere la correlazione tra microbiota e organismo sta diventando sempre più importante, soprattutto per comprendere quel filo sottile che porta dalla salute alla malattia e di cui il microbioma sembra essere il protagonista.

Oggi ci occuperemo del microbiota orale e di come il diabete possa potare allo sviluppo di patologie, quali la parodontite.

                 Diversi stadi di parodontite

Per molti anni la comunità scientifica ha decretato che non esistesse alcuna correlazione tra diabete e microbiota orale e, quattro anni fa, la Federazione Europea di Parodontologia e l’Accademia Americana di Parodontologia hanno pubblicato una relazione in cui era specificato che non esistesse una prova convincente di questo rapporto.

Oggi, un gruppo di ricercatori dell’Università della Pensyllvania si è impegnato nel fornirci prove di questo in uno studio, pubblicato su Cell Host & Microbe, dal titolo “Diabetes Enhances IL-17 Expression and Alters the Oral Microbiome to Increase Its Pathogenicity”.

I ricercatori hanno condotto il loro studio utilizzando un modello di topi con una patologia simile al diabete di tipo 2 umano. Per prima cosa hanno caratterizzato il microbiota orale di topi sani e topi malati e hanno notato come questi ultimi avessero lo stesso microbiota delle controparti sane quando venivano analizzati prima di sviluppare iperglicemia. Con l’aumento dei livelli di zucchero nel sangue, il loro micorbiota subiva un cambiamento, con una popolazione di microrganismi meno variegata, non solo, quelli presenti sono anche più patogeni.

E’ interessante notare che i topi diabetici avessero anche la parodontite, con perdita di sostegno osseo per i denti, e un aumento dei livelli di interleuchina 17 (IL-17), una molecola di segnalazione importante nella risposta immunitaria e nell’infiammazione. Nell’uomo, aumentati livelli di IL-17, sono associati con malattie parodontali.

Per comprendere meglio l’associazione tra diabete e parodontite, hanno trasferito il microbiota orale di topi diabetici in topi asettici (topi allevati in ambienti sterili, che non sono entrati in contatto con alcun tipo di microrganismi). Questo trasferimento ha portato ad una perdita ossea del 42% in più rispetto agli stessi topi che avevano ricevuto il microbiota da topi non diabetici.

Sospettando che anche le citochine infiammatorie, quali IL-17, avessero svolto un ruolo nello sviluppo della malattia, gli studiosi hanno ripetuto gli esperimenti di trasferimento dei microbioti, questa volta, però, iniettando nei donatori diabetici un anticorpo anti-IL-17. Nei topi che hanno ricevuto il trasferimento da topi diabetici trattati con l’anticorpo è stata riscontrata un perdita ossea meno grave rispetto al trasferimento da topi non trattati.

Questo ha, quindi, messo in evidenza che i cambiamenti indotti dal diabete a livello delle molecole infiammatorie hanno un ruolo chiave nello sviluppo di parodontiti.

Questo trattamento, però, non può essere utilizzato nell’uomo, a causa dell’importanza dell’IL-17 nella risposta infiammatoria.

Tuttavia, lo studio rappresenta il punto di partenza per aiutarci a comprendere che il rischio c’è, ma può essere arginato attraverso una buona igiene orale e un continuo controllo dell’indice glicemico.

 

Emanuela Pasculli

Fonte: Genetic Engineering & Biotechnology News

 

 

 

 

 

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