Lenti a contatto? Comode sì, ma occhio alle infezioni

In Italia e nella maggior parte dei Paesi industrializzati, le numerose ore trascorse davanti a pc, televisori e non solo hanno determinato un incremento di portatori di lenti a contatto. In Italia, circa il 69% della popolazione soffre di presbiopia, senza considerare che la percentuale aumenterà con l’invecchiamento della popolazione. Le lenti a contatto risultano spesso più pratiche per alcuni particolari eventi della nostra vita rispetto ai classici occhiali.

Vi siete mai chiesti, però, quali sono i rischi nell’indossare un paio di lenti? Quanto è importante la prevenzione per evitare fastidiose infezioni?

Pensando all’anatomia del nostro occhio, è bene ricordare che ci sono diversi canali di comunicazione attraverso aperture nell’orbita ossea fra l’occhio e le strutture adiacenti, tra le fessure superiori ed inferiori orbitali, la fossa e naso-lacrimale dotto lacrimale, e il canale ottico. Tali aperture possono servire da passaggio diretto per un processo infettivo tra l’orbita e strutture circostanti. Nonostante il nostro occhio sia dotato di un “sistema di difesa”, rappresentato dalla rete vascolare, le infezioni sono piuttosto frequenti.

Ad esempio, il lievito Candida albicans è la causa più comune di endoftalmite endogena. Anche funghi filamentosi, come Fusarium solani e Aspergillus flavus costituiscono fino a un terzo di tutti i casi di cheratite infettiva. Tuttavia, negli ultimi anni stanno anche aumentando i casi di isolamento di Paecilomyces lilacinus in soggetti portatori di lenti.

Paecilomyces lilacinus è un fungo Ascomicete (ordine Eurotiales), isolato nelle Filippine negli anni ’70; si tratta di un microrganismo ubiquitario, saprofita e comune in natura. Generalmente, questo tipo di infezione interessa prevalentemente soggetti immunodepressi sebbene alcuni recenti case report abbiano segnalato la presenza di questo fungo anche in soggetti sani o comunque immunocompetenti.

Altre infezioni oculari gravi, anche se non molto frequenti, nei portatori di lenti a contatto possono essere causate da Acanthamoeba. si tratta di amebe (piccoli organismi monocellulari) che si trovano comunemente nelle fonti d’acqua come acqua di rubinetto, acqua di pozzo, vasche idromassaggio e nelle reti fognarie. Se queste amebe infettano l’occhio, si sviluppa una cheratite da Acanthamoeba. La condizione è stata diagnosticata per la prima volta nel 1973, e nel 90 per cento dei casi interessa persone che indossano lenti a contatto.

Immagine microscopica di Acanthamoeba

Negli ultimi anni, diversi studi hanno messo in evidenza focolai sporadici di cheratite da Acanthamoeba tra i portatori di lenti a contatto. Per esempio, nel 2007 fu ritirata dal commercio una soluzione per la manutenzione, perché il suo utilizzo aumentava di sette volte il rischio di sviluppare l’infezione. La soluzione in sé non era contaminata, ma sembrava essere inefficace nel prevenire lo sviluppo di questa patologia. Altre soluzioni erano state ritirate dal commercio nel 2006 perché il loro utilizzo aumentava la possibilità di sviluppare infezioni fungine.

Fortunatamente esistono diverse semplici precauzioni per ridurre notevolmente il rischio di andare incontro a questa condizione pericolosa per la vista – e, di fatto, a qualsiasi tipo di infezione oculare correlata all’utilizzo delle lenti. In primis, seguite le raccomandazioni del vostro oculista per quanto riguarda la manutenzione di questi dispositivi e utilizzate solo i prodotti che vi ha suggerito. Non usate mai acqua del rubinetto per pulirle. Non andate in piscina e non fate il bagno o la doccia mentre le indossate. Se decidete di indossarle mentre siete in piscina, indossate anche degli occhialini ed eliminatele subito dopo essere usciti dall’acqua.

Assicuratevi di conservarle nella soluzione apposita ogni notte e non utilizzate soluzioni saline che non sono state approvate per la disinfezione. Inoltre, è buona norma lavarsi sempre accuratamente le mani prima di manipolarle. A meno che non si indossino modelli usa e getta, che vengono sostituiti ogni giorno, pulitele immediatamente dopo averle tolte, strofinandole sotto un flusso di soluzione multiuso.

Fabrizio Visino

fonti: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27902509

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