Batteri mangia-carne: cosa sappiamo sulla fascite necrotizzante?

Gli uragani Irma e Harvey, che hanno colpito Florida e Texas negli Stati Uniti, hanno portato non solo morte e distruzione, ma anche lo spettro di una possibile contaminazione batterica delle falde acquifere americane! A lanciare l’allarme è lo stesso New York Times in seguito all’esito di alcuni test condotti per stabilire la qualità delle acque: secondo le analisi, infatti, si registrerebbero elevati livelli di Escherichia coli (Fig.1) e di un altro batterio, il Vibrio vulnificus (Fig.2), noto sporattutto per causare in rari casi la fascite necrotizzante e sospetto numero uno per la morte di Nancy Reed, una donna ex maestra elementare, che si era rotta un braccio nella sua casa a Houstono durante la tempesta tropicale. Ma che cos’è la fascite necrotizzante? Quali sono i sintomi e perché è così pericolosa per l’uomo?

Fig.1 Escherichia coli.
Fig.2 Vibrio vulnificus.

Per fascite necrotizzante (Fig.3)  si intende una forma particolare e rara di infezione degli strati profondi della pelle e dei tessuti molli. La malattia è di natura batterica e si sviluppa in modo rapido e aggressivo e, se non trattata tempestivamente, può evolvere in una lesione cutanea, accompagnata da  bolle, vescicole, necrosi dei tessuti e morte per shock settico. Se identificata in tempo può essere trattata con antibiotici e chirurgia, ma molti pazienti perdono comunque gli arti nonostante il trattamento e il 25-30% muoiono. La malattia può essere provocata da un’ampia varietà di batteri. Il più comune è lo streptococco, ma si sono registrati casi provocati da Escherichia coli, Staphylococcus aureus, Aeromonas hydrophila, Clostridium e Klebsiella.

Fig.3 Effetti fascite necrotizzante.

Ma allora cosa c’entra il Vibrio vulnificus con la morte di Nancy Reed? Secondo la professsoressa di biologia marina dell’Università del Nord Carolina, Rachel Noble, in casi con ferite aperte come quella della ex maestra statunitense, anche microrganismi che raramente hanno a che fare con infezioni simili possono diventare potenzialmente letali per l’uomo.

Come possiamo riconoscere i sintomi e agire tempestivamente? Pur essendo difficile riuscire a distinguerla da altre comuni infezioni della pelle, la fascite necrotizzante determina gonfiore, colore rosso o violaceo nell’area interessata e forti dolori, che vengono descritti dai pazienti affetti come atroci e insopportabili. La malattia, però, è di per sè molto rara, e la maggior parte delle persone che contraggono la fascite necrotizzante sono in genere immunodepresse. Il modo migliore per prevenire l’insorgenza dell’infezione è ripulire le ferite, anche le più superficiali ed evitare, se possibile, laghi, oceani, piscine se si hanno ferite profonde e aperte.

Silvia Vallefuoco

Fonti:

http://www.corriere.it/salute/malattie_infettive/17_settembre_30/nancy-l-ultima-vittima-dell-uragano-harvey-uccisa-batteri-mangiacarne-4aef88d8-a5ee-11e7-8477-789085dabc53.shtml?refresh_ce-cp;

https://www.pazienti.it/malattie/fascite-necrotizzante;

https://it.healthline.com/health/fascite-necrotizzante-infiammazione-dei-tessuti-molli.

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