Come sopravvivono in inverno le zanzare?

In quanti si sono chiesti ”ma è possibile che le zanzare siano presenti in ogni momento dell’anno?” oppure hanno più semplicemente invocato la loro scomparsa quando nella notte il ronzio emesso dallo sbattere delle loro ali ha lasciato la consapevolezza che sicuramente ci sveglieremo il giorno dopo con qualche μl di sangue in meno.

Una simpatica immagine tratta da pourfemme.it suggerisce di pasteggiare con qualcosa che sicuramente doneremo più volentieri alle zanzare.

Avete pure l’impressione che siano più numerose di qualche anno fa? Scopriamolo!

Analiziamo alcune specie

  • Culex pipiens: la classica zanzara cittadina, che si presenta puntuale intorno maggio-giugno; l’eccezionale proliferazione è legata allo sviluppo urbanistico incontrollato e all’inquinamento di canali e fiumi. Questi ambienti sono ideali per le zanzare che, non avendo predatori, riescono a riprodursi in modo superlativo. Ma come fanno a sopravvivere all’inverno? Alla fine dell’autunno le ultime generazioni di femmine cadono in uno stato di torpore, una sorta di letargo. Durante l’inverno rimangono dormienti nelle cantine o ambienti umidi, nelle abitazioni, nascoste dietro gli armadi. All’arrivo invece del caldo si risvegliano, focalizzando le energie alla ricerca dei loro primi pasti di sangue e portando così a maturazione le uova che daranno il via alle generazioni di zanzare ”estive”.

 

  • Aedes albopticus: la famosa zanzara tigre; segnalata per la prima volta a Genova, molto probabilmente arrivata a bordo di pneumatici usati, si trova ormai in dodici regioni, 43 province e più di 300 comuni italiani. Lunga dai 5 ai 10 millimetri, i maschi si contraddistinguono dalle femmine in quanto sono più piccoli di circa il 20%. La zanzara tigre è una zanzara diurna, che esplica la propria attività principalmente nel tardo pomeriggio e nelle prime ore del mattino. Viene definita “antropofila” poiché ha una spiccata preferenza per il genere umano. Le femmine depongono le uova sulle pareti di contenitori di varia natura in grado di contenere acqua. Le uova resistono alla siccità e possono sopravvivere oltre 6 mesi in queste condizioni, ma per schiudere e avviare così il ciclo larvale, dovranno necessariamente essere sommerse dall’acqua. Il ciclo vitale si compone di 4 distinte fasi: uovo, larva, pupa e adulto. Le larve e le pupe possono svilupparsi solo ed esclusivamente in presenza di acqua. In regioni temperate sverna sotto forma di uova, riprendendo il ciclo in forma adulta durante la primavera. Ad esempio in Italia è attiva da Marzo a Ottobre. Le uova delle varietà presenti nelle zone temperate tollerano meglio il freddo (temperature sotto zero e neve!) di quelle presenti in regioni geografiche più calde. Inoltre, le zanzare tigre adulte possono sopravvivere durante l’inverno in micro habitat adeguati e riparati.

 

Intervenire con precisione

La zanzara tigre, per esempio, è in attività di giorno, al contrario della nostrana Culex pipiens. Trattare un parco la sera, quando è nascosta tra la vegetazione, non serve a niente. Se la disinfestazione non è fatta in modo mirato, i risultati sono scarsi. Occorre conoscere in modo preciso la specie da combattere, la sua distribuzione e suscettibilità agli insetticidi. La conseguenza sono errori grossolani nel dosaggio del pesticida e nella frequenza dei trattamenti, che non porterebbero i risultati auspicati.

 

Aedes albopictus, current known distribution – January 2016 fonte: www.izsvenezie.it

 

Alessandro Scollato

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