L’ambiente uterino è veramente sterile?

Secondo una recente ricerca pubblicata sulla rivista Nature Communications la sterilità del tratto riproduttivo superiore delle donne sarebbe messo in discussione e addirittura connesso allo sviluppo di malattie e tumori. Il gruppo di scienziati cinesi padre della ricerca in questione ha raccolto e analizzato la popolazione batterica presente nel tratto riproduttivo femminile di 110 donne in età riproduttiva, lo ha esaminato con tecniche di sequenziamento e ha evidenziato le differenze esistenti nelle varie zone anatomiche: la cervice uterina, l’utero, le tube di Falloppio, il liquido peritoneale e la vagina. È noto ormai che la vagina sia popolata da milioni di batteri ma l’ambiente uterino è stato finora ritenuto sterile e mantenuto tale dalla barriera fisica rappresentata dalla cervice uterina. Essa stessa può essere soggetta a variazioni durante le fasi del ciclo mestruale e probabilmente oscillazioni del pH possono provocare il passaggio di microrganismi.  È altrettanto indiscusso che la specie predominante nel tratto vaginale sia costituita dai Lactobacilli che producendo acido lattico mantengono costante il pH a valori di 3,5-4,5 impedendo così la crescita di organismi potenzialmente dannosi. Restano tuttavia dubbi sull’esistenza di un microbiota uterino e sulla sua composizione o sul suo coinvolgimento in patologie che interessano l’organo riproduttivo. I risultati della ricerca del team cinese mostrano al contrario, che sia il tratto riproduttivo inferiore (vaginale) che quello superiore (uterino) sono colonizzati da batteri. Organismi del genere Lactobacilli, in particolare L. crispatus e L. iners, predominano nella zona vaginale, riducendosi invece nella zona cervicale che rappresenta una area di transizione con la porzione uterina giustificando anche l’aumento della variabilità batterica in questa regione. Nella zona endometriale i Lactobacilli diminuiscono ulteriormente e la variabilità presente include batteri come Pseudomonas, Acinetobacter, Vagococcus e Sphingobium presenti anche nelle tube di Falloppio dove i Lactobacilli non raggiungono il 2% e si trovano invece organismi quali Pseudomonas, Erysipelothrix e Facklamia. In generale quindi, i Firmicutes dominano nel tratto riproduttivo inferiore mentre Proteobatteri, Actinobatteri e Bacteroidetes in quello superiore dove si crea un ambiente alcalino che contrasta l’acidità vaginale. I ricercatori hanno poi esaminato il microbiota vagino-uterino in relazione allo stile di vita dei soggetti esaminati (età, rapporti sessuali, gravidanza, periodo mestruale) e a patologie del tratto riproduttivo (endometriosi, adenomiosi, infertilità) evidenziando come queste condizioni siano associate a cambiamenti nella composizione batterica presente. Questo dato, seppur preliminare, risulta particolarmente importante nella pratica clinica in quanto può rappresentare uno strumento di analisi efficace per la diagnosi di malattie o per la verifica dello stato fisiologico in determinati momenti della vita riproduttiva di una donna come la fertilità, la gravidanza e la menopausa.

 

 

Roberta Ranieri

 

 

Riferimenti:

Chen C, Song X, Wei W, Zhong H, Dai J, et al. The microbiota continuum along the female reproductive tract and its relation to uterine-related diseases. Nat Commun. 2017

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