I lattobacilli: agenti terapeutici per il trattamento di varie patologie

Il tratto gastrointestinale è composto da 30 trilioni circa di microrganismi che costituiscono il “microbioma intestinale”. Tra i microrganismi che lo compongono i lattobacilli sono i più comuni. Le proprietà benefiche che i lattobacilli esercitano nei confronti dell’ospite contribuiscono a renderli efficaci “agenti terapeutici” per il trattamento di una serie di patologie,che analizzeremo in questo articolo, tra cui:

  • Attività anti-tossica
  • Colonizzazione vaginale
  • Attività anti-batterica e anti-virale
  • Ipertensione

Attività anti-tossica

Al fine di mantenere un adeguato stato di salute dell’organismo ospite, i lattobacilli neutralizzano le tossine o i composti tossici; è il caso di Lactobacillus reuteri CRL 1098 e L. acidophilus CRL 1014 che, per neutralizzare l’ocratossina A (una tossina diffusa in due generi di funghi molto comuni, Aspergillus e Penicillium), producono il TNF-α (tumour necrosis factor). Tale micotossina è in grado di contaminare diversi generi di prodotti alimentari ed è alla base dell’epatotossicità, della nefrotossicità e dell’immunotossicità. Da qui la necessità dei lattobacilli di aumentare la produzione di TNF-α.

Colonizzazione vaginale

Un alterato numero di lattobacilli a livello vaginale è alla base della perdita dei meccanismi di difesa anti-batterici e, di conseguenza, della proliferazione delle specie batteriche patogene. Infatti, un ridotto numero di lattobacilli è responsabile della vaginosi batterica. In questo caso, i lattobacilli vengono sostituiti da altri microrganismi quali Gardnerella vaginalis, Candida albicans, Streptococcus aureus, Neisseria gonorrhoeae che, a loro volta, proliferano in maniera incontrollata instaurando varie infezioni batteriche (figura 1)

Figura 1. Differenza tra una mucosa vaginale sana e una infettata da Gardnerella vaginalis

Attività anti-batterica e anti-virale

Diversi studi sperimentali hanno evidenziato l’abilità dei lattobacilli di aderire all’enterocita al fine di prevenire l’instaurarsi di varie infezioni batteriche, secernendo sostanze anti-microbiche (batteriocine, perossido d’idrogeno, acidi organici). È il caso dell’inibizione di infezioni da Salmonella spp. nelle cellule epiteliali dell’intestino grazie a L. plantarum GK81, L. acidophilus GK20 e L. plantarum JSA22.

Altrettanto importante è il ruolo dei lattobacilli come “agenti anti-virali”: un’alterata flora vaginale implica un ingresso facilitato dei virus che possono essere trasmessi sessualmente (HIV, herpes simplex virus 2 e papilloma virus umano). È quindi essenziale l’intervento dei lattobacilli al fine si poter prevenire l’eventuale rischio di trasmissione dei virus.

Ipertensione

Diversi pathways biochimici intervengono nella regolazione della pressione arteriosa e tra di essi rientra la regolazione del sistema renina-angiotensina. La renina è una proteinasi che si forma a partire dalla forma inattiva (pro-renina) ad opera dell’enzima callicreina. La renina prodotta idrolizza l’angiotensinogeno plasmatico e libera l’angiotensina I inattiva. L’angiotensina I dall’enzima ACE verrà convertita in angiotensina II, un potente agente vasocostrittore. L’angiotensina II induce il rilascio di aldosterone responsabile dell’aumento della concentrazione del sodio e, di conseguenza, aumenta la pressione arteriosa. Da qui la necessità di intervenire inibendo l’enzima ACE.

Diversi studi sperimentali condotti sia in vivo che in vitro hanno dimostrato che l’aggiunta dei lattobacilli ai latticini era responsabile della riduzione della pressione arteriosa. La fermentazione dei prodotti alimentari era alla base dei risultati ottenuti in quanto responsabile del rilascio di peptidi che inibivano ACE.

 

Irene Magnoli

 

Fonti:

Mechanisms and therapeutic effectiveness of lactobacilli

The Improvement of Hypertension by Probiotics: Effects on Cholesterol, Diabetes, Renin, and Phytoestrogens

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