Scoperti nuovi archeobatteri: Thor, Odino e Heimdall!

Gli Archeobatteri, o più semplicisticamente Archea, (dal greco archanios, antico), sono microorganismi antichissimi. Inizialmente furono considerati una strana tipologia di batteri, ma con successive analisi genetiche e metaboliche, sono stati considerati nuovamente e inseriti in un regno della vita a parte. Sono microorganismi che sopportano (e proliferano) ambienti di vita estremi come laghi salatissimi, i black smokers sottomarini, profondità oceaniche e quant’altro. Possiamo ricordare i vari metanogeni, psicrofili, alofili, termofili, acidofili e così via.

Black smokers, ecosistemi di alcuni archeobatteri

Nel corso degli anni sono stati scoperti numerosi di questi microorganismi, ed una ricerca internazionale recentissima, le cui pubblicazioni sono arrivate alla rivista Nature, ha fatto conoscere a tutta la comunità scientifica tre nuovi Archea, battezzati col nome di tre divinità norrene, da cui è presumibile pensare si siano sviluppati le cellule eucarioti, le stesse che oggi appartengono ai funghi, piante ed animali. L’evoluzione della vita, con l’inesorabile transizione delle cellule procariotiche a quelle eucariotiche, è sempre stato oggetto di dibattiti scientifici ma sembra siano arrivati degli elementi di svolta che possano porre fine a questo dibattito. Un team di ricerca internazionale guidato dalla Uppsala University (Svezia) sembra aver trovato il materiale genetico (DNA) di tre specie di archeobatteri che costituiscono un anello di congiunzione tra la vita più semplice, tipica dei batteri, con quella complessa, tipica delle cellule eucariote.

La squadra di ricerca guidata abilmente da Thijs Ettema ha scoperto questi tre nuovi microorganismi, i quali sono stati battezzati ironicamente come tre divinità nordiche: Thor, Odino e Heimdall. I ricercatori sono arrivati alla conclusione della loro esistenza non da un’osservazione diretta, ma attraverso tecniche metagenomiche su sedimenti. Secondo la ricercatrice Anja Spang, la grandiosità della scoperta si basa sul fatto che questi Archei Asgard, così come sono stati denominati, risiede nel fatto che condividono diversi geni coinvolti nella formazione di strutture complesse delle cellule eucariote.

La scoperta è stata possibile grazie all’innovazione costante delle varie tecniche metagenomiche, attraverso le quali si possono scoprire vari microorganismi VBNC. Con l’acronimo VBNC (dall’inglese Viable But Not Culturable, che tradotto in italiano significa “vitale ma non coltivabile”) si indica uno stato che possono assumere molte specie di microrganismi in risposta a situazioni di stress determinate da condizioni ambientali, come la mancanza di nutrienti o l’aumento della temperatura, oppure dalla presenza di alcune sostanze chimiche.

Secondo Thijs Ettema, primo autore dello studio che ha permesso la scoperta nel 2015 Loki (articolo visualizzabile qui), uno dei più semplici microorganismi aventi una vita cellulare complessa, questi “sono tempi molto eccitanti”. Questi nuovi archea sarebbero connessi allo stesso Loki, e sarebbero le cellule più prossime agli eucarioti di quanto non siano altri organismi viventi. Il prossimo passo è quello di poter coltivare questi microorganismi, affinché si possa in futuro capire meglio come le cellule complesse siano nate e successivamente evolute.

 

Francesco Centorrino

fonti:

http://www.copernico.bo.it

http://tg24.sky.it 

https://it.wikipedia.org

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