Un altro parassita del pesce crudo: Capillaria philippinensis

Dopo aver trattato Anisakis e Opistorchis felineus anche oggi torniamo sui parassiti collegati al pesce. Sicuramente meno conosciuto, Capillaria philippinensis è comunque un parassita da conoscere e non sottovalutare.

Capillaria philippinensis è un nematode parassita scoperto per la prima volta nel 1968. Gli adulti sono piuttosto piccoli, 1.5-3.9 mm di lunghezza i maschi, 2.3-5.3 le femmine, mentre le uova misurano 36-45 mm di lunghezza e circa 20 mm di spessore (Fig.1). Nonostante la scoperta risalga al 1968, si è comunque potuto risalire ai numerosi casi avvenuti tra il 1964 e il 1967, quando più di 1000 persone vennero infettate e 77 morirono. Questo nematode parassita naturalmente i pesci d’acqua dolce e gli uccelli che se ne cibano, ma può raggiungere l’uomo a seguito d’ingestione di pesce infetto crudo.

Fig.1: maschio (sopra), femmina (sotto), e uovo (al centro) di Capillaria philippinensis

Il ciclo biologico (Fig.2) di C. philippinensis è piuttosto semplice: quando le uova embrionate libere nell’ambiente vengono ingerite da un pesce si schiudono e le larve, una volta raggiunto l’intestino, ne penetrano le pareti migrando nei tessuti. Quando l’uomo mangia pesce crudo infetto assume le larve che, una volta raggiunto l’intestino tenue, si sviluppano in adulti. Le femmine a questo punto depongono uova non embrionate, di cui una parte si embriona direttamente nell’intestino andando a causare fenomeni di autoinfezione, mentre la restante sarà espulsa con le feci.

Fig.2: ciclo biologico di C. philippinensis

La patologia scatenata da C. philippinensis viene chiamata capillariasi (o capillariosi). Questa si manifesta con sintomi quali dolori addominali, diarrea, perdita di peso, stanchezza, malessere e anoressia. Possono inoltre essere presenti cali di proteine ed elettroliti, a cui si può aggiungere il malassorbimento di grassi e zuccheri.

La diagnosi si può effettuare tramite una biopsia dell’intestino tenue o tramite un esame delle feci al microscopio, alla ricerca delle uova. Queste ultime potrebbero venire confuse con le uova di un altro parassita: Trichuris trichiura.

Il trattamento prevede l’utilizzo di Mebendazolo o Albendazolo, ma la prevenzione come per tutti i parassiti è fondamentale: evitare di mangiare pesce crudo o poco cotto.

I dati epidemiologici mostrano che C. philippinensis è presente nelle Filippine (da qui il nome della specie, scoperta per la prima volta in un paziente proprio in queste isole), Cina, Egitto, Indonesia, Iran, Giappone, Korea, Taiwan e Thailandia. Esistono casi diagnostici in Spagna e in Italia, verosimilmente contratti all’estero.

Andrea Borsa

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