Neuroni e risposta immunitaria

Chi avrebbe mai immaginato che la risposta immunitaria potesse essere innescata anche dai neuroni?

Ebbene sì: lo ha dimostrato una recente scoperta, condotta da un gruppo di ricercatori dell’Università di Lisbona e del Champalimaud Centre for the Unknown di Lisbona, pubblicata su Nature.

Si tratta di una scoperta inattesa che ha permesso di constatare come i neuroni non solo siano importanti per la risposta immunitaria, ma che siano anche in grado di innescare una delle reazione immunitarie più veloci e potenti fra quelle finora conosciute e studiate.

Sappiamo che i neuroni sono l’unità funzionale del cervello, cellule altamente specializzate per ricevere, elaborare e trasmettere le informazioni ad altri neuroni o cellule effettrici, attraverso segnali elettrici e chimici.
I neuroni non li troviamo solo in encefalo e midollo spinale, ma anche in quello che prende il nome di sistema nervoso periferico (SNP).

Ed è quest’ultimo oggetto della scoperta.

In particolare, tra i neuroni periferici, abbiamo quelli che si trovano nelle mucose e tra questi quelli del tratto gastrointestinale (oggetto della scoperta).

Il team di ricerca ha, infatti, evidenziato come questi neuroni siano capaci di rilevare la presenza di parassiti nell’organismo e inviare segnali a una classe particolare di cellule linfatiche, attivando una risposta immunitaria rapida e potente in tutto l’organismo.

Le cellule linfatiche impegnate in questa risposta immunitaria sono le cellule linfoidi innate (ILC).

Cellule linfoidi innate (in verde) nelle anse intestinali di topo

Chi sono?

Si tratta di cellule di recente scoperta (2010) attive non solo nella risposta immunitaria ma anche nell’omeostasi dei tessuti.
Si parla di cellule linfoidi innate proprio perché non sono prodotte in seguito ad infezioni ma sono presenti dalla nascita e si è visto essere di origine molto antica: sono, infatti, state trovate anche nelle lamprede, molto simili ai primi antichissimi vertebrati.
Una ulteriore differenza rispetto alle altre cellule linfoidi è che le ILC non esprimono recettori di riconoscimento di antigeni, tipici della risposta adattativa, ma la loro attivazione dipende da piccole proteine di segnale secrete dalle cellule di vari tessuti, le citochine.

Queste cellule sono state classificate in tre sottoclassi:

ILC1: implicate nella produzione di interferone γ;
ILC2: attive nella risposta immunitaria contro gli elminti, dei vermi parassiti dell’intestino in grado di produrre un enzima che degrada il muco intestinale e provoca morte cellulare nell’epitelio, e intervengono nella riparazione della mucosa intestinale dopo infezione.
ILC3: interagiscono con le cellule dendritiche per il mantenimento della barriera epiteliale e sono importanti nella tolleranza verso i batteri commensali.

La sottoclasse di particolare interesse, oggetto di numerosi esperimenti, è quella delle ILC2, che si è visto essere disposte lungo gli assoni dei neuroni che innervano la mucosa intestinale.
Non solo, ulteriori esperimenti, condotti sui topi, hanno dimostrato come queste cellule avessero sulla loro superficie un recettore per una sostanza prodotta solo dai neuroni: la neuromedina U (NMU).

I neuroni sono in grado di rilevare, attraverso specifici recettori, i prodotti secreti dai parassiti dopo che questi hanno colonizzato l’organismo. L’attivazione di questi recettori neuronali porta alla produzione di NMU e alla successiva attivazione, con induzione di risposta immunitaria, delle ILC2.

Emanuela Pasculli

Fonte: Le Scienze

 

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