Le armi biologiche attraverso i secoli

Le armi biologiche. Uno strumento offensivo utilizzato da moltissimo tempo dall’uomo, che porta devastazione con il minimo sforzo. Ripercorriamo insieme l’utilizzo di queste terrificanti armi attraverso i secoli.

Con arma biologica si intende l’utilizzo di microrganismi patogeni per il ferimento e/o l’uccisione degli eserciti e dei civili durante una guerra, una guerriglia o una rappresaglia. Come ogni arma, ha sia evidenti vantaggi che svantaggi altretanto evidenti; i vantaggi sono l’enorme efficienza letale e il basso costo (secondo alcune stime colpire 1 Km2 costerebbe 2000$ con le armi convenzionali, 800$ usando armi nucleari, 600$ usando agenti chimici e soltanto 1$ con gli agenti biologici), mentre tra gli svantaggi si annoverano l’imprevedibilità nell’uso (prevalentemente dovuto alle condizioni atmosferiche) e la reazione d’orrore che un loro impiego causerebbe a livello globale.

Tra gli agenti biologici prevalentemente utilizzati spiccano i batteri: Yersinia pestis, Vibrio choleae, Bacillus anthracis (Fig.1) e Salmonella typhi sono solo alcuni dei procarioti utilizzati; non è raro anche l’utilizzo di virus (Poliovirus, Hantavirus, Ebola e l’Encefalite Equina Venezuelana, VEE), e di tossine (che vedono come maggiori rappresentanti la tossina botulinica di Clostridium botulinum e l’ -tossina di Clostridium perfringens).

Al contrario di quanto si potrebbe pensare , le armi biologiche non sono una “invenzione” moderna, ma esistono fonti che ne testimoniano l’utilizzo anche in tempi più antichi. Andrò ora a descrivervi, prendendo in esame i vari periodi, le modalità di utilizzo di queste armi.

Fig.1: Bacillus anthracis

Antichità e Medioevo (3000 a.C. – 1492)

Il documento più antico a noi giunto riguarda i Romani: l’utilizzo di carcasse animali per inquinare le riserve idriche nemiche aveva il duplice scopo di diminuire il numero dei nemici e fiaccarne il morale.

Tuttavia è tra il 1346 e il 1347 che si mostra per la prima volta la notevole efficienza delle armi biologiche: la colonia genovese di Caffa, sulle rive del Mar Nero, è assediata dai Tartari, attratti dalle sue ricchezze. In quelperiodo la peste stava mietendo vittime ad Est (Tana, Saraj e Astrakhan, città nell’attuale Russia, erano già state colpite) e di conseguenza alcuni tra gli assedianti Tartari erano stati contagiati. L’idea degli assedianti fu di catapultare i morti di peste all’interno delle mura di Caffa. Gli abitanti fecero del loro meglio per sbarazzarsi dei corpi infetti gettandoli in mare, ma inutilmente. Inoltre le pulci vennero involontariamente trasportate da Caffa nelle navi in fuga dalla città dirette al resto d’Europa e, secondo alcuni storici, questa sarebbe stata la causa della Morte Nera che flagellò il continente in quegli anni.

Storia moderna (1492 – 1789)

Se da un lato è ben noto che i conquistadores portarono nel Nuovo Mondo le malattie europee e che queste facilitarono notevolmente la conquista del Nuovo Continente, dall’altro è sicuramente meno noto ciò che inglesi attuarono durante la guerra franco–indiana, ovvero il fronte nordamericano della guerra dei sette anni (1756-1763). Durante l’ultimo anno di guerra gli inglesi, guidati dal generale Jeffrey Amherst (Fig.2), diedero come “dono d’amicizia” agli indiani fedeli ai francesi coperte infette provenienti da Fort Pitt, che era stata colpita da un’epidemia di vaiolo. Il generale scrisse di “utilizzare qualsiasi altro metodo utile ad estirpare questa esecrabile razza”. Tale metodo fu letale: le tribù furono decimate.

Fig.2: Jeffrey Amherst

Storia contemporanea (1789 – oggi)

Ma è nel ‘900 che queste armi letali e controverse hanno avuto “maggior successo”, e l’argomento diventa così ampio da non poter essere trattato nello spazio, purtoppo ridotto, di un articolo. Lascio comunque per gli interessati alcuni link di approfondimento suddivisi per sezione alla fine dell’articolo.

Nel 1918 il Giappone fonda l’unità 731, adibita alla guerra biologica. Nel 1931 questa unità, a seguito dell’espansione giapponese in Manciuria, si trasferisce in territorio cinese per avere “un’infinita scorta di materiale umano per esperimenti”, e nel 1941 diffonde la peste su parte della Cina.

L’anno successivo gli USA avviarono il loro programma di guerra biologica e nello stesso anno i nazisti iniziarono a studiare i parassiti trasportati dagli insetti.

Nel 1944 con l’Italia già parzialmente in mano agli Alleati, i Nazisti in ritirata liberarono su ordine di Himmler delle zanzare infettate con Plasmodium falciparum, il plasmodio della malaria. Il contagio dilagò a macchia d’olio, ed i casi di malaria nella zona in esame, le paludi pontine da poco bonificate dal Fascismo, aumentarono dai 1.217 del 1943 ai 54.929 dell’anno successivo, su una popolazione di 245.000 persone.

L’Unione Sovietica inizio invece il suo programma di sviluppo delle armi biologiche nel 1928, quando, a seguito di un’epidemia di tifo avvenuta tra il 1918 e il 1921, il Consiglio Militare Rivoluzionario decretò lo sviluppo di un’arma che sfruttasse questa patologia come arma non convenzionale.

Il 26 marzo 1975 entrò in vigore la Convenzione per le Armi Biologiche (in inglese Biological Weapons Convention, BWC, Fig.3), evoluzione del Protocollo di Ginervra del 1925, che vieta lo sviluppo e lo stoccaggio di armi biologiche e tossiche. Nell’articolo 1 si legge infatti:

«Ogni Stato parte della presente Convenzione si impegna in nessun caso a sviluppare, produrre, stoccare o altrimenti acquisire o mantenere in vigore:

  • Agenti microbiologici o biologici, tossine, qualunque sia la loro origine o metodo di produzione, dei tipi e nelle quantità che non hanno alcuna giustificazione per profilassi, protezione o altri scopi pacifici;

  • Armi, equipaggiamenti o vettori destinati all’uso di tali agenti o tossine a fini ostili o in conflitti armati»

Fig.3: Partecipazione alla Convezione sulle Armi Biologiche. In verde chiaro gli stati che hanno firmato e ratificato, in verde scuro quelli che hanno aderito, in giallo gli stati che hanno soltanto firmato ed in rosso quelli che non hanno firmato.

Tuttavia, esistono anche casi in cui i microrganismi non furono utilizzati come arma, ma come esperimento clinico segreto. Il caso più noto è sicuramente lo studio sulla sifilide di Tuskegee, che si svolse tra il 1932 e il 1972 ai danni di ignari cittadini afroamericani. Oggetto dello studio fu l’evoluzione naturale della patologia non curata (quale?) sulla popolazione della cittadina di Tuskegee. Quando questo studio venne scoperto, gli scandali che conseguirono portarono all’emanazione di regolamentazioni sulle sperimentazioni umane e alla formazione di enti ed istituti che verificassero la correttezza delle prassi.

La minaccia dei giorni nostri riguarda invece il bioterrorismo: il 18 settembre 2001, una settimana dopo la caduta delle Torri Gemelle, pacchi contenenti spore di Bacillus anthracis furono spediti ad uffici giornalistici e ai due senatori del Partito Democratico,Tom Daschle e Patrick Leahy. Questi attacchi all’antrace causarono la morte di 5 persone e l’avvelenamento di altre 17.

Ancora, nel maggio 2013 l’allora presedente degli USA , Barack Obama, riceve una busta contenente ricina, una proteina naturale estratta dal Ricinus communis, la qualecausa morte cellulare bloccando l’attività di sintesi proteica dei ribosomi. La ricina viene considerata da alcune fonti il veleno naturale più efficace noto, la Dose Letale media è infatti di solo 0,2 mg.

Andrea Borsa

PER APPROFONDIMENTI:

FONTI:

Commenta per primo

Rispondi