L’ingrediente segreto per un innovativo bio-cemento? Il lievito di birra!

La divisione “Bioenergie, Bioraffinerie e Chimica Verde” dell’Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile (ENEA) svolge attività di avanguardia per lo sviluppo di processi fermentativi a scopo energetico, operando a supporto dell’industria nazionale per le esigenze di innovazione tecnologica, dimostrazione e qualificazione di processi, tecnologie e componenti.

I ricercatori della divisione Bioenergie e del laboratorio “Biosicurezza e Stima del rischio”, specializzato in attività di ricerca e innovazione nel settore delle biotecnologie e della tossicologia dei materiali con applicazioni per lo sviluppo industriale, hanno brevettato un innovativo processo basato sull’uso di lievito di birra (Fig. 1) e acqua ossigenata che consente di ottenere una tipologia di bio-cemento con elevate proprietà di isolamento termico e acustico e di resistenza al fuoco. Si tratta del processo BAAC (Bio Aerated Autoclaved Concrete), nato nei laboratori dei Centri di Ricerca ENEA di Trisaia, in Basilicata, specializzato in chimica verde e bioenergie, e di Casaccia, alle porte di Roma. Esso consente di ridurre i costi di produzione e di ottenere un prodotto a maggiore sostenibilità rispetto ai tradizionali cementi “cellulari” aerati attualmente in commercio.

Figura 1 – Immagine al microscopio elettronico di cellule di Saccharomyces cerevisiae.

Si tratta di una versione sostenibile del cosiddetto calcestruzzo aerato autoclavato (Autoclaved Aerated Concrete – AAC, Fig. 2). L’AAC è dotato di elevato potere coibentante e di isolamento acustico. Grazie alla particolare struttura porosa, è molto leggero, senza perdere di resistenza alla compressione. Caratteristiche che ne fanno un ottimo prodotto edilizio.

Figura 2 – Immagine di dettaglio della tipica struttura porosa del calcestruzzo aerato autoclavato (Autoclaved Aerated Concrete – AAC).

Nel processo brevettato dall’ENEA la polvere di alluminio, un agente aerante molto infiammabile che richiede stringenti misure di sicurezza degli impianti, viene sostituita da lievito di birra miscelato con acqua ossigenata che consente di ottenere un prodotto tecnicamente molto leggero per la grande quantità di bolle d’aria al suo interno, lasciando però inalterate le caratteristiche meccaniche e fisiche del materiale cementizio. I vantaggi economici e di sostenibilità ambientale derivano dall’abbattimento delle spese energetiche e dei costi indiretti connessi alla gestione dell’impianto ai fini della sicurezza e dalla riduzione del numero dei componenti “addizionali” come la calce e il gesso.

Questa innovazione di processo è ancora di nicchia, ma presenta grandi potenzialità. Non a caso, queste attività di sperimentazione hanno suscitato l’interesse dei soggetti coinvolti nella filiera produttiva del cemento cellulare.

Nicola Di Fidio

 Sitografia

  • http://www.enea.it/it/Stampa/news/innovazione-brevetto-enea-per-cemento-eco-sostenibile-ad-alto-isolamento-termico/

Crediti immagini

  • https://www.sciencenews.org/article/yeast-life-span-calorie-restriction-may-be-wash
  • https://nextolife.it/evidenza/arriva-il-bio-cemento-al-lievito-di-birra-il-cemento-che-fa-risparmiare/
  • https://www.slideshare.net/ZarrarKharbe/biomaterials-69870892

Nicola Di Fidio, Ph.D. student
Department of Chemistry and Industrial Chemistry – University of Pisa
Via G. Moruzzi 13 – 56124 Pisa
MSc. in Industrial and Environmental Biotechnologies
Mob: +39 3299740251
Primary e-mail: nicola.difidio91@gmail.com
Secondary e-mail: n.difidio@studenti.unipi.it

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