Attenzione al tocco della mosca!

Oltre al fastidioso ronzio, la mosca è stata sempre associata a luoghi poco igienici, lasciando una sensazione spiacevole per chi condivide i suoi stessi spazi. La ricerca svolta al Penn State’s Eberly College of Science non solo conferma che le mosche acquisiscono il loro microbioma dal materiale organico in decomposizione e feci di cui si nutrono, ma che siano un veicolo di svariati microrganismi di notevole incidenza per alcune patologie.

Fig.1

In tutte le specie di mosche analizzate sono stati individuati microrganismi appartenenti ai phyla Proteobacteria , Bacteroidetes e Firmicutes, inclusi i generi Enterobacter , Escherichia , Klebsiella , Proteus , Morganella , Hafnia , Pseudomonas , Aeromonas , Acinetobacter , Providencia e Serratia.  Il microrganismo maggiormente presente nel microbioma della Musca domestica è il Psychrobacter sp. PRwf-1, batterio estremofilo con notevoli capacità di adattamento per temperature sotto lo zero; Il ceppo PRwf-1 è legato al deterioramento degli alimenti, poichè riesce a sopravvivere anche a temperature calde.

Confrontando i microbiomi di mosche e mosconi, si è evidenziato una condivisione di taxa del 55%, probabilmente per predilezione degli stessi ambienti. Nell’80% delle mosche analizzate, sono presenti E. coli e Enterobacter cloacae, il primo responsabile a volte di responsabili di intossicazione alimentare e infezioni gastrointestinali, il secondo causa di infezioni nosocomiali del tratto urinario e respiratorio. I restanti taxa appartengono generalmente al genere Klebsiella e Acinetobacter.

Tale studio non associa necessariamente i patogeni ad un evento clinico, ma porta alla luce un meccanismo sottovalutato, un trasporto di svariati patogeni che possono incidere in caso di epidemie. Inoltre, se fino ad adesso la contaminazione di superfici da parte delle mosche era causato del tratto gastrointestinale, adesso viene valutato il ruolo del corpo del dittero. Grazie ad un modello tridimensionale è stato affermato che la maggiore diversità di batteri è presente su gambe e ali, probabilmente perchè svolgono un’attività significatica nel disperdere microrganismi tra un atterraggio e un altro.

Con grande stupore, in 15 campioni di mosche provenienti dal Brasile è stato ritrovato Helicobacter sp. , sicuramente acquisito in siti di depurazione aperti; questo mostra una possibile alternativa di trasporto di H.pylori (causa di ulcere, danni gastrici), sia in ambienti urbani che rurali.

Fig.2

A confermare il ruolo navetta, le mosche sono state introdotte su piastre Petri con la presenza di E.coli marcati e successivamente poste su piastre sterili, evidenziando così la dispersione batterica grazie al marcatore e la maggiore crescita di microrganismi ottenuta per il “tocco” delle gambe, anzichè del ventre, ha esaltato il ruolo importante nella trasmissione batterica di tale parte del corpo della mosca (fig,2).

Fig.3

A conclusione, riuscirete a mangiare ancora il vostro panino, che per pochi secondi ha toccato quel moscone?

Veronica Nerino

Fonte:

The microbiomes of blowlies and houseflies as bacterial transmission reservoirs – Scientific Reports


Biologa. Coordina la sezione di microbiologia in ambito alimentare e ambientale di un laboratorio accreditato. Ha comprovata esperienza in tecniche analitiche per la ricerca di indicatori di igiene di processo e sicurezza alimentare, in continuo aggiornamento in campo microbiologico.

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