L’influenza stagionale si combatte anche con i probiotici

Lactobacillus casei e vaccinazione potrebbero migliorare la lotta ai nuovi ceppi influenzali

Aggiornamenti in arrivo dall’Australia mostrano che l’efficacia dell’attuale vaccino antinfluenzale si attesta per il momento attorno al 10%, dati che non possono non preoccupare gli scienziati ed i funzionari della sanità pubblica. È complesso prevedere quali saranno i tassi di infezione per questa stagione influenzale anche da quest’altra parte del globo, ma con un’efficacia del vaccino che varia di anno in anno tra il 40% e il 60%, i ricercatori sono alla continua ricerca di strategie migliori per combattere efficacemente un virus in rapida evoluzione.

Dalla Georgia State University (GSU) emergono dati incoraggianti, che dimostrano come i Lactobacilli (Lactobacillus casei), comunemente usati come probiotici per migliorare la salute intestinale, potrebbero offrire protezione contro diversi sottotipi di virus responsabili dell’influenza di tipo A. I risultati del nuovo studio, recentemente pubblicato su Scientific Reports, dimostrano che la protezione offerta dalla popolazione batterica porta ad una riduzione nella perdita di peso associata all’infezione virale, e ad un tasso inferiore di replicazione virale nei polmoni.

Sebbene i vaccini contro virus influenzali siano prontamente disponibili, le infezioni stagionali causano da tre a cinque milioni di casi potenzialmente letali, e da 250.000 a 500.000 morti in tutto il mondo. Ciò si verifica perché gli attuali vaccini sono efficaci solo quando i ceppi virali sono ben caratterizzati e le preparazioni vaccinali necessitano di tempo per essere preparate in modo sicuro e preciso. Nello studio in corso, il team della GSU ha esaminato gli effetti protettivi e antivirali di un ceppo batterico ucciso al calore: il Lactobacillus casei DK128, un probiotico isolato solitamente dalle verdure fermentate.

Nello studio, il pretrattamento di topi con batteri di Lactobacillus casei DK128 uccisi al calore, li ha resi resistenti all’infezione da influenza A primaria e secondaria, e li ha protetti contro la perdita di peso, influendo positivamente sull’indice di mortalità. Questo ceppo batterico ha anche fornito ai topi una protezione ad ampio spettro, non limitata soltanto un particolare ceppo di influenza, ma agendo in modo aspecifico.

Sorprendentemente, i topi pretrattati con una bassa dose di DK128 hanno mostrato una perdita di peso dal 10% al 12%, ma sono sopravvissuti all’infezione letale da parte del virus H3N2 o H1N1. Al contrario, i topi pretrattati con una dose più elevata sempre del ceppo DK128 ucciso al calore non hanno mostrato perdita di peso. I topi di controllo, invece, che non erano stati pretrattati con DK128, hanno mostrato una grave perdita di peso tra gli otto e nove giorni dall’infezione, e tutti questi topi sono morti. Ed inoltre, i topi che hanno ricevuto i lactobacilli uccisi dal calore (DK128) prima dell’infezione possiedono un tasso di circa 18 volte inferiore di particelle virali nei loro polmoni rispetto ai topi di controllo.

Infine i ricercatori hanno pretrattato i topi con un sottotipo di influenza A, diverso dalla loro infezione primaria (per l’infezione secondaria, i topi sono stati esposti ad H1N1 o rgH5N1). In entrambi i casi il trattamento con lactobacilli fornisce ai topi una protezione immunitaria contro un largo spettro di infezioni da virus dell’influenza, aprendo la strada ad una profilassi potenzialmente migliore e più efficace.

Federico De Marco

PER APPROFONDIMENTI:

Heat-killed Lactobacillus casei confers broad protection against influenza A virus primary infection and develops heterosubtypic immunity against future secondary infection Jung YJ, Kang SM, Lee YT et al. Scientific Reports. 2017

Commenta per primo

Rispondi