Schistocephalus solidus, il parassita dello spinarello

Schistocephalus solidus è l’ennesimo parassita dei pesci. Questo in particolare non interessa l’uomo nel suo ciclo vitale, ma ha comunque la sua bella quantità di ospiti: crostacei, uccelli e pesci.

Schistcephalus solidus (Fig.1) è un Platelminta Cestode dell’ordine Pseudophyllidea, che parassita i crostacei, i pesci e gli uccelli ittiofagi d’acqua dolce.

 

Fig.1: Esemplare di Schistocephalus solidus

 

Il ciclo vitale (Fig.2) di S. solidus inizia quando un uccello ne espelle le uova in acqua tramite le feci. Queste, trovandosi nell’ambiente acquatico, si schiudono e danno vita al primo stadio larvale del parassita: il coracidio; questo viene quindi ingerito dal primo ospite intermedio, un crostaceo Copepode (come ad esempio Macrocyclops albidus), e all’interno di questo il parassita si sviluppa nel secondo stadio larvale. A questo punto il crostaceo viene predato da Gasterosteus aculeatus, meglio noto come spinarello, dentro il quale il nostro cestode si sviluppa nel terzo stadio larvale, ossia il plerocercoide. In questo stadio la larva, che cresce nell’addome del pesce, è lunga circa 2 cm e priva di uncini, ma questo è impressionante se rapportato alle dimensioni dell’ospite: considerate che in media uno spinarello maschio è lungo circa 4-5 cm (mentre la femmina arriva anche a 6-7 cm)! Infine, l’ultimo passo che consente a S. solidus di chiudere il ciclo è la predazione dello spinarello da parte di un uccello ittiofago, infatti una volta all’interno del volatile il parassita si sviluppa in adulto e inizia a produrre uova in un paio di giorni. S. solidus è un organismo ermafrodita, e di conseguenza può autofecondarsi oppure fecondare un altro individuo.

 

Fig.2: ciclo vitale di S. solidus

 

È interessante notare come durante una riproduzione con un altro individuo S. solidus preferisca, se possibile, accoppiarsi con i consanguinei. Questo comportamento è stato provato e studiato da Schjørring e Jäger, che hanno notato che, nonostante vi sia il netto svantaggio di una minor quantità di uova schiuse (il numero di uova schiuse in accoppiamenti tra consanguinei sarebbe circa 3.5 volte inferiore), il Cestode preferisce i consanguinei. I due studiosi hanno formulato l’ipotesi che questo comportamento dia, nonostante tutto, dei vantaggi alla fitness di S. solidus e abbassi il rischio di estinzione nelle popolazioni che si riproducono tra consanguinei. Per maggiori approfondimenti vi lascio il link all’articolo nelle fonti.

S. solidus è presente nelle zone temperate dell’emisfero nord, coprendo l’areale di distribuzione dello spinarello.

Andrea Borsa

FONTI:

Articolo di Schjørring e Jäger:

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