Citizen Science: Progetto Microbioma Italiano

Con il termine microbioma umano si intende la somma di tutti i microrganismi che vivono stabilmente in simbiosi con l’uomo e di tutti i loro geni; quando invece si parla di microbiota umano ci si riferisce semplicemente ai microrganismi simbiontici in sé, che convivono con il nostro organismo, senza considerarne la componente genetica. Nel corpo umano ci sono molti più batteri (circa 100 trilioni) che cellule umane (circa 10 trilioni) e molti più geni batterici rispetto a quelli umani, ed è importante ricordare che i batteri non rappresentano sempre e necessariamente un elemento negativo per la salute, ma possiedono, nei confronti dell’uomo, anche una grande influenza simbiotica e positiva.

Come ormai noto, sono molti i fattori che influiscono sul microbioma umano, tra i quali l’età del soggetto, il tipo di dieta seguita, l’attività fisica, l’eventuale contatto con animali, il fumo, i luoghi in cui una persona è cresciuta e nata, le medicine assunte, etc.. Inoltre, un numero sempre maggiore di studi correla la biodiversità del microbioma ad alcuni stati patologici quali obesità, malattie autoimmuni, patologie cardiovascolari, depressione, ecc., le cosiddette “malattie del progresso”. L’importanza di comprendere le correlazioni esistenti tra tutti questi fattori, attualmente non del tutto note con precisione, ha portato gli studiosi a proporre un programma scientifico di raccolta dati sul microbioma, proprio al fine di ottenere informazioni sufficienti e utili per migliorare le attuali conoscenze sul tema.

Il Progetto Microbioma Italiano (IMP), ideato dal dottor Fabio Piccini, in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche e l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo” si ispira al modello open access utilizzato anche dall’American Gut Project. Si tratta di un progetto di citizen science, termine che indica quel complesso di attività collegate ad una ricerca scientifica a cui partecipano semplici cittadini. Dunque, a differenza di altri protocolli di ricerca che selezionano un ristretto numero di partecipanti a partire da una serie di criteri specifici, l’IMP consente a chiunque di partecipare.
L’ obiettivo è quello di realizzare un atlante delle specie batteriche caratteristiche della popolazione italiana. Per tale ragione, il programma accoglie persone di tutte le età, indipendentemente dal modello dietetico seguito, dalle loro abitudini di vita, e dalla presenza o meno di patologie.  L’enorme varietà di soggetti coinvolti con questo approccio, che si contrappone alla limitatezza dei campioni degli studi scientifici finanziati in modo tradizionale, permetterà ai ricercatori di ottenere considerevoli quantità di dati i quali, una volta analizzati, consentiranno di capire le ricadute effettive della ricerca, ovvero l’identificazione di stili di vita volti al mantenimento della salute tramite la protezione dell’ecosistema microbico.

Come funziona l’IMP?

Per prendere parte al programma ogni partecipante deve richiedere un kit (figura 1) per il sequenziamento genetico battericoBMR Genomics (un laboratorio spin-off dell’Università di Padova nato nel 2004 dal gruppo di ricerca di genomica e bioinformatica del professor Giorgio Valle). Quando si riceve il kit è necessario registrare il numero seriale (presente sulla confezione) sul sito del laboratorio, per associarlo al proprio nome, compilare un questionario online sulle sue abitudini di vita, eseguire il prelievo secondo le istruzioni e, infine, spedire il campione al laboratorio. L’analisi inizia solo se il prelievo e il questionario sono stati eseguiti correttamente.

Figura 1: kit per il prelievo dei campioni. (http://progettomicrobiomaitaliano.org/  Aprile 2018)

Una volta che i campioni sono stati analizzati si ricevono i risultati. Da quel momento in poi l’unica connessione esistente tra il partecipante e il numero seriale (barcode) del campione verrà conservata in un database inviolabile per la tutela della privacy. Il nome della persona, dunque, “scompare” e ciò che rimane visibile agli utenti che visualizzeranno i dati del progetto sono solo valori numerici espressi in maniera grafica. Ciascun soggetto aderente, invece, mantiene le credenziali (username e password) per poter accedere in ogni momento ai risultati del proprio esame sul sito BMR Genomics.
I dati raccolti saranno elaborati con metodi bio-statistici al fine di permettere la creazione di modelli epidemiologici. I ricercatori ritengono che in futuro i risultati di questa analisi statistica potranno avere importanza essenziale per ospedali e centri di ricerca, perché permetteranno di stabilire lo stato di salute o di malattia di un paziente, semplicemente confrontandone il microbioma con quello tipico di un soggetto sano o malato.

Uno dei risvolti interessanti della ricerca è, fra gli altri, anche quello di comprendere quale sia l’influenza di farmaci, come gli antibiotici, sulla qualità della flora batterica e sulle conseguenze a livello di salute collettiva, in particolare dei bambini.  Le informazioni ottenute dal progetto, e sviluppate fino a questo momento, hanno già permesso di avere alcune indicazioni importanti, ma, secondo gli studiosi, gli sviluppi futuri sembrano essere ancora più promettenti.

 

 

                                                                                                                                                            Angela Chimienti

 

 

 

Fonti:

Sitografia:

  • Citizen science, oxforddictionaries.com.
  • https://it.wikipedia.org/wiki/Citizen_science
  • https://microbiomaitaliano.it/
  • http://progettomicrobiomaitaliano.org/progetto/page-12/
  • https://www.researchitaly.it/interviste/progetto-microbioma-italiano-la-ricerca-si-fa-partecipata/

Immagini:

  • http://progettomicrobiomaitaliano.org/

 

 

 

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