Zoonosi occupazionali e antibiotico-resistenza

Zoonosi occupazionali e antibiotico-resistenza

Le infezioni da batteri resistenti agli antibiotici acquisite nell’ambito di particolari attività lavorative sono considerate zoonosi occupazionali, e riguardano tutti coloro che hanno contatti (diretti e/o indiretti) con animali o loro derivati, quindi allevatori, veterinari, operatori addetti al trasporto di animali, ai macelli e alla filiera alimentare.

Come si definisce una zoonosi? Si tratta di un “danno alla salute e/o qualità della vita umana causato da relazione con (altri) animali vertebrati, o invertebrati commestibili o tossici”. I batteri zoonotici resistenti agli antibiotici rappresentano un rischio,in quanto in grado di passare dagli animali all’uomo per trasmissione diretta, per mezzo dell’ambiente (acqua, suolo e deiezioni) o tramite il consumo di cibi contaminati, pregiudicando l’efficacia del trattamento delle infezioni nell’uomo (figura 1).

Figura 1: Effetti sulla salute umana dovuti ad un uso incauto degli antibiotici negli animali.

Dunque, la resistenza antimicrobica rappresenta attualmente un problema sanitario diffuso in tutto il mondo ed è causa di seria preoccupazione non solo perché rende meno efficaci i trattamenti terapeutici, ma anche perché porta con sé importanti conseguenze in termini di costi per l’assistenza sanitaria e di perdite di produttività zootecnica.

I dati

Secondo le indagini più recenti sul tema, pubblicate dall’ Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) e dal Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC), in Europa i batteri che più frequentemente provocano infezioni di origine alimentare nell’uomo (generi Salmonella e Campylobacter) presentano una significativa resistenza ai comuni antimicrobici: quasi la metà degli isolati di Salmonella spp. è resistente ad almeno un antimicrobico e il 31,8 % degli isolati è multi-resistente.

Provvedimenti legislativi

L’Italia ha recepito la Direttiva 2003/99/CE con il D.Lgs. 191/2006. Il Ministero della Salute garantisce l’applicazione dei requisiti richiesti dalla normativa comunitaria per lo sviluppo e la produzione di medicinali veterinari contenenti antibiotici; ha predisposto linee guida sull’uso prudente degli antibiotici e monitora le iniziative formative per allevatori e veterinari sull’uso consapevole degli antibiotici. Inoltre, presso l’Istituto Zooprofilattico di Lazio e Toscana è attivo il centro di referenza nazionale per l’antibiotico-resistenza (CRAB), al quale afferiscono dal territorio le informazioni richieste dalle Direttive Comunitarie.

Quali misure preventive possono essere adottate?

Per tutelare salute e sicurezza dei lavoratori, in base al D.Lgs. 81/2008, in attività lavorative in cui  è previsto contatto con animali e/o con prodotti di origine animale, e sulla base dei risultati della valutazione dei rischi, il datore di lavoro deve obbligatoriamente applicare strategie di prevenzione.

Nello specifico, tra le misure di protezione da mettere in atto per le zoonosi occupazionali è doveroso citare: norme tecniche, organizzative e procedurali per evitare l’esposizione ad agenti biologici, idonee procedure per la manipolazione, decontaminazione ed eliminazione di materiali biologici e rifiuti contaminati; il rispetto di principi di igiene personale (indumenti di lavoro separati da quelli civili, lavaggio delle mani, ecc.); la predisposizione di misure per la gestione delle emergenze, e l’erogazione di informazioni / istruzioni sui rischi specifici nei quali si può incorrere.

In particolare, in ambito zootecnico, sono d’obbligo un utilizzo adeguato degli antimicrobici negli animali e l’applicazione di misure di biosicurezza e di buone prassi igieniche e gestionali per il controllo delle infezioni in allevamento.

 

                                                                                                                                                        Angela Chimienti

 

 

Bibliografia:    

  • Castillo N.R. et al. Antimicrobial-resistant bacteria: an unrecognized work-related risk in food animal production. Saf Health Work 2012;3(2):85-91
  • EFSA and ECDC. The european union summary report on antimicrobial resistance in zoonotic and indicator bacteria from humans, animals and food in 2013. EFSA Journal 2015;13(2):4036.
  • Mantovani A. Appunti sullo sviluppo del concetto di zoonosi. Atti III Convegno nazionale di storia della medicina veterinaria; 23-24 settembre 2000; Lastra a Signa (FI). Brescia: Fondazione Iniziative Zooprofilattiche e Zootecniche; 2001. 119-29.

Sitografia:

  • http://www.efsa.europa.eu;
  • http://ecdc.europa.eu;
  • https://www.inail.it/cs/internet/comunicazione/pubblicazioni/catalogo-generale/zoonosi-occupazionali-il-problema-della-resistenza.html
  • salute.gov.it.,

Crediti immagini:        

  • https://www.biosalus.net/naturopatia/antibiotico-resistenza-allarme-rosso.html (immagine in evidenza)
  • https://www.inail.it/cs/internet/comunicazione/pubblicazioni/catalogo-generale/zoonosi-occupazionali-il-problema-della-resistenza.html INAIL – Dipartimento di Medicina, Epidemiologia, Igiene del Lavoro ed Ambientale, Monte Porzio Catone (RM).

Per ulteriori informazioni e curiosità sul tema delle zoonosi e dell’antibiotico-resistenza si rimanda ai seguenti link:

http://www.microbiologiaitalia.it/2017/02/18/brucellosi-zoonosi-tener-controllo/  http://www.microbiologiaitalia.it/2017/07/01/dagli-allevamenti-alluomo-si-diffonde-la-resistenza-alla-colistina/

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