Se il caffè “fa la ruggine”!

ruggine del caffè

Hemileia vastatrix (classe Pucciniomycetes, ordine Pucciniales), meglio conosciuto come “Ruggine del caffè, Roya o Coffee Leaf Rust Disease (CLRD)”, è un patogeno fungino che colpisce molte piante del genere Coffea (famiglia delle Rubiacee) causando gravi danni alle produzioni: infetta le foglie, isolandole dalla luce del sole e limitando così il processo di fotosintesi, fino alla morte della pianta.

Ecologia

Il fungo necessita di temperature idonee per lo sviluppo, non inferiori a 10 °C e non superiori a 35 °C. La sporulazione è influenzata soprattutto dalla condizione termica, dall’umidità e, non di minore importanza, dalla resistenza dell’ospite. Le spore prodotte dal microrganismo sono facilmente trasportate dal vento, dalla pioggia e dagli insetti favorendo, in questo modo, la possibile diffusione di un’epidemia. Solo occasionalmente altri agenti, come gli animali e l’uomo, hanno dimostrato di essere coinvolti nella disseminazione.

Infezione

Il processo di colonizzazione da parte del patogeno dipende principalmente da due fattori: la resistenza delle piante stesse e la temperatura (il cui effetto principale è determinare la durata del periodo di incubazione). La presenza di acqua libera è un elemento necessario per completare l’infezione fungina. Quest’ultima, infatti, può essere interamente inibita dalla perdita di umidità dopo la germinazione.

Il primo sintomo dell’infezione è la presenza di piccole macchie gialle sulla foglia che nel tempo aumentano progressivamente di dimensione (figura 1).

Figura 1: Sintomi iniziali della ruggine del caffè sulle foglie.

Successivamente, le macchie cambiano di colore virando verso l’arancione e il marrone fino a che la foglia secca del tutto (figure 2 a, 2 b).

Figura 2 a: Sintomi severi della ruggine del caffè sulla foglia.
Figura 2 b: Foglia del caffè con ruggine allo stadio avanzato, prossima a seccare completamente.

Un po’ di storia

Originaria probabilmente dell’Africa Orientale, la ruggine del caffè è conosciuta dal 1861, quando è stata segnalata per la prima volta nelle vicinanze del Lago Vittoria, in Tanzania. In breve tempo, utilizzando come vettori involontari il trasporto e il commercio umano, si è diffusa prima in Asia (a partire dallo Sri Lanka, dove approdò nel 1867), poi nell’Africa centro-meridionale. Nelle Americhe il suo arrivo è relativamente recente, e la prima segnalazione, in Brasile, risale al 1970. Attualmente, l’infezione interessa tutti i paesi coltivatori di caffè, ma fino a poco tempo fa’ questo parassita sembrava essere relativamente sotto controllo. Dal 2013, invece, una nuova epidemia sta interessando l’America Latina, responsabile di circa il 14% dell’intera produzione mondiale di caffè, con inevitabili ripercussioni sull’economia.

Le cause della recente epidemia

Le ragioni alla base di questa nuova epidemia di ruggine sembrano essere molteplici. Per secoli il caffè è stato coltivato all’ombra degli alberi, dove gli arbusti crescevano rigogliosi equilibrio con l’ecosistema: insetti, uccelli, altre specie di funghi benefici, in grado di contrastare l’azione dell’Hemileia. L’intervento dell’uomo, però, ha portato al trasferimento delle colture in aree direttamente esposte al sole, ritenute più produttive. Il risultato? Un’alterazione profonda dell’ecosistema in cui la pianta aveva trovato il proprio equilibrio e conseguente perdita di tutti gli alleati utili in grado di mantenere le coltivazioni in salute. L’azione sinergica dei mutamenti climatici e dell’impoverimento dei suoli avrebbe, inoltre, contribuito alla diffusione del parassita.

I dati

Secondo John Vandermeer – ricercatore dell’Università del Michigan – che da 15 anni lavora a contatto con gli agricoltori di Chiapas (Messico) e Centro America, la principale ragione del disastro sarebbe da attribuire “all’aver trattato il caffè come se fosse mais, per massimizzare i raccolti”. Lo studioso ha affermato che in seguito a un attacco di ruggine, nel solo anno 2013, almeno il 60% delle piante aveva perso l’80% delle foglie, il 30% non aveva più neanche una foglia e circa il 10% era morto. Lo stesso fenomeno è accaduto successivamente in Colombia, Costa Rica, El Salvador, Guatemala, Nicaragua e Messico, come hanno riferito gli stessi agricoltori con cui il ricercatore collabora.

Come è possibile tutelare le piantagioni?

La difficoltà nel contrastare questo patogeno è il suo continuo mutamento: in Guatemala e Nicaragua sono comparsi ceppi differenti rispetto a quelli della Colombia. A scopo difensivo, la maggior parte dei coltivatori cosparge le piante di costosi fungicidi, ma non è detto che questi trattamenti chimici siano efficaci anche sui nuovi ceppi.

Diversi progetti di ricerca sono attualmente in corso per individuare una strategia che consenta alla pianta di resistere all’attacco del fungo. Gli Stati Uniti hanno donato 3,6 milioni di euro al Dipartimento di Ricerca Agricola dell’Università del Texas, a cui è stato affidato il compito studiare come impedire il diffondersi della ruggine del caffè. Secondo le informazioni del Dipartimento di Stato americano si tratta della peggiore crisi di Roya dal 1976. I dati dell’Organizzazione Mondiale del Caffè rivelano che il fenomeno ha ormai coinvolto il 30% delle piantagioni.

 

 

                                                                                                                     

  Angela Chimienti

 

 

Sitografia:

  • https://www.comunicaffe.it/allarme-roya-il-proliferare-della-ruggine-del-caffe-mette-a-rischio-la-produzione-di-numerosi-paesi-latino-americani-con-danni-potenziali-per-centinaia-di-milioni-di-dollari-jose-buitrago/
  • https://ilfattoalimentare.it/caffe-ruggine-fungo-coltivatori-su-america.html
  • http://www.waterandfoodsecurity.org/scheda.php?id=21

Crediti immagini:

  • http://blog.caffevergnano.com/lifestyle/5-cose-non-sai-poter-chicchi-caffe/
  • http://tsftpc.com
  • http://www.waterandfoodsecurity.org/file/fig2_150x150.jpg
  • https://en.wikipedia.org/wiki/Hemileia_vastatrix#/media/File:Hemileia_vastatrix.jpg
  • https://en.wikipedia.org/wiki/Hemileia_vastatrix#/media/File:Hemileia_vastatrix_-_coffee_leaf_rust.jpg

 

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