Legionella: è allarme in Nord Italia

Da recenti notizie si è appreso che ci sono state numerose persone colpite da legionellosi – 46 casi a Bresso – causata dal batterio Legionella. La persistenza e la velocità di trasmissione del batterio ha causato la morte di tre individui già originariamente debilitati a causa dell’età. Quest’ultimo fatto ha scatenato l’allarme nelle città limitrofe a Bresso, tra cui Milano.

Foto 1: Legionella pneumophila

Il batterio Legionella fa parte dei batteri gram negativi aerobi, di cui ne esistono più di cinquanta specie differenti, tra cui il più conosciuto L. pneumophila (Foto 1) responsabile della malattia legionellosi.
L. pneumophila venne scoperto nel 1976 in occasione di una delle più grandi epidemie di legionellosi dal punto di vista epidemiologico, che vide protagonisti in un albergo americano ben 221 contagiati e più di 30 morti. Attualmente in America, secondo il “Center for Disease Control and Prevention (CDC)” sono più di cinquemila all’anno i casi di legionellosi. In Italia, invece, il numero di casi pur essendo sottostimato a causa di mancate segnalazioni e/o diagnosi si aggira intorno ai mille cinquecento all’anno. La legionellosi è dal 1983 soggetta ad un sistema di sorveglianza speciale che raccoglie informazioni dettagliate in un apposito registro nazionale, che ha sede presso l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e dal 1990 è soggetta anche ad obbligo di notifica.
L’infezione causata da questo batterio ha visto nell’anno 2018 un aumento di circa il 17% rispetto all’anno precedente, dato statistico che ha messo in guardia la Sanità pubblica e ha portato all’incremento dei controlli inerenti agli impianti idrici del Paese.

Trasmissione e segni clinici di L. pneumophila

La trasmissione del batterio avviene prevalentemente per via aerea, tramite l’inalazione di particelle sotto forma di vapore acqueo. La legionella si accumula nelle autoclavi degli impianti di distribuzione dell’acqua potabile, oppure nei filtri di grandi impianti di condizionamento e, attraverso le goccioline di aerosol che si formano, raggiunge l’ospite attraverso le vie respiratorie.

Come si manifesta la patologia?

I principali segni clinici causati da L. pneumophila si riassumono nei seguenti punti:

  • Febbre di Pontiac: consiste in una lieve forma di legionellosi che si può manifestare tramite i comuni sintomi influenzali quali febbre, nausea o cefalea. La patologia è sottostimata a causa dei comuni e futili sintomi che possono essere facilmente frantesi con una banale influenza stagionale.
  • Malattia dei Legionari (comune forma di polmonite): Il termine “Malattia dei legionari” deriva dall’epidemia di polmonite che si verificò a Philadelphia nel 1976 tra i partecipanti ad un raduno di veterani di guerra americani (chiamati appunto “Legionari”). Il batterio responsabile di questa epidemia venne chiamato Legionella, una malattia infiammatoria che colpisce uno o entrambi i polmoni. I soggetti più a rischio risultano essere gli anziani oltre i 65 anni, già debilitati dal punto di vista immunitario a causa dell’età. La sintomatologia varia dalla comparsa di febbre alta al dolore toracico associato alla respirazione.

Chi è a rischio di Legionellosi?

Le persone in buono stato di salute e in giovane età generalmente non vanno facilmente incontro alla patologia.

I principali fattori di rischio che aumentano la probabilità di contrarre la legionellosi causata da L. pneumophila sono:

  • sesso maschile
  • età avanzata
  • consumo di alcool
  • fumo di sigaretta
  • patologie croniche del polmone
  • patologie che causano immunodepressione (ad esempio: tumori, diabete, HIV, etc.)
  • farmaci che causano immunodepressione (ad esempio cortisonici)

Il metodo più affidabile per constatare se si è affetti da legionellosi è effettuare un test specifico di laboratorio che, unitamente ai segni clinici e ai sintomi, permette la completa diagnosi.
Le indagini cliniche specifiche che permettono la diagnosi sono: radiografia del torace e test di funzionalità renale. Per una diagnosi più attendibile è consigliabile effettuare test colturali inerenti all’isolamento del batterio tramite l’analisi di campioni di espettorato, broncolavaggioalveolare, ricerca dell’antigene di Legionella nell’urina e titolo anticorpale.

Prevenzione di L. pneumophila

La prevenzione del contagio consiste, in modo particolare, nella corretta manutenzione di impianti idrici per l’acqua calda e dei climatizzatori. Ecco alcune pratiche per ridurre i rischi:

  • provvedere alla manutenzione di rubinetti e impianto idrico nelle abitazioni attraverso la sostituzione dei filtri o un’accurata pulizia e decalcificazione.
  • lasciar scorrere l’acqua calda prima di utilizzarla, in modo tale da eliminare eventuali residui di microrganismi infettivi.
  • evitare di lasciare esposte al sole le canne per irrigazione di orti e giardini. I residui d’acqua presenti negli innaffiatoi possono evaporare e creare umidità in caso di esposizione a temperature elevate, situazione che incrementa la replicazione batterica.
  • effettuare lo svuotamento, la pulizia e la disinfezione dei serbatoi di accumulo dell’acqua, così da evitare che l’acqua stagnante possa essere fonte di accumulo del batterio.

Il piano di campionature nel Comune di Bresso

Foto 2. Campionamento dell’acqua

Come già anticipato, Bresso è il Comune del Nord Italia più colpito da L. pneumophila e conseguente legionellosi. L’allarme della Sanità Pubblica ha fatto si che si provvedesse immediatamente ad un piano di campionature dell’acqua di oltre 500 edifici della città, reso possibile grazie alla collaborazione dell’Anaci (Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari). A breve, grazie ai risultati ottenuti dalle indagini di laboratorio, sarà possibile definire in modo più chiaro la situazione ed eventualmente stabilire se sarà ancora conclamata la fase di allarme. Il campionamento ha visto protagonisti il 90% degli edifici della città e stabilisce di conseguenza una chiara mappatura e radiografia della critica situazione che stanno vivendo gli abitanti della zona e le città limitrofe.

Elisa Mapelli Mozzi

 

Bibliografia:

Cianciotto N. P., 2001. Pathogenicity of Legionella pneumophila. Int J Med Microbiol, 291(5) 331-343.

Newton H., Desmond K., Ian R., Elizabeth L., 2010. Molecular pathogenesis of infectious caused by Legionella pneumophila. Clin. Microbiol Rev. 23(2) 274-298.

Sitografia:

http://www.greenstyle.it/legionella-bresso-48-casi-controlli-tappeto-nei-condomini-250901.html

Link di approfondimento: https://www.youtube.com/watch?v=dD4d_apLtl0

 

 

 

Laure magistrale in Biotecnologie con corso di specializzazione in colture cellulari 3D.
Ho effettuato un tirocinio di 6 mesi presso l’Università Statale di Milano lavorando su colture cellulari renali, purificazione ed estrazione di DNA e RNA ed elettroforesi bidimensionale.

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