L’albero genealogico della tubercolosi

La tubercolosi è una malattia causata dal patogeno Mycobacterium tuberculosis (Figura 1), che attacca solitamente i polmoni e si trasmette attraverso goccioline di saliva trasmesse tramite la tosse secca. Questo fa comprendere come il batterio non si possa diffondere tramite altri animali.

Figura 1: immagine del Mycobacterium tuberculosis ottenuta con l’utilizzo di un microscopio elettronico a scansione

Allora come ha fatto questa malattia a diffondersi nei cinque continenti?

Di questo si è occupato un recente studio, condotto da Caitlin Pepperell, dell’Università del Wisconsin-Madison: studiando, infatti, le sequenze genetiche di circa 552 campioni del batterio, provenienti da aree geografiche differenti, si è ottenuto come risultato un’origine comune delle sette sottofamiglie del batterio.
Da ciò è stato possibile ricavare un vero e proprio albero genealogico.

Partiamo dalle origini: il Mycobacterium tuberculosis, il batterio responsabile della malattia, emerse per la prima volta in Africa occidentale intorno al 3000 a.C e probabilmente ha raggiunto i cinque continenti nel momento in cui l’uomo ha iniziato a vivere in comunità e a dedicarsi all’agricoltura (vi sono evidenze della presenza del batterio, circa 10000 anni fa in Mesopotamia, la “mezzaluna fertile”, in cui le popolazioni si dedicavano principalmente all’agricoltura).

Da qui, poco prima del 300 a.C., una delle sottofamiglie venne portata in Africa orientale e da qui in Asia e, addirittura in Papua Nuova Guinea, probabilmente grazie ai commerci marittimi di spezie e altre svariate merci che, in quegli anni, avevano luogo principalmente nell’Oceano Indiano.

Ma, il periodo di massima espansione della malattia nel Vecchio Mondo (Africa, Asia, Europa) coincide con gli spostamenti nel Mediterraneo degli antichi romani.
L’Impero Romano, di cui tutt’oggi si decanta la grandezza, ha contribuito all’esportazione non solo di opere importanti per il bene della comunità, come strade, acquedotti e bagni pubblici, ma anche di un ospite sgradevole che affligge ancora il mondo moderno.
In alcuni casi la diffusione non fu provocata dallo spostamento di persone, durante il periodo di ampliamento dei confini, ma dalla creazione delle condizioni favorevoli per la proliferazione del batterio.
Un esempio possono essere le caserme per i militari, ma anche i bagni pubblici e le terme (figura 2), proprio perché, come oggi sappiamo, il batterio della tubercolosi prolifera in luoghi chiusi e umidi. E quale ambiente migliore di questi luoghi?

Figura 2: Terme romane

Andando avanti con gli anni, si arriva al momento della scoperta dell’America, da parte di Cristoforo Colombo. Questo ha provocato una corsa, da parte dei Paesi europei, alla colonizzazione e questo ha portato ad un ulteriore spostamento del batterio nel nuovo continente.

Ancora, procedendo con la storia, la diffusione del batterio si è avuta in concomitanza di eventi come la rivoluzione industriale, che ha portato alla crescita e al sovraffollamento delle città e successivamente con la fine della Prima Guerra Mondiale che ha portato ad una nuova urbanizzazione.

A partire dagli anni Sessanta, l’aumento degli antibiotici disponibili ha portato ad un declino che ha conosciuto una nuova fase di espansione con l’epidemia di AIDS.

Al giorno d’oggi sembra preoccupare l’incapacità degli antibiotici disponibili di contrastare il diffondersi della patologia.

L’evoluzione di questo patogeno e la sua storia futura dipenderà, ancora una volta, dalle nostre mosse.

Emanuela Pasculli

Fonte: Focus

 

Laureanda in Biotecnologie Mediche e Farmaceutiche in quel di Bari.
Sono una ragazza molto curiosa e mi piace osservare ciò che mi circonda e trovare una risposta alle mie tremila domande.
Grazie a questo blog ho unito due passioni: la microbiologia e la scrittura e spero che questo sia solo il punto di partenza.

Informazioni su Emanuela Pasculli 40 Articoli
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