Lactobacillus plantarum p17630, dieta adeguata e addio Candida albicans!

La candidosi è un’infezione generata dalla Candida albicans, un fungo che può colonizzare sia il tratto intestinale, sia le altre mucose, compresa quella vaginale. Ma come prevenirla o trattarla? È stato scoperto un probiotico in grado di debellarne l’infezione e, insieme all’adeguata alimentazione, la Candida albicans non sarà più un problema.

Conosciamo meglio la Candida

La Candida albicans è un fungo che normalmente colonizza le mucose dell’organismo ed il nostro intestino, appartiene alla famiglia dei Saccaromiceti ed è saprofita, poiché è coinvolta in processi metabolici del nostro organismo, quali la digestione degli zuccheri tramite il processo di fermentazione e l’eliminazione di materia organica morta.

La caratteristica dei funghi è il loro essere eterotrofi, ovvero necessitano di fonti organiche di carbonio e azoto (come gli zuccheri) per sopravvivere, che assorbono dall’organismo in cui vivono. Questo concetto è molto importante per capire il nesso fra Candida albicans ed alimentazione, che poi spiegherò; inoltre, proliferano in ambienti acidi, con un pH circa pari a 4, meglio se ricchi di amidi e zuccheri.

Figura 1. Immagine di Candida albicans al microscopio

La Candida, inoltre, ha la capacità di cambiare la sua conformazione, a causa del suo dismorfismo; infatti, possiamo ritrovarla sia con la forma arrotondata ed ovoidale, raggruppata, quando non è patogena e vive in simbiosi con l’organismo, sia sotto forma di cellule allungate con filamenti ed appare come se fosse una muffa, prende il nome di micete ed è patogena, ovvero causa l’infezione e può essere anche molto invasiva, penetrando dapprima nella mucosa e, se non trattata, anche nel circolo sanguigno.

Cosa causa l’infezione da Candida?

L’infezione sulla quale mi soffermerò è quella che colpisce tantissime donne, ovvero quella vaginale. Dovete immaginare che la Candida è fisiologicamente presente nella vagina insieme ad altri microrganismi, formando l’ecosistema vaginale. Può capitare, però, che si verifichi una rottura dell’equilibrio di questo ecosistema, che causa anche una diminuzione del pH, quindi un aumento di acidità vaginale. Come detto prima, il fungo a pH bassi inizia a proliferare, soprattutto se trova un terreno ad essa favorevole: presenza di zuccheri, l’assunzione di antibiotici che uccidono i batteri antagonisti dei funghi, l’assenza di ossigeno, l’abbassamento delle difese immunitarie

Le donne maggiormente colpite sono quelle adulte, poiché più si cresce, più il pH vaginale diventa acido e in menopausa si riduce ancor di più, a causa dell’acidosi corporea e della carenza di estrogeni; la fascia d’età più colpita, però, è quella delle trentenni, sia poiché sono sessualmente più attive per cui il partner potrebbe non avere una corretta igiene personale, sia a causa di infiammazione intestinali o disbiosi che possono diventare croniche e scompensare anche l’equilibrio vaginale, oppure per l’uso di intimo con fibre sintetiche e di detergenti intimi aggressivi, infine, anche a causa della variazione dei livelli di estrogeni durante il ciclo che modifica la concentrazione dei lattobacilli e, quindi, la protezione contro le infezioni da Candida.

Lactobacillus plantarum p17630 come trattamento per la Candida

Essendo un’infezione fungina vaginale spesso per trattarla si utilizzano dei farmaci anti-micotici oppure anche degli antibiotici, sia per via topica che per via orale, ma non sempre hanno gli effetti sperati, anzi le recidive sono sempre dietro l’angolo. Questo viene spiegato da diverse ricerche che ci danno anche informazioni su come trattare l’infezione senza avere ricadute; i patogeni, come la Candida albicans, si presentano in vagina non come singole colonie, ma si organizzano in una struttura definita biofilm in grado di proteggerli dagli attacchi antibiotici e del sistema immunitario. Per attaccare questa struttura c’è bisogno di lattobacilli che colonizzano la vagina allo stesso modo per competere contro lo sviluppo di altre specie, in questo caso, patogene e di sopravvivere a pH e temperature variabili.

Il Lactobacillus plantarum p17630 è uno di questi: riesce a crescere in terreni con pH compreso tra 4 e 6,5 e temperature di 30, 37 e 43°C e produce un biofilm. Inoltre, questo riesce ad interferire con l’aderenza alla mucosa vaginale, tipico fattore di virulenza della Candida albicans, in modo competitivo. Lo studio di Carriero ha dimostrato come il trattamento con fluconazolo (anti-micotico) per via orale insieme alla somministrazione di Lactobacillus plantarum p17630 aumenta l’effetto terapeutico del farmaco evitando episodi di recidiva.

Quindi, ricapitolando, il Lactobacillus plantarum p17630 ha capacità competitive rispetto alla Candida albicans, capacità adesiva elevata rispetto alle cellule epiteliali vaginali, infine, capacità antimicrobica per inibire lo sviluppo della Candida e di altri patogeni.

Non dimentichiamoci la dieta adeguata

Non potevo non toccare l’argomento a me caro, quello dell’alimentazione, soprattutto parlando della Candida albicans. Come ripetuto più volte prima, questo fungo è coinvolto nel metabolismo degli zuccheri, per cui più ne mangiamo più prolifera, le diamo in pratica cibo per sopravvivere. Quando contraete un’infezione da Candida, non bisogna soltanto limitarsi al trattamento con probiotici vaginali, ma anche l’alimentazione può darvi una grande mano per sconfiggerla. Andrebbero evitati, infatti, tutti gli zuccheri semplici, i carboidrati raffinati, per un breve periodo anche quelli integrali, tutti i cibi contenenti lievito (pane, dolci, ecc.) o che hanno subito fermentazione (birra, vino, ecc.) fra questi anche i latticini. Non dovranno essere eliminati per sempre, ma solo durante la terapia e dopo aver verificato che l’infezione da Candida è ormai debellata. Provateci, la terapia farmacologica, probiotica ed alimentare sono il connubio perfetto per debellare l’infezione!

Rosanna Grosso

 

Fonti:

  • Verstraelen H, Swidsinski A. The biofilm in bacterial vaginosis: implications for epidemiology, diagnosis and treatment Curr Opin Infect Dis 2013; 26:86-89
  • Dho G, Marchese A, Debbia EA. Microbiological Characteristics of Lactobacillus Plantarum P17630 contained in vaginal suppositories Giornale Italiano di Microbiologia Medica Odontoiatrica e Clinica 2003; VII:102-108
  • Culici M, Dalsasso M, Braga PC. Adhesion of Lcatobacillus plantarum P17630 to vaginal epithelial cells and its influence on Candida albicans adhesion Giornale Italiano di Microbiologia Medica, Odontoiatrica e Clinica 2004; VIII:34-41
  • Carriero C, lezzi V, Mancini T, Selvaggi L. Vaginal capsules of lactobacillus plantarum P17630 for prevention of relapse of candida vulvovaginitis: an Italian multicentre observational study. Int J Probiotics and Prebiotics 2007; 2:155-162
  • De Seta F. et al. Lactobacillus plantarum P17630 for preventing Candida vaginitis recurrence: a retrospective comparative study. Eur J Obstet Gynecol Reprod Biol. 2014 Nov;182:136-9.

Laureata in scienze della nutrizione magistrale, abilitata alla professione di biologo nutrizionista. Appassionata di biologia, microbiologia, fisiopatologia ed affascinata dallo studio del microbioma, primo punto sul quale intervenire per la prevenzione di patologie metaboliche.

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Laureata in scienze della nutrizione magistrale, abilitata alla professione di biologo nutrizionista. Appassionata di biologia, microbiologia, fisiopatologia ed affascinata dallo studio del microbioma, primo punto sul quale intervenire per la prevenzione di patologie metaboliche.

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