Le micosi: una costellazione di patologie!

Le micosi umane possono essere suddivise nei seguenti gruppi in base al livello di penetrazione e diffusione dell’agente infettante nei tessuti e alle caratteristiche specifiche del microrganismo.

Si dividono in:
1. Micosi superficiali: patologie causate da funghi che crescono solo sulla cute e suoi annessi caratterizzate da scarsa risposta infiammatoria da parte dell’ospite. Hanno quasi esclusivamente importanza dal punto di vista estetico anche se nei soggetti immunocompromessi la diffusione del fungo sulla cute può essere patologica in quanto molto vasta e complicata.
2. Micosi cutanee: i miceti crescono negli strati cheratinizzati e più profondi della pelle, annessi cutanei e mucose con danni tissutali e reazione infiammatoria da parte dell’ospite.
3. Micosi sottocutanee: infezioni fungine in grado di coinvolgere il tessuto connettivo, sottocutaneo e osseo. Si osserva un’importante risposta immunitaria e di rado vi è evoluzione in micosi sistemiche.
4. Micosi opportunistiche: infezioni causate da funghi presenti normalmente nell’ambiente o come commensali per l’uomo. Qualsiasi fungo potrebbe essere un opportunista patogeno soprattutto in soggetti immunocompromessi e la lista di nuovi patogeni è aggiornata di anno in anno. I più comuni opportunisti nei paesi occidentali sono: Candida spp., Cryptococcus neoformans, Aspergillus spp. e Pneumocystis jiroveci.
5. Micosi sistemiche e/o profonde: infezioni, solitamente a livello polmonare, che possono disseminare per via ematica con coinvolgimento degli organi interni e della cute. Si osserva importante reazione immunitaria da parte dell’ospite la quale è associata ad elevata mortalità specialmente nei soggetti immunocompromessi. Queste malattie sono tipiche degli agenti di micosi endemiche ma anche agenti opportunistici possono dar vita a micosi sistemiche (es. candidosi, aspergillosi e criptococcosi).

Da questo articolo inizieremo a prendere in esame infezioni micotiche, partendo dalle micosi superficiali, ed in particolar modo in questo articolo sarà trattata la Pitiriasi Versicolor. L’agente eziologico di questa comune infezione fungina superficiale diffusa in tutto il mondo è il lievito lipofilo Malassezia furfur. È una malattia diffusa a livello mondiale anche se è più diffusa nelle regioni tropicali e subtropicali. M. furfur non si trova come saprofita in natura e non è stato isolato negli animali. Si può trasmettere per contatto diretto o indiretto del materiale cutaneo infetto da una persona all’altra. La M. furfur provoca la formazione di aree squamose di colore rosso-brunastro sulla cute del tronco, del collo, del volto e delle braccia. In generale non si hanno sintomi, con l’eccezione a volte di un leggero prurito. Da un punto di vista diagnostico laboratoristico si effettua un esame diretto microscopico di squame epidermiche in KOH 10% con o senza Calcofluor white. Si possono evidenziare le cellule di lievito con colorazione ematossilina-eosina (EE) o all’acido periodico di Schiff (PAS). Le lesioni possono essere evidenziate alla fluorescenza con la lampada di Wood. Non è necessario l’esame colturale per la diagnosi, ma è possibile la crescita con terreni micologici arricchiti con olio di oliva, come fonte di lipidi. Si ottiene crescita dopo 5-7 giorni di incubazione a 30 °C. La malattia è generalmente cronica e persistente. La terapia si basa sulla rimozione sia delle squame cutanee con sostanze detergenti, sia dei capelli infetti. Per evitare ricadute è anche necessario mantenere un’elevata igiene degli indumenti intimi, tramite lavaggio ad alta temperatura ed una accurata igiene personale.

Giusi Balzano

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