Insetti killer: una nuova arma biologica?

Una nuova era di OGM è alle porte: insetti come veicolo di editing genico

“Lou Bloom: Sai come si alimenta la paura?

Rick: Come? Lou Bloom: Vestendo di verità delle false evidenze.”

(dal film Lo sciacallo, 2014)

L’america del complotto è un mito a noi ben noto. Si tratta dell’ America hollywoodiana degli anni 30, perfettamente riflessa nel dialogo tratto dall’impeccabile film di Dan Gilroy, Lo sciacallo. Un’America paranoica e ossessionata dal nemico invisibile, dalla verità occulta. Un trend cinematografico senz’altro di grande esito, in cui è difficile identificare il confine con la realtà.

La creazione di una storia di cospirazione attraverso una cinepresa evidentemente ne alleggerisce il peso e la credibilità da parte del pubblico spettatore. Ma se al posto di un regista avessimo la visione “complottista” di figure professionali come degli scienziati del Max Planck Institute for Evolutionary Bioloy?

Pochi giorni fa un gruppo di ricercatori del Department of Evolutionary Biologics, ha pubblicato, sulla rivista scientifica Science, un articolo apparentemente cospirativo nei confronti di una nuova tecnologia di modificazione genica in agricoltura.

Il tutto può essere riassunto in due sigle: HEGAAs e DARPA. Possiamo immaginare come il solo impatto visuale di questi acronimi possa provocare nei più una repulsione alla comprensione. Il percorso associativo del tipo “è difficile, non lo capisco quindi è un complotto” è una bella tentazione in questi casi. Ma analizziamo bene l’articolo e la storia che questi scienziati hanno illustrato.

La tecnologia HEGAAs consiste in una modalità di trasferimento genetico ambientale di tipo orizzontale. Modificare un genotipo in maniera stabile nelle generazioni non avviene solo mediante un meccanismo di eredità verticale alla cui base c’e la riproduzione. Il trasferimento di sequenze geniche avviene anche tra specie non imparentate tra di loro attraverso un meccanismo di tipo orizzontale. Al proposito, il mondo della biotecnologia agraria è sempre più interessato a questa modalità di modificazione genica.

DARPA, l’Agenzia Militare Americana di Ricerca Avanzata sembra aver appena finanziato un progetto che si muove in quest’ambito. L’obbiettivo è quello di utilizzare dei virus infettanti piante per trasferire e modificare sequenze geniche specifiche ed ottenere così delle coltivazioni transgeniche migliorate. Fin qui tutto regolare, niente di nuovo in un Paese in cui le piante transgeniche sono legalmente sperimentabili. La novità deriva dall’agente di trasferimento genico proposto per raggiungere questo obbiettivo, ovvero Insect Allies.  Delle comuni cicale o afidi infestanti verrebbero geneticamente modificati per contenere e trasmettere sequenze HEGAA di origine virale ed ottenere piantagioni transgeniche quali il mais.  La dispersione di sequenze di editing genico attraverso degli insetti, peró, significa anche mancanza di un totale controllo e sicurezza delle piantagioni ad aria aperta e sui fattori esterni che potrebbe essere influenzati da questo sistema di trasferimento genico. Ecco, quindi, perchè si parla di insetti killer.

L’articolo in questione infatti arriva ad associare questi insetti killer ad una sorta di “nuova arma biologica” ad apparente scopo benefico per l’agricoltura. Una sperimentazione impattante che, secondo gli scienziati del Max Plank, avverrebbe a spese dell’indifferenza e dell’ignoranza dei più. L’Agenzia Militare Americana infatti, non sembra essere mai stata tanto chiara sul reale obbiettivo di una tale sperimentazione a campo aperto, ma soprattutto sui suoi vantaggi reali rispetto alle tecnologie di modificazione genica già esistenti.

Una sufficiente divulgazione scientifica del progetto e delle sue implicazioni è mancante e necessaria da parte della DARPA, che sembrerebbe invece liquidare il problema con scusanti di tipo economico.

L’articolo accusatorio pubblicato su Science è stato, allo stesso tempo, tacciato di complottismo nei confronti dell’ente finanziatore del progetto: DARPA. Ma alle opinioni si accompagnano i fatti. E la realtà è che questo articolo è stato pubblicato su una rivista scientifica di grande impatto come Science, da parte di figure professionali per cui la ricerca scientifica e il mondo delle biotecnologie rappresentano un motto quotidiano. Tuttavia esistono dei ma. Evidentemente, accanto ad una qualsiasi sperimentazione scientifica esiste un’etica, una responsabilità e delle regole che sono un dovere nei confronti della collettività. Cosí come dovrebbe essere un dovere per uno scienziato, difensore del metodo scientifico, esigerne il rispetto.

Serena Galiè

Fonti bibliografiche:

  • Agricultural research, or a new bioweapon system? Insect-delivered horizontal genetic alteration is concerning (R. G. Reeves et al., Science 2018)

Laureata in Biotecnologie Mediche con curriculum internazionale in Management in Medical Biotechnology presso l’Università Alma Mater Studiorum di Bologna. Master in Biotechnology of Environment and Health presso l’Università di Oviedo, in Spagna. Attualmente studentessa di un PhD in Nutrizione e Metabolismo presso l’Università Rovira I Virgili, a Tarragona in Spagna.

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Laureata in Biotecnologie Mediche con curriculum internazionale in Management in Medical Biotechnology presso l'Università Alma Mater Studiorum di Bologna. Master in Biotechnology of Environment and Health presso l'Università di Oviedo, in Spagna. Attualmente studentessa di un PhD in Nutrizione e Metabolismo presso l'Università Rovira I Virgili, a Tarragona in Spagna.

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