Vaccino antinfluenzale vs Influenzavirus

L’inizio dell’inverno segna il boom di acquisti di vaccini antinfluenzali. In questo periodo l’influenza stagionale sembra non risparmiare nessuno, prediligendo come sempre gli individui che hanno un sistema immunitario più delicato quali bambini ed anziani. Le analisi epidemiologiche rendono noto come ogni anno il 5-10% della popolazione mondiale sia colpita dall’influenza stagionale, di cui cinque milioni sviluppano forme patologiche più severe e quattrocento-cinquecentomila rientrano nei casi di mortalità. L’influenza si presenta come una malattia contagiosa che denota sintomi più o meni gravi quali raffreddore, mal di gola, bronchiti o gastroenteriti e comporta una significativa morbilità. I sintomi persistono dai tre ai sette giorni, con il rischio che l’individuo colpito e debilitato, possa andare incontro ad una successiva infezione di natura batterica o virale. Un’alternativa importante agli integratori o addirittura ai farmaci immunostimolanti, questi ultimi responsabili dell’alterazione – non sempre positiva – del sottile equilibrio delle cellule immunitarie, sono proprio i vaccini antinfluenzali protagonisti della riduzione o addirittura esenzione di patologia durante i mesi più freddi dell’anno. Attualmente i vaccini in commercio, reperibili in farmacia sotto stretta prescrizione medica, sono studiati, preparati od eventualmente modificati sulla base di statistiche microbiologiche che rilevano particolari ceppi virali come i possibili responsabili di malattie influenzali stagionali.

Influenza virus: caratteristiche e possibile prevenzione tramite vaccino antinfluenzale.
Il virus dell’influenza è un RNA virus con envelope appartenente alla famiglia degli Orthomyxoviridae e distinguibile in tre ceppi: A, B e C, quest’ultimo principalmente responsabile di patologie respiratorie di lievi entità. Nonostante il ceppo B prediliga l’uomo come suo unico ospite, i due rimanenti sono in grado di infettare anche equini, suini e uccelli. Una volta individuato il bersaglio, il virus attua la sua penetrazione nell’individuo e successivamente inizia il suo ciclo virale. Queste due attività sono possibili grazie alla presenza di una proteina nota come emoagglutinina (HA), la quale ha tre siti di legami sulla sua superficie e le sue azioni sono riassumibili in tre passaggi:
1. i tre siti di legame dell’emoagglutinina si attaccano alle glicoproteine di alcune cellule ospiti.
2. penetrazione del virus nella cellula per endocitosi. Nonostante la cellula ospite crei un’invaginazione – endosoma – utile a distruggere il microrganismo grazie all’ambiente acido circostante, il virus dell’influenza sopravvive. Perchè? il virus sfrutta il meccanismo di difesa della cellula prediligendo proprio l’ambiente acido, quest’ultimo utile all’emoagglutinina per aprirsi e far si che il peptide di fusione, prima interno alla proteina e ora affine alla membrana cellulare dell’ospite, possa attaccarsi ad essa e stabilire di conseguenza un legame saldo con la cellula.
3. L’RNA virale entra nella cellula e tramite trascrizione inversa inizia il processo di replicazione virale.
Il meccanismo d’azione e le caratteristiche strutturali del virus, denotano quanto possa essere pericoloso e allo stesso tempo contagioso nei confronti degli individui ospiti. Il sistema immunitario di questi ultimi, paladino della difesa del nostro organismo, combatte contro un nemico aggressivo e stratega, capace di sovvertire le nostre difese e di attuare mutazioni specifiche per incrementare la sua virulenza.
E’ proprio il “fattore mutazionale” del virus che condiziona maggiormente l’efficacia della risposta del vaccino antinfluenzale, senza contare l’età biologica dell’individuo a cui viene somministrato e la presenza o meno di patologie preesistenti che debilitano primariamente le difese immunitarie. Generalmente, gli anticorpi tendono ad essere una delle prime linee di difesa contro il virus dell’influenza e si concentrano prevalentemente sull’emoagglutinina (HA) privandola della possibilità di legarsi alle glicoproteine di altre cellule ospiti (Figura 1)

Fig. 1 – Porzionone blu: emoagglutinina. Porzione viola: anticorpi. Porzione verde: carboidrati del virus (la mutazione molte volte coinvolge anche la disposizione dei carboidrati virali) 

Attualmente i vaccini disponibili contro l’influenza virus si basano sia su virus inattivi disgregati, noti come split, sia su virus inattivi ma ancora in possesso delle proteine di membrana, una tra queste l’emoagglutinina, detti sub-unità. Si stima che questi due tipi di vaccini abbiano un’efficienza pressoché del 70% e sostituiscono quello tradizionale, efficiente ma di scarsa tollerabilità. Per incrementare le difese immunitarie degli individui vaccinati, sono stati progettati altri due vaccini che conservano l’aggiunta di adiuvanti e che risultano avere un’immunogenicità lievemente superiore ai precedenti. La formulazione antigenica risulta infatti essere equivalente in entrambi, ciò che cambia tra l’uno e l’altro sono i tipi di adiuvanti. Questi due vaccini prendono il nome di vaccino adiuvato MF59 e vaccino virosomale. I vaccini adiuvati comportano una reazione più selettiva, specifica e rilevante comparati ai vaccini split o sub-unità, ora detti tradizionali. Il prezzo degli adiuvati è conseguentemente maggiore e il target a cui sono rivolti è essenzialmente verso soggetti già immunodepressi a causa di patologie importanti quali HIV o individui sotto stretto regime terapico con immunosoppressori.

Il vaccino antinfluenzale risulta quindi far parte di un documentato e, talvolta efficace, protocollo di prevenzione contro il virus dell’influenza. Detto ciò, tramite questi innovativi farmaci, non si possono escludere possibili contagi o l’insorgenza di malattia in quanto non si può garantire che il ceppo di interesse non sia eventualmente mutato o abbia creato resistenze. E’ quindi opportuno mantenere in ogni caso un buon equilibrio delle difese immunitarie tramite una corretta integrazione vitaminica ed evitare di permanere in luoghi chiusi e contaminati (es. scuola, uffici, etc.) senza prima aver fatto circolare aria pulita, oppure poco igienici, dato che la malattia è trasmissibile per contatto diretto ed indiretto.

Elisa Mapelli Mozzi

Bibliografia:

  • Amarelle L., Lecuona E., Sznajder I., 2017. Anti-Influenza Treatment: Drugs Currently Used and Under Development. Division of Pulmonary and Critical Care. Vol. 53 pag. 1-42.
  • Wathen M., Barro M., Bright R., 2012. Antivirals in seasonal and pandemic influenza-future perspectives. Biomedical Advanced Research and Development Authority.
  • Domnich A., Arata L., Amicizia D., et. al., 2016. Effectiveness of MF59-adjuvanted seasonal influenza vaccine in the elderly: A systematic review and meta-analysis. Vaccine. 35(4): 513-520.
  • Wiley D., Skehel J., 1987. The structure and function of Hemagglutinin membrane glycoprotein of Influenza Virus. Annual Reviews Inc. 56:365-94.

Credit immagini:

  • http://www.pianetachimica.it/mol_mese/mol_mese_2006/04_Emoagglutinina/Emoagglutinina_1_ita.htm

Informazioni su Elisa Mapelli Mozzi 8 Articoli
Laure magistrale in Biotecnologie con corso di specializzazione in colture cellulari 3D. Ho effettuato un tirocinio di 6 mesi presso l'Università Statale di Milano lavorando su colture cellulari renali, purificazione ed estrazione di DNA e RNA ed elettroforesi bidimensionale.

Commenta per primo

Rispondi