Infezione da Escherichia coli e pericolo in gravidanza

In un precedente articolo si era già parlato di Escherichia coli e del meccanismo tramite il quale può causare effetti collaterali; purtroppo, però, un nuovo studio dimostra come questo batterio, in particolare la sua tossina Shiga, possa essere responsabile di aborto o di parto prematuro nella donna in gravidanza. Scopriamo il meccanismo nell’articolo

Shiga, la tossina pericolosa

Come già detto, quando si parla del batterio Escherichia coli bisogna distinguerne i ceppi patogeni da quelli che “abitano” fisiologicamente nel nostro intestino; un ceppo patogeno è quello definito VTEC/STEC produttore della tossina Shiga, che provoca diarrea, colite emorragica e, nei casi più gravi quando l’infezione giunge a reni e cervello, anche la sindrome emolitica uremica, caratterizzata da anemia emolitica, trombocitopenia e insufficienza renale acuta. Questo ceppo può produrre due tipi di tossina Shiga: la Stx1 e la Stx2; quest’ultima si pensa, valutando diversi studi, che possa condurre ad esiti avversi in gravidanza, ovvero perdita del feto o parto prematuro.

Una volta ingerito tramite il cibo o l’acqua infetta, il batterio colonizza l’intestino umano rilasciando la tossina che attraversa la barriera e raggiunge gli organi bersaglio tramite la circolazione sistemica, inducendo morte cellulare per inibizione della sintesi proteica.

Per approfondire meglio l’argomentovi consiglio di guardare questo video esplicativo dell’EFSA, che vi renderà più semplice il concetto.

Infezioni in gravidanza

Le infezioni che si manifestano durante la gravidanza sono state associate ad una maggiore incidenza di aborto spontaneo, parto pretermine o disfunzione placentare. Si stima che le infezioni siano responsabili del 10-25% delle morti fetali nei paesi sviluppati, con infezioni batteriche più frequentemente associate a esiti avversi durante la gestazione precoce rispetto alla tarda gestazione.

Le infezioni batteriche sono particolarmente temute perché possono mettere in pericolo non solo la madre ma anche il suo bambino. Alcune infezioni causano gravi conseguenze in gravidanza, probabilmente a causa delle alterazioni fisiologiche ed immunitarie che si manifestano in questo periodo, poiché la donna diventa più suscettibile a patogeni quali virus, parassiti e batteri. A maggior ragione se il patogeno viene trasmesso direttamente per via alimentare, come nel caso dell’Escherichia coli, la donna in gravidanza ha una probabilità molto alta di contrarre l’infezione; inoltre, può anche non manifestare nessuna alterazione, trasmettendo ugualmente la malattia al feto.

Le infezioni non trattate possono causare il parto prematuro, il travaglio pretermine o un aborto spontaneo attraverso meccanismi che comprendono l’infezione fetale diretta, il danno alla placenta e una grave malattia materna. Il periodo fetale è di grande plasticità e fattori come nutrizione materna, ormoni e insulti microbici possono produrre cambiamenti epigenetici (metilazioni del DNA, per esempio) che possono modificare l’espressione genica nel bambino, con conseguente predisposizione a problemi di salute nell’età adulta. Generalmente, gli agenti patogeni di origine alimentare e i loro fattori di virulenza sono trasmessi per via ematica, infatti, l’infezione sistemica della madre può causare i seguenti eventi: aborto settico, sepsi che causa nascita prematura o morte del feto.

Ma come fanno i batteri a raggiungere il feto? I meccanismi sono diversi:

  • Disseminazione ematica (infezionetransplacentare);
  • Ascensione dalla vagina e dalla cervice;
  • Introduzione accidentale al momento di procedure invasive come l’amniocentesi;
  • Campionamento o shunt corionico villico (tessutoplacentare) per diagnosi genetica prenatale;
  • Dalla cavità peritoneale attraverso le tube di Falloppio;
  • Infezioni da cibo o bocca contaminate.

Un altro punto essenziale da sottolineare è che la trasmissione dell’infezione da madre a figlio può verificarsi non solo durante la gravidanza (trasmissione verticale), ma anche durante il travaglio o nel periodo post-partum. Le infezioni, dunque, possono causare una perdita precoce della gravidanza (che si verifica prima delle 12 settimane di gravidanza), una perdita tardiva della gravidanza (che si verifica tra 12-20 settimane di gestazione) o la morte del feto (che si verifica durante il terzo trimestre).

Meccanismo d’azione di E. coli STEC

Come agisce, però, Escherichia coli STEC? Diversi studi hanno dimostrato che la tossina Stx2 causa aborti spontanei e complicanze perinatali, tramite i meccanismi che si manifestano nei tessuti placentari.

Un primo meccanismo spiegato è la combinazione di Stx2 ed LPS presenti nel peritoneo nella fase tardiva della gravidanza, che produce parto prematuro di feti morti; inoltre, studi hanno dimostrato che l’ossido nitrico svolge un ruolo importante nella tossicità placentare e nella mortalità del feto indotta da Stx2, poiché causa un aumento delle prostaglandine (aumentando lo stato infiammatorio) prodotte dai tessuti uterini, provocando la dilatazione cervicale e le contrazioni uterine che portano a un parto prematuro. Stx2 può anche causare aborto spontaneo danneggiando i trofoblasti e producendo emorragia intrauterina, deposizione di fibrina e infiltrazione di neutrofili; infine, sia l’infiammazione che l’ipossia (carenza di ossigeno) svolgono un ruolo decisivo nei processi patologici quali aborto spontaneo, preeclampsia e parto pretermine.

Figura 1. Meccanismi della tossina Shiga nella compromissione della gravidanza

Come prevenire l’infezione

Le fonti di infezioni del batterio sono diverse, dalla contaminazione diretta con animali infetti al contagio tramite l’ingestione di alimenti contaminati. Le fonti alimentari principalmente coinvolte sono la carne cruda, le preparazioni a base di carne poco cotte, i latticini che non subiscono la pastorizzazione, i vegetali crudi e l’acqua che possono essere contaminati dagli escrementi fecali di animali infetti.

Cosa fare per prevenire il contagio? Innanzitutto, sarebbe buona prassi conservare gli alimenti sopracitati in frigorifero a temperature non superiori a 5°C; lavare le mani prima di toccare un alimento; lavare bene gli ortaggi, la frutta e le verdure prima di manipolarli; evitare di utilizzare coltelli dapprima con alimenti crudi e poi con alimenti cotti per evitare contaminazioni crociate; cuocere bene la carne, soprattutto quella macinata. Prevenendo il batterio sarà più semplice e meno preoccupante portare a termine la gravidanza, senza rischio di contaminazione e di infezione.

Rosanna Grosso

Fonti:

  • https://www.efsa.europa.eu/it
  • Sacerdoti et al. Shiga Toxin-Producing Escherichia coli Infections during Pregnancy. Microorganisms 2018, 6(4), 111.

Laureata in scienze della nutrizione magistrale, abilitata alla professione di biologo nutrizionista. Appassionata di biologia, microbiologia, fisiopatologia ed affascinata dallo studio del microbioma, primo punto sul quale intervenire per la prevenzione di patologie metaboliche.

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