La composizione dei batteri intestinali è legata alla gravità del Parkinson

La Malattia di Parkinson è una malattia neurodegenerativa cronica e progressiva, causata dalla perdita graduale dei neuroni produttori di dopamina nella substantia nigra, una regione del cervello responsabile del controllo del movimento.

Sebbene la condizione sia principalmente associata a sintomi motori, come tremori, rigidità del corpo e instabilità dell’equilibrio, i pazienti possono anche sperimentare una serie di sintomi non motori. I problemi gastrointestinali, in particolare la stitichezza, sono alcuni dei più comuni sintomi non motori del Parkinson. Si stima che interessino fino all’80% di tutti i pazienti e possono verificarsi anni prima dell’inizio dei primi sintomi motori.

Precedenti studi hanno dimostrato che i batteri intestinali coinvolti nella regolazione del transito intestinale interagiscono con il sistema nervoso, influenzando l’attività cerebrale, il comportamento, così come i livelli dei recettori dei neurotrasmettitori e dei fattori neurotrofici. Sulla base del precoce coinvolgimento gastrointestinale nel PD (Malattia di Parkinson) e del vasto potenziale delle interazioni ospite-microbioma, è stato ipotizzato che il microbioma fecale dei pazienti con PD differisca da quello dei soggetti di controllo in termini di diversità batterica. 

Per verificare questa ipotesi, i ricercatori dell’Università di Helsinki hanno confrontato la composizione dei batteri intestinali trovati in campioni di feci di 72 pazienti con PD e 72 pazienti sani. I dati dello studio hanno rivelato che i pazienti con Parkinson avevano una riduzione del 77,6% nella quantità di batteri appartenenti alla famiglia delle Prevotellaceae rispetto ai controlli. Questa famiglia di batteri, che comprende il genere Prevotella, è un gruppo di batteri non nocivi che vivono nel colon e aiutano a distruggere cibi complessi.

I risultati indicano che l’enterotipo del microbioma intestinale associato a Prevotella potrebbe essere carente tra i pazienti con PD. Risulta quindi importante indagare se l’elevata abbondanza di Prevotellaceae abbia effetti protettivi contro la PD o se la bassa abbondanza sia piuttosto un indicatore dell’anomala funzione barriera della mucosa.

È interessante notare che la quantità di batteri della famiglia Enterobacteriaceae era molto più alta nei pazienti con instabilità posturale e difficoltà di deambulazione rispetto a quelli con sintomi di tremore dominante (TD). Questa famiglia di batteri include diversi agenti patogeni, come Escherichia coli e altre specie di batteri innocui. In confronto ai pazienti con TD, i pazienti con un fenotipo non-TD avanzano più velocemente nella malattia e hanno una prognosi peggiore. I risultati suggeriscono che questo potrebbe essere associato ad una maggiore abbondanza di Enterobacteriaceae nel microbioma fecale in pazienti non-TD.

Alla luce dei fatti, ulteriori studi sono necessari per chiarire le relazioni temporali e causali tra il microbiota intestinale e la PD e l’idoneità del microbioma come biomarker.

Alice Marcantonio

Fonte: Scheperjans F., et al. Gut microbiota are related to Parkinson’s disease and clinical phenotype. Movement Disorders. First published: 05 December 2014 https://doi.org/10.1002/mds.26069

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