Diabete di tipo 2: i batteri intestinali possono influenzare l’efficacia del farmaco

Secondo alcune stime, oltre 415 milioni di persone in tutto il mondo soffrono di diabete di tipo 2, questo ha portato alcuni scienziati a considerare questa condizione patologica come una “pandemia globale”. Anche se non esiste ancora una cura per il diabete, un trattamento farmacologico e uno stile di vita sano possono aiutare chi vive con la malattia. Tuttavia, i farmaci per il diabete hanno tassi di successo variabili che dipendono dalla forma di somministrazione e possono variare da persona a persona.

Una nuova ricerca, condotta da Hariom Yadav, Ph.D., assistente professore di medicina molecolare presso il Wake Forest Baptist Medical Center di Winston-Salem, NC, sta indagando su una delle possibili cause alla base di percentuali di successo così diverse: i batteri intestinali. Studi precedenti citati da Yadav e colleghi nel loro studio dimostrano che i batteri intestinali possono “istigare” l’obesità e il diabete di tipo 2, e che le persone che vivono con il diabete hanno uno squilibrio nella composizione dei loro batteri intestinali.

Inoltre, come spiega Yadav, alcuni farmaci antidiabetici sono efficaci se somministrati per via endovenosa, ma non funzionano se assunti per via orale. I batteri nell’intestino sono fondamentali per regolare il modo in cui una persona metabolizza i farmaci. “Ad esempio,” spiega il ricercatore, “alcuni farmaci funzionano bene quando somministrati per via endovenosa e vanno direttamente alla circolazione, ma quando vengono assunti per via orale e passano attraverso l’intestino, non funzionano“. “Al contrario“, continua, “la metformina funziona meglio se somministrata per via orale, ma non funziona se somministrata attraverso una flebo.” Quindi, sulla base di queste osservazioni, i ricercatori si sono chiesti se la composizione dei batteri intestinali influenzi l’efficacia di alcuni farmaci per il diabete. A tal fine, Yadav e colleghi hanno esaminato oltre 100 studi su roditori e umani e hanno pubblicato i loro risultati sulla rivista EBioMedicine.I

La ricerca si è concentrata su come il microbioma intestinale possa potenziare o inibire l’efficacia dei farmaci. Ha scoperto che modulando il microbioma dell’intestino, attraverso l’uso di alcuni farmaci, potrebbe aiutare a stimolare, cambiare o invertire l’efficacia dei farmaci per il diabete di tipo 2. Il ricercatore a capo dello studio riassume dicendo: “Riteniamo che le differenze nel microbioma di un individuo aiutino a spiegare perché i farmaci mostreranno un’efficacia ottimale del 90 o 50 percento, ma mai del 100 percento. La nostra ricerca ha mostrato che la capacità metabolica del microbioma di un paziente potrebbe influenzare l’assorbimento e la funzione di questi farmaci rendendoli farmacologicamente attivi, inattivi o addirittura tossici“.

Tuttavia, sono necessari ulteriori studi per continuare a decifrare le interazioni tra i batteri dell’intestino e i farmaci per il diabete nella pratica clinica. Questo campo ha solo un decennio e la possibilità di sviluppare trattamenti derivati ​​da batteri correlati o coinvolti in specifiche malattie è allettante.

Alice Marcantonio

Referenze:

Whang Andrew et al. Bi-directional drug-microbiome interactions of anti-diabetics. EBioMedicine DOI:https://doi.org/10.1016/j.ebiom.2018.11.046 https://www.ebiomedicine.com/article/S2352-3964(18)30550-4/fulltext

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