“GLASS MICROBIOLOGY”: quando la microbiologia ispira l’arte

L’artista anglosassone Luke Jerram è l’autore di innovative e sensazionali opere d’arte: ha allestito una collezione dal suggestivo nome “Glass Microbiology”.

Si tratta di una galleria di sculture – tutte in vetro – che riproducono fedelmente alcuni tra i più temuti virus, come il virus della SARS, dell’influenza aviaria H1N1 o dell’HIV e il più celebre tra i batteriEscherichia coli.

Virus dell’ H1N1.

Le opere sono state realizzate tutte rigorosamente a mano, utilizzando principalmente l’antica ed italiana tecnica del “soffiare” il vetro.

Un’iniziativa questa che a detta dell’autore permetterà al visitatore di “entrare nel piccolo ma meraviglioso mondo della microbiologia”.

L’intento di queste installazioni è proprio questo: far avvicinare un pubblico sempre più ampio alla microbiologia, impiegando il linguaggio universale dell’arte. La microbiologia diventa accessibile, quotidiana, fruibile da tutti: diventa un qualcosa da vedere e toccare con mano.

Le opere di vetro della collezione “Glass Microbiology” hanno anche la loro valenza scientifica: sono infatti altamente fedeli al modello originale, dal momento che Jerram ha avuto il supporto di diversi microbiologi dell’Università di Bristol, capeggiati dal dottor Andrew Davidson, virologo.

Analizzando differenti immagini microscopiche al microscopio elettronico e modelli chimici astratti con schemi esistenti, l’équipe del dottor Davidson e Jerram hanno creato, quindi, sculture affascinanti anche da un punto di vista scientifico.

Virus e batteri sono trasparenti: “naturalmente” non sono colorati. infatti, colori e sfumature vengono aggiunte a foto e illustrazioni per favorire la compressione o migliorare l’aspetto. Le dimensioni delle opere sono all’incirca un milione di volte più grandi rispetto a quelle reali dei microrganismi che rappresentano.

L’idea risale al 2004, anno in cui Jerram riprodusse fedelmente il virus dell’HIV.

Virus dell’HIV.

Il mondo scientifico sembra accettare di buon grado le opere dell’artista inglese tanto che in alcuni casi, sono state inserite in libri di testo o nelle copertine di riviste prestigiose come Nature, The Lancet o British Medical Journal.

I microrganismi di vetro esposti al pubblico hanno suscitato disparate reazioni, principalmente di meraviglia e sorpresa, l’esatta intenzione di Jerram.

E.coli, l’unico batterio della collezione.

Le reazioni al mio lavoro sono state piuttosto sorprendenti. Le persone sono automaticamente attratte dalle cose belle, ma quando realizzano ciò che sono in realtà, manifestano un sentimento di repulsione. Le persone pensano che potrebbero essere infettate quando le toccano, il che è molto carino.

Alcuni dei pezzi, rimasti invenduti, della collezione “Glass Microbiology” sono attualmente in mostra all’Eden Project di Cornwall, nel Regno Unito, insieme a una gigantesca versione gonfiabile della sua scultura di E. coli che sovrasta incontrastato uno dei giardini dello spazio espositivo.

Fonti:

  • www.focus.it
  • www.labotech.eu

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