Czapek Medium Broth

Utilizzato per la coltivazione e la propagazione di generi diversi di funghi e muffe, il Czapek Dox medium è un terreno ideale anche per la crescita di molti microrganismi del suolo che siano capaci di utilizzare come unica fonte di azoto quello inorganico.

Perchè si usa

Czapek medium broth è un terreno per colture in sospensione utilizzato per ottenere un’ideale propagazione vegetativa di muffe (in particolare del genere Penicillium, Candida ed Aspergillus) e funghi saprofiti del suolo (quali gli Ascomycota). Si tratta di un terreno selettivo: la presenza, nella sua formulazione, di NaNO3, permette la crescita soltanto ai microrganismi capaci di utilizzare l’azoto inorganico come unica fonte disponibile di azoto.

E’ particolarmente indicato per l’arricchimento, la crescita, la coltivazione e l’identificazione di batteri e funghi presenti nel suolo; può inoltre essere utilizzato per lo studio tassonomico delle clamidospore, delle blastospore e delle artrospore.

Questo terreno è ricco di sali inorganici e tra i suoi componenti figurano il Casitone (una miscela di diversi peptidi ottenuti dalla digestione enzimatica della caseina del latte), che funge da sorgente di amminoacidi, e l’estratto di lievito (che oltre ad avere la stessa funzione assicura anche la presenza d’importanti precursori nucleotidici).

In letteratura è anche chiamato Czapek Dox medium, dal nome dei suoi due ideatori, il botanico polacco Friedrich Johann Franz Czapek ed il chimico americano Arthur Wayland Dox.

Composizione del terreno

  • glucosio: 40g/L
  • estratto di lievito: 10g/L
  • Casitone: 5g/L
  • NaNO3: 3g/L
  • KH2PO4: 2g/L
  • MgSO4: 0,5g/L
  • KCL: 0,5g/L
  • FeSO4: 10mg/L
  • Celite (*): 1%
  • acqua di fonte (**): 1L

pH finale richiesto (***): 6.0 ± 0.2 a 25°C

(*= L’aggiunta di Celite nella formulazione è facoltativa: essa impedisce l’aggregazione e la formazione del micelio laddove il terreno venga utilizzato per la crescita di un Ascomicete e fosse richiesta tale condizione, ma può anche essere omessa se non necessario);

(**= Questo particolare tipo di terreno non richiede l’utilizzo di acqua deionizzata);

(*** = Una volta preparato il terreno e prima della sua sterilizzazione finale in autoclave, si suggerisce di controllare il pH del terreno tramite pH-metro poiché potrebbe essere necessario aggiustarlo; ciò di solito si effettua tramite titolazione con una soluzione diluita di acido tartarico o con una semplice soluzione di NaOH 0.4 M aggiunta lentamente);

Preparazione del terreno

  • Pesare uno alla volta i vari componenti e trasferirli singolarmente, di volta in volta, in un becher da 1L; aggiungere metà del volume d’acqua occorrente (circa 500 mL) e sciogliere pazientemente mescolando con un cucchiaio, fino alla completa dissoluzione;
  • Portare quindi a volume, sempre mescolando: non devono essere presenti aggregati particellari né eventuali polveri rimaste in sospensione;
  • Si ottiene una soluzione torbida e giallognola, che può a volte virare all’ocra se lasciata risposare qualche minuto (Fig.1);
  • Sterilizzare in autoclave a ½ atm per 30 minuti;
  • Conservare in luogo fresco ed asciutto, a temperatura ambiente (10-30 gradi centigradi).

Immagini

Figura 1 – Aspetto finale del terreno in flacone

Fonti

Informazioni su Simone Rinaldi 29 Articoli
Laureando in Biotecnologie Farmaceutiche presso l'Università degli studi di Milano; appassionato di Microbiologia, Farmacologia e Biologia in generale. Amo la musica (specie l'Epic Metal ma spazio volentieri anche in altri generi), sono un accanito lettore di romanzi Fantasy, un discreto cuoco (a quanto dicono..!) e mi piace fare lunghi giri in bicicletta per le campagne del mio paese.

Commenta per primo

Rispondi