Il “Superorganismo” e le correlazioni tra il microbioma e il cancro

I nuovi protagonisti presentati dall’AIRC nella lotta contro i tumori sono proprio i microrganismi. Questi convivono con ciascuno di noi e sembrano esserci delle correlazioni tra il microbioma e lo sviluppo dei tumori per cui la ricerca mira alla scoperta di nuove terapie ad esse correlate.

Ogni individuo nella terra, che sia uomo o donna, non è davvero solo se preso nella sua individualità. Di fatto l’organismo umano si è evoluto nel corso degli anni in simbiosi con il proprio microbiota, composto da milioni di microrganismi ospiti all’interno di esso, fino ad originare il cosiddetto “superorganismo”. È da anni chiaro che la nostra salute sia profondamente legata a questa comunità di microrganismi ma non si tratta solo della più comune “flora intestinale”, oltre questa, che ci aiuta a svolgere le funzioni quotidiani di digestione, assorbimento ed eliminazione del cibo, esistono anche virus e funghi. In primis è corretto attribuire molta importanza al microbioma intestinale perchè oltre l’alimentazione essa regola anche molti processi biologici e fisiologici umani quali ad esempio le interazioni con il sistema immunitario e quello nervoso.

Ciò che è importante comprendere è che essendo il microbioma molto complesso e avendo esso stesso dei geni, questo aumenta il nostro genoma di un centinaio di volte per cui risulta inevitabile che molte delle funzioni dell’organismo siano svolte anche da esso. Questa complessità lo rende partecipe in alcune patologie importanti quali il cancro e gli esperimenti scientifici degli ultimi decenni ne hanno dimostrato la correlazione. Abbiamo pubblicato più volte articoli che trattavano questa tematica, andando ad analizzare nello specifico varie tipologie di tumori o altre patologie, adesso intendiamo scavare a fondo alla questione per capire di cosa si tratta.

Si stima che il 20%  dei tumori sia legato alla composizione del microbiota e al suo rapporto con il sistema immunitario nonché alla sua capacità di generare uno stato infiammatorio responsabile della comparsa della malattia. A dimostrazione di questo vi è il fatto che molte cure antitumorali risultino inefficaci in percentuali maggiori nel cancro al colon retto, dove è presente una ricca flora batterica, rispetto ad altri in altre zone corporee; non solo, è stato anche dimostrato che un aumento della concentrazione della popolazione di Helicobacter pylori aumenti il rischio di infiammazione cronica e quindi di cancro allo stomaco. Altra dimostrazione che il microbiota influisca molto sullo sviluppo del cancro può essere ricercata nella chemio-resistenza. Col tempo l’assetto genomico delle cellule tumorali varia e quindi rende inefficace la cura farmacologica. Prendendo come esempio un farmaco come l’oxalilpatino, questo agisce rendendo visibile il tumore al sistema immunitario ma ovviamente se il microbiota del paziente è alterato tenderà a sopprimere la risposta immunitaria e quindi anche l’efficacia del farmaco in questione.

Quando i medici parlano di corretta alimentazione nella prevenzione contro il cancro non sbagliano, non si tratta di una cura a base di verdure o prodotti biologici, si parla di una prevenzione che mira a modulare la composizione del microbiota che di fatto può migliorare anche successivamente l’insorgenza della malattia. Si tratta di creare una popolazione benefica a discapito di quella nemica che non solo può avere effetti sull’efficacia dei chemioterapici ma anche sugli effetti collaterali delle terapie anticancro.

La popolazione batterica interviene in tutte le fasi del tumore, dalla diagnosi, continua poi con la terapia fino al mantenimento dei risultati ottenuti.  Partendo da questo presupposto è importante sottolineare che ancora prima della manifestazione della malattia il microbiota cambia notevolmente con modifiche anche evidenti per cui se non ci si può affidare sulla manifestazione dei sintomi clinici dovuti al tumore si può invece puntare sull’analisi del microambiente e sul suo monitoraggio al fine di una diagnosi quanto più precoce possibile.

Lo studio del microbiota sta aprendo molte strade in campo soprattutto oncologico, dalla prevenzione alla cura del tumore attraverso un trattamento del tutto personalizzato che tenga conto non solo della malattia ma anche della persone e del suo microambiente.

 

Alice Marcantonio

fonte: “The microbiome and cancer” di R.F.Schwabe & C.Jobin, Nature Reviews Cancer 13, 800-812 (2013); doi:10.1038/nrc3610;

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