Dipylidium caninum: la tenia del cane

Dipylidium caninum, a dispetto del nome, è la tenia più comune non solo nei canidi ma anche nei felidi. Diffusa in tutto il mondo, essa può accidentalmente infettare anche l’uomo.

Dipylidium caninum nota anche come tenia del cane (Fig.1) è un Cestode parassita di canidi, felidi e raramente anche dell’uomo. Questo Platelminta raggiunge il suo ospite definitivo tramite le pulci: Ctenocephalides canis e Ctenocephalides felis, le comuni pulci di cane e gatto, e talvolta anche Pulex irritans. Da adulta questa tenia ha una lunghezza massima di 60 cm per 3 mm di larghezza, si presenta di un colore biancastro/giallo chiaro. La struttura del corpo è molto simile a quelle delle tenie umane: è presente uno scolice (la “testa”) provvisto di uncini con il quale il parassita aderisce alle pareti intestinali e la serie di proglottidi, i segmenti del corpo tipici dei Cestodi nelle quali si rinvengono le uova. Più le proglottidi sono vicine allo scolice più sono “giovani” e piccole, mentre più queste si trovano lontano dallo scolice più sono mature e cariche di uova.

Fig.1: Dipylidium caninum.

Il ciclo vitale (Fig.2) inizia quando le proglottidi piene di uova vengono espulse con le feci; rilasciano dei tipici “pacchetti di uova” che vengono ingeriti da una larva di pulce, l’ospite intermedio (generalmente Ctenocephalides spp.). A questo punto l’uovo si schiude nell’intestino della pulce liberando il primo stadio larvale: l’oncosfera. Questa penetra la parete intestinale e invade l’emocele, sviluppandosi in un secondo stadio larvale, il cisticercoide (Fig.3). La larva di pulce a questo punto si sviluppa raggiungendo lo stadio adulto e fa quello che fanno tutte le pulci: va a caccia di un ospite. L’ospite vertebrato si infetterà ingerendo la pulce contenente il cisticercoide.

Fig. 2: Ciclo vitale di D. caninum

Per quanto riguarda il lato clinico, le infezioni di D. caninum sono generalmente asintomatiche in tutti i suoi ospiti. Tuttavia in canidi e felidi di giovane età può causare stitichezza o diarrea, prurito nella zona anale e un aumento del senso di fame, mentre se le infezioni sono particolarmente gravi si possono manifestare convulsioni epilettiformi. Per quanto riguarda le infezioni umane, possono manifestarsi insonnia, perdita di peso, diarrea o stitichezza, dolore addominale e prurito anale.

La diagnosi è eseguita generalmente andando a ricercare le proglottidi o i tipici “pacchetti di uova” nelle feci o nell’ambiente, mentre la cura consiste nella somministrazione di Praziquantel o Niclosamide.

La prevenzione si attua tramite programmi di controllo delle pulci.

Questo Cestode è probabilmente il più comune in cani e gatti in tutto il mondo, mentre per quanto riguarda l’uomo, negli ultimi 20 anni sono stati registrati solo 16 casi (14 bambini da 11 mesi a 9 anni e 2 adulti di 40 e 41 anni) in Europa, Cina, Giappone, India, Sudan, America del Sud e Stati Uniti.

Fig.3: cisticercoide di D. caninum

Andrea Borsa

FONTI:

 

Appassionato di microbiologia e zoologia, adora classificare gli organismi che incontra. Al momento si sta dedicando all’ittiologia.

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