La “nanotecnologia” al servizio della sicurezza alimentare

A difenderci dai patogeni alimentari, in futuro, potrebbero intervenire piccolissime particelle appartenenti all’ordine di grandezza del nanometro.

La nanotecnologia in campo agroalimentare, è stata valutata positivamente in diverse fasi della filiera alimentare, dalla coltivazione all’imballaggio dell’alimento.

Secondo i ricercatori dell’Harvard University , goccioline d’acqua nanometriche, cariche elettronicamente, potranno ridurre la presenza di patogeni sulla superficie degli alimenti. Usando solo acqua e elettricità tramite nano-goccioline colme di radicali liberi, si potranno sostituire le sostanze chimiche disinfettanti, tossiche. Philip Demokritou dell’Università di Harvard ha brevettato un metodo noto come elettrospray, basato sul flusso di acqua (aerosol), attraverso un forte campo elettrico; i radicali ossidrile e superossido vengono incapsulati da un sottile strato di acqua ricco di elettroni, formando particelle altamente stabili, la cui forte carica elettrica ne impedisce l’evaporizzazione.

Le nano-particelle sono state testate sia sulla superficie di pomodori che su superfici di acciaio inossidabile, spesso usato nelle strumentazione per la lavorazione di alimenti. I ricercatori dopo aver contaminato le superfici con Escherichia coli, Salmonella enterica e Listeria innocua, hanno esposto i pomodori e l’acciaio in una camera chiusa, ad una concentrazione di 24.000 a 50.000 particelle per cm 3. Il risultato del test è stato decisamente positivo, riscontrando un abbattimento dall’80 al 98% della carica microbica, a seconda della superficie.

Gli aspetti positivi di tale tecnica è che può essere usata a temperatura e pressioni normali, ma probabilmente presenta aspetti limitanti sulle tipologie di superficie; i ricercatori stanno sperimentando l’uso di concentrazioni maggiori di particelle, spingendosi a 400.000 particelle per cm 3, comprimendo in esse più specie reattive dell’ossigeno.

Anche in altri contesti, come quello dell’imballaggio, l’uso della nanotecnologia ha prolungato la shelf-life del prodotto alimentare, adottato azione antimicrobica; la funzione di oxygen scavenging, ha permesso di catturare l’ossigeno che penetra dall’ambiente esterno, quella dell’ ethylene scavenging, ha consentito di catturare l’etilene prodotto dalla degradazione della frutta.

Un team di ricercatori dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, ha valutato l’efficacia antimicrobica piccolissime sferette d’ argento delle dimensioni di circa 20 nanometri (1nm = 10-9 metri, un milionesimo di millimetro) su tre ceppi di Salmonella, ottenendo una valida alternatica all’uso di antibiotici, soprattutto in contesti come allevamenti avicoli. Le potenziali sferette rilasciando ioni, creano un ambiente ossidante sfavorevole alla crescita di batteri, in particolare sono state efficaci contro la S.enteridis.

Inoltre, le nano-sferette sono state introdotte in sacchetti che avvolgevano carne di pollo, per monitorare l’eventuale migrazione; a diverse temperature di conservazione (ambiente, 4°C, -18°C), nessuna particella è stata ritrovata nel preparato, escludendo la tossicità del metodo di conservazione.

Le applicazioni di tali nano-particelle sono svariate in campo alimentare e inducono i ricercatori a individuare metodi sempre più efficaci, valutando una molteplicità di questioni scientifiche legate alla valutazione del rischio.

Per la nostra salute i “nano-food” saranno un nuovo traguardo?

Veronica Nerino

Fonte:

-La nanotecnologia approda nel settore alimentare – Dimensione pulito

-Nanoteconologie e confezionamento alimentare, un futuro che sarà presto realtà – Macchine alimentari

-Nanotecnologie e alimenti: quale efficacia? – izsvenezie

-Una nanotecnologia per ridurre i batteri patogeni negli alimenti – Aurelio Trevisi

 

Biologa. Coordina la sezione di microbiologia in ambito alimentare e ambientale di un laboratorio accreditato. Ha comprovata esperienza in tecniche analitiche per la ricerca di indicatori di igiene di processo e sicurezza alimentare, in continuo aggiornamento in campo microbiologico.

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