Nuovi farmaci per sconfiggere lo stafilococco resistente agli antibiotici

Alcuni batteri hanno la capacità di resistere agli antibiotici. Questi possono essere naturali o sintetici, e possono direttamente uccidere il batterio, oppure bloccarne la riproduzione. Ne esistono di tante tipologie proprio perchè di batteri ce ne sono molti. Eppure, molti di questi microrganismi sviluppano la cosiddetta “resistenza”, ovvero quando i farmaci utilizzati come antibiotici non hanno più l’effetto desiderato sui batteri, cosa che ovviamente favorisce la persistenza della malattia provocata dai batteri patogeni. L’assunzione incontrollata di antibiotici può favorire la resistenza.

Eppure alcuni antibiotici sono totalmente inefficaci contro alcuni batteri. Uno di questi è lo Staphylococcus aureuspresente in molti adulti. Esso si trova a livello della cute, mucosa anteriore del naso e della faringe e può provocare infezioni suppurative in vari distretti dell’organismo come pelle, apparato respiratorio, scheletrico, urinario e addirittura nel sistema nervoso centrale. Il batterio possiede proteine speciali che lo difendono dall’attacco immunitario del nostro organismo: alcuni esempi sono la proteina A e le adesine, che favoriscono l’azione antifagocitaria della capsula. Inoltre, questo batterio può produrre tossine di vario genere, ed in base al tipo di tossina prodotta origina quindi un’infezione in un particolare distretto dell’organismo. Ad esempio, la tossina epidermiolitica provoca nel soggetto infettato l’esfoliazione della pelle. Ancora, l’enterotossina, la quale può essere assunta a causa di cibi che favoriscono la crescita batterica come  panna, crema e cibi crudi, ha un  effetto negativo sulle cellule della mucosa gastrointestinale e causa vomito, diarrea e dolore addominale. Il batterio però produce anche enzimi particolari che lo proteggono dagli attacchi del sistema immunitario.

Inoltre, alcuni ceppi di questo batterio sono diventati resistenti agli antibiotici. Lo studio di alcuni ricercatori della Brown University di Providence e della Harvard Medical School di Boston danno però uno nuova speranza nella lotta contro le resistenze batteriche: lo S. aureus meticillina resistente (MRSA) ha vari meccanismi d’infezione ed è potenzialmente molto pericoloso, può inoltre sviluppare mutamenti genetici che lo dotano di un’ampia resistenza agli antibiotici. Inoltre può dare origine a cellule batteriche dormienti metabolicamente inattive le quali si trasformano man mano in persistenti e creano molti problemi. Gli antibiotici falliscono contro di esse.

I ricercatori  hanno identificato due composti , CD437 e CD1530, che possono agire proprio su tali cellule dormienti, legandosi alla membrana batterica e minandone la funzionalità. Se all’azione di questi composti viene aggiunta la gentamicina, un antibiotico standard normalmente inefficace, l’azione dei CD viene potenziata danneggiando così il batterio in toto. Queste per il momento sembrano essere le uniche speranze. I ricercatori hanno testato altri 4000 composti simili della classe dei retinoidi, la stessa dei CD, ma solo i due sopramenzionati hanno mostrato efficacia. I batteri contro cui sono stati testati sono stati Enterococcus faecium responsabile di endocarditi e su altri ceppi che mostrano resistenza. La scoperta dell’efficacia di questi due composti potrebbe quindi essere una soluzione per lo sviluppo di nuovi farmaci risolvendo così il problema della resistenza da parte di S. aureus meticillina resistente.

Maria Luisa Cirillo

 

FONTI

Le Scienze

Nature

Maria Luisa Cirillo, dottoressa in biologia con una grande passione per tutto ciò che è scienza. Aspirante docente, ha una vocazione per la divulgazione scientifica attribuendo ad essa una grandissima importanza. Ha esperienza nel campo delle produzioni alimentari e sicurezza alimentare, in laboratori di microbiologia e di citologia-istologia.

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Maria Luisa Cirillo, dottoressa in biologia con una grande passione per tutto ciò che è scienza. Aspirante docente, ha una vocazione per la divulgazione scientifica attribuendo ad essa una grandissima importanza. Ha esperienza nel campo delle produzioni alimentari e sicurezza alimentare, in laboratori di microbiologia e di citologia-istologia.

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