Un nemico invisibile, presente e a volte letale

Le prime notizie si ebbero nel lontano 1976 in quel di Philadelphia, dove durante un raduno di veterani del Vietnam in 220 si ammalarono e ben 34 morirono. La causa inizialmente non fu certa, ma solo mediante analisi e ricerche si capì che questo piccolo batterio ebbe la capacità di uccidere quell’alto numero di persone. Legionella è un batterio ambientale, presente, ma che in quantità eccessive può portare a due distinte patologie, la Febbre di Pontiac, una febbre simil-influenzale, dalla quale si guarisce senza problemi e alla più complicata Legionellosi, che porta ad una polmonite che può, in alcuni casi, essere letale. In Italia nel 1983 (dati dell’ISS) si ebbero i primi casi, anche se la letteratura riporta casi nel 1978, che aumentarono, fino alla necessaria stesura nel 2000 delle prime “Linee guida per il controllo e la prevenzione della legionellosi”.

Legionella al SEM

 

Ma cosa aiuta legionella a proliferare?

Legionella predilige gli ambienti acquatici, dove a temperature ottimali (25-45°C), viene favorita la proliferazione. Il nostro rubinetto di casa, il boiler, le torri evaporative, le saune, gli idromassaggi, le UTA (unità trattamento aria, deputate al condizionamento e riscaldamento aria nei palazzi uffici o centri commerciali) sono tutti punti in cui questo batterio può prolificare e creare dei seri problemi. Il problema Legionellosi è aumentato di anno in anno, fino a quando si è provveduto a revisionare le linee guida nel Maggio dl 2015, e nel 2017 la Regione Emilia Romagna le ha nuovamente aggiornate e riviste. Questa revisione dovuta al fatto che la problematica ha portato i casi di legionellosi notificati in Italia a oltre 1.500, ampiamente sottostimati secondo l’OMS.

Dove possiamo trovare Legionella?

Hotel, Centri Commerciali, Ospedali, Centri Sportivi e Spa, ovunque ci sia presenza di acqua.

Ma possiamo eliminarla?

Si, a oggi esistono, come riportati sulle linee guida diversi metodi, più o meno invasivi, e più o meno efficaci sul lungo periodo, come lo Shock termico, lo Shock chimico, il cloro, oppure come novità, che si dimostra essere sempre più efficace l’utilizzo del perossido di idrogeno, ottimo biocida, con la capacità, se opportunamente stabilizzato di non creare problematiche sui materiali con cui viene a contatto.

 

Andrea Miano

Laureato in biologia ed appassionato di tecnologia, cinema, scienza e fantascienza.

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