Lo streptococco e l’aria che respiriamo

Dopo Aspergillus, una seconda tipologia di agente patogeno presente nell’aria degli ambienti indoor nei quali viviamo per la maggior parte della nostra giornata è la famiglia degli Streptococchi. Lo streptococco presenta un diametro variabile da circa 0.5 a 1.25 µm ed è un anaerobio facoltativo non sporigeno ed immobile (nella maggior parte delle specie). Questi patogeni sono gram positivi, ossidasi negativi e catalsi negativi.

Streptococcus agalactiae

In alcuni casi si possono trovare specie, come S. agalactiaepoco ricercate nei monitoraggi, ma la cui presenza è molto dannosa se presente ad esempio sul luogo di lavoro per le donne in stato di gravidanza. Si tratta di un microorganismo beta emolitico di gruppo B, presente in piccola parte nell’organismo, che normalmente è tenuto a freno dal nostro sistema immunitario. Quando però la nostra barriera immunitaria cala, esso replica fino a diventare patogeno, provocando ad esempio sepsi o infezioni alle vie urinarie o amnionite, patologia infiammatoria potenzialmente tragica per il feto.

Un altro gruppo di Streptococchi, Il gruppo A, è anch’esso causa di patologie molto importanti come fascite necrotizzante, febbre reumatica acuta, infezioni primarie alla gola e scarlattina. Queste patologie si contraggono con l’inalazione di goccioline infette, derivanti da starnuti, colpi di tosse o più semplicemente parlando. In un ambiente non periodicamente sanificato questo agente viene diffuso dalle attrezzature deputate al trattamento dell’aria, fancoil, split, unità trattamento aria, aumentando esponenzialmente la possibilità di contagio.

Ultimo ma non meno importante, anzi ultimamente molto famoso specialmente sui media nazionali, è S. pneumoniae. Noto anche come pneumococco, questo è uno streptococco α-emolitico catalasi negativo che, oltre a causare infezioni del tratto respiratorio, in seguito a betteriemia provoca la meningite. Lo pneumococco è in effetti il maggiore responsabile delle polmoniti contratte in comunità; in particolare quella cui dà luogo è definita polmonite lobare perché interessa in genere soltanto un lobo polmonare. Può anche dare luogo a malattie non invasive (otite, bronchite, congiuntivite, sinusite) così come a patologie invasive (endocardite, osteomielite e peritonite), anche se va detto che la virulenza di questo batterio è minima e si tratta di un batterio patogeno principalmente nei soggetti immunodepressi. Anche in questo caso lo pneumococco raggiunge i polmoni per via inalatoria o per aspirazione, rendendo sempre più necessario porre attenzione alla sanificazione degli ambienti indoor.

Andrea Miano

Legionella Risk Manager e formatore professionista laureato in Biotecnologie si occupa di Rischio Biologico e prevenzione nei luoghi lavorativi e non solo.

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