Il ruolo del microbiota intestinale nei disturbi da deficit di attenzione e iperattività

Ad oggi possiamo confermare che esiste una comunicazione bidirezionale tra intestino e cervello implicata in numerosi quadri clinici inclusi stati d’ansia o depressivi. Sebbene l’aumento delle prove suggerisca un ruolo del microbiota intestinale nel neurosviluppo, l’attuale struttura e composizione del microbiota nei bambini con disordine da deficit di attenzione/iperattività (ADHD) rimane poco chiara.

In uno studio recentemente pubblicato su Behavioural Brain Research, il team di ricerca di Hai-yin Jiang e colleghi ha voluto approfondire il profilo batterico intestinale di bambini con ADHD (n=51) non precedentemente trattati e perciò detti “naive”, confrontandolo poi con quello di controlli sani (n=32).  Sono stati raccolti campioni fecali e, per avere un quadro generale delle caratteristiche individuali dei soggetti, sono stati raccolti dati relativi all’età, genere, indice di massa corporea (BMI), tipologia di nutrizione nei primi mesi, modalità di parto, durata della gravidanza e peso alla nascita.

Un’analisi a livello di unità tassonomica operativa (OTU) ha rivelato una diminuzione significativa di Faecalibacterium nei bambini con ADHD. In individui con ADHD, l’abbondanza di Faecalibacterium era negativamente associata a segnalazioni dei genitori di sintomi di ADHD. tuttavia, non vi era alcuna differenza significativa nella diversità alfa tra l’ADHD e gruppi di controllo.

Firmicutes, Bacteroidetes, Proteobacteriae Actinobacteria sono risultati i quattro phyla dominanti in tutti i campioni, senza alcuna differenza notevole in base alla presenza o meno della patologia. Invece, il gruppo ADHD ha mostrato minor espressione di Alcaligenaceae, ma maggior livelli di Peptostreptococcaceae rispetto ai bambini sani.

Al fine di confermare quanto ottenuto, i ricercatori hanno condotto le analisi sul gruppo con deficit di attenzione in base alla modalità di parto (vaginale o cesareo) e il tipo di nutrizione (allattamento o in formula). Né la modalità di parto né quella di alimentazione sembrerebbero influenzare fattori quali alpha e beta diversity oltre che l’abbondanza relativa dei taxa associati a ADHD.

Da ultimo, è stata studiata la correlazione tra microbiota e gravità della patologia. Dalle analisi condotte si è dedotto che Faecalibacterium risulta un possibile biomarker del deficit di attenzione e iperattività. Possiamo quindi confermare che esistano differenze tra la componente batterica di bambini con ADHD e soggetti sani e che fra tutti Faecalibacterium sia la specie più coinvolta e associata negativamente alla gravità della patologia.

 

Alice Marcantonio

Fonte: 

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0166432817315541?via%3Dihub

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