Il cancro batterico del pomodoro

Fitopatologie delle colture industriali

Cancro batterico del pomodoro
Cancro batterico del pomodoro

Il cancro batterico del pomodoro rappresenta una pericolosa affezione per questa specie vegetale annuale (famiglia Solanaceae), e a renderla ancor più temibile è il fatto che, ad oggi, non esistono prodotti fitosanitari omologati per combatterla. I trattamenti a base di rame, infatti, sono in grado di agire solo preventivamente e con efficacia variabile in base alla soglia dell’inoculo batterico. Attualmente solo attraverso misure preventive come il riconoscimento precoce dei sintomi e la conseguente accorta eliminazione delle piante colpite, è possibile cercare di limitare gli ingenti danni spesso causati da questa malattia.

Il microrganismo responsabile di questa patologia è il batterio Clavibacter michiganensis subsp. Michiganensis (Famiglia Microbacteriaceae, Phylum Actinobacteria). Si tratta di un actinomicete fitopatogeno, aerobio, non sporigeno, Gram-positivo e con morfologia corineforme (termine utilizzato per indicare batteri aerobi, Gram-positivi che hanno una morfologia somigliante a quelli appartenenti al genere Corynebacterium).

Il patogeno si può conservare sia nei residui della vegetazione infetta sia nei semi. La penetrazione avviene nella maggior parte dei casi  mediante le ferite e, una volta all’interno della pianta, il batterio colonizza il tessuto vascolare da dove si diffonde a tutti i tessuti e gli organi. Data la sua pericolosità, C. michiganensis è classificato come organismo di quarantena con obbligo di notifica per la produzione di sementi e nei vivai per la produzione delle piantine.

Manifestazione della patologia: sintomi e danni

Prima dell’ingiallimento della pianta, la batteriosi si manifesta improvvisamente con un consistente appassimento dei tessuti vegetali (figura 1). Quest’ultimo inizia spesso solamente da un lato della foglia per poi estendersi velocemente a tutta la pianta provocando l’arresto della crescita.

Cancro del pomodoro. Appassimento dei tessuti vegetali.
Figura 1: cancro del pomodoro. Appassimento dei tessuti vegetali.

Quando il tempo è molto caldo e umido si possono osservare su fusto, piccioli e lungo le nervature centrali delle foglie piccole ulcere aperte dalle quali può fuoriuscire una mucillaggine batterica che a sua volta può infettare altre parti del vegetale. I primi sintomi di un’infezione sono rappresentati da piccole macchie biancastre che progrediscono fino a diventare ulcere marroni seguite, sui frutti, da macchie bianche con il centro marrone. Quest’ultime, denominate “Bird’s eye-spot” (figura 2), sono tipiche del cancro batterico del pomodoro e appaiono chiaramente ad uno stadio avanzato della malattia.

Cancro del pomodoro. Tipiche necrosi circondate da un alone biancastro (Bird's eye-spot).
Figura 2: cancro del pomodoro. Tipiche necrosi circondate da un alone biancastro (Bird’s eye-spot).

I batteri si spostano nell’organismo ospite all’interno dei fasci vascolari. All’innesto della foglia sul fusto, all’incisione con una lama, il tessuto risulta molle. In sezione i fusti di una pianta infetta mostrano una colorazione bruna dei fasci vascolari. Progressivamente i microrganismi ostruiscono tutti i fasci vascolari portando all’appassimento totale della pianta. Inoltre, tramite la linfa, i batteri in questione possono raggiungere i frutti e infettare così anche i semi.

Come si diffondono i batteri?

In una coltura, di norma, si osservano poche infezioni primarie. Ciò nonostante, in condizioni ideali queste infezioni primarie sono sufficienti per causare l’infezione totale dell’intera coltura. I batteri vengono trasportati da pianta a pianta tramite le mani degli agricoltori o con gli attrezzi durante le abituali operazioni di filiera produttiva (sfogliatura, sfemminellatura, legatura e operazioni di raccolta), ma si possono diffondere anche attraverso la soluzione nutritiva o mediante l’irrigazione e l’aspersione sopra le piante. Il patogeno, inoltre, può infettare la pianta anche per mezzo di ferite dell’apparato radicale o aereo.

I sintomi di appassimento appaiono spesso solo alla maturazione dei primi frutti, quando ormai è tardi per attuare misure preventive di protezione. I batteri sono in grado di sopravvivere nel terreno o nei substrati, su resti della coltura e sui ricacci, ma anche sulle strutture o attrezzi quali i supporti colturali, l’impianto di irrigazione e gli utensili. La semente può costituire una fonte di inoculo in quanto i batteri sono in grado di sopravvivere per almeno otto mesi all’interno del seme.

Alcuni fattori possono agevolare lo sviluppo del cancro del pomodoro: un’ elevata umidità dell’aria (umidità relativa superiore all’80 % ) e temperature comprese tra i 18 e i 28 °C, per esempio, sono da considerarsi elementi favorevoli alla patologia. Inoltre, piante particolarmente rigogliose a seguito di abbondante concimazione azotata appaiono maggiormente sensibili.

Quali sono allora le possibili misure preventive?  Tra le misure di lotta prima del trapianto gli esperti consigliano l’impiego di semente certificata, disinfettata e controllata tramite immunofluorescenza o l’utilizzo di piantine sane e controllate, e la disinfezione delle serre e delle strutture (impianto di irrigazione, attrezzature, utensili e materiale quale casse, substrati ed altro) prima di procedere con la semina.

 

Angela Chimienti

 

 Bibliografia:

  • Cazelles O., 1992. La prévention des bactérioses de la tomate. Revue suisse Vitic., Arboric., Hortic. 24 (1), 13-15.
  • Cazelles O. & Vogelsanger J., 1992. Bactériose de la tomate. Revue suisse Vitic., Arboric., Hortic. 24(1), 33-34.
  • Di Vicente Ausina Ruiz, Santiago Moreno Guillén, Tratado SEIMC de enfermedades infecciosas y microbiología clínica, Casa editrice Panamericana, 2006.

Sitografia:

  • https://info.agrimag.it/schede-fitopatologiche/cancro-batterico-del-pomodoro-clavibacter-michiganensis?malattia=Clavibacter%20michiganensis&coltura=#scheda-generale
  • https://m4.ti.ch/fileadmin/DFE/DE-SA/comunicati/orti/altradoc/orti-profi-cancro-batt-pomodoro.pdf
  • https://www.cabi.org/isc/datasheet/15338

Crediti immagini:

  • https://info.agrimag.it/schede-fitopatologiche/cancro-batterico-del-pomodoro-clavibacter-michiganensis?malattia=Clavibacter%20michiganensis&coltura=#scheda-generale (foto testo e immagine in evidenza)

 

Per ulteriori approfondimenti e curiosità sul tema delle fitopatologie batteriche si rimanda ai link:

https://www.microbiologiaitalia.it/2018/05/28/rogna-delloleandro/ 

https://www.microbiologiaitalia.it/2018/02/22/pericolo-piante-due-agenti-patogeni-dannosi-per-la-loro-sopravvivenza/

 

 

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