Il rischio microbiologico connesso agli ambienti di lavoro

Nel 2017 l’INAIL ha emesso un documento intitolato “La contaminazione microbiologica delle superfici negli ambienti lavorativi” redatto in collaborazione fra il Dipartimento di Medicina, Epidemiologia, Igiene del Lavoro Ambientale (Dimeila) e Contarp, che ha come scopo quello di individuare quelli che possono essere i possibili rischi microbiologici dovuti alle superfici contaminate nei luoghi di lavoro. La gestione dei rischi di esposizione ad agenti biologici prevede, a carico del datore di lavoro, gli adempimenti specifici affrontati nei Titoli X e X-bis del d.lgs. 81/2008 e s.m.i. Più in generale, tuttavia, occorre ricordare anche l’obbligo di assicurare, nei luoghi di lavoro, condizioni igieniche adeguate (art. 64; Allegato IV, p.to 1.3).

Spesso si pensa che questa tipologia di rischio sia legato ad ambienti di lavoro come quelli sanitari, dove facilmente si è a contatto con agenti patogeni  ma in realtà riguarda una gran quantità di ambienti lavorativi, sia outdoor come agricoltori, allevatori e impianti di compostaggio, così come quelli indoor come negozi, palestre, scuole, centri commerciali e uffici. Per gli ambienti indoor (Indoor Air Quality)nel 2005 alcuni ricercatori hanno valutato la carica batterica totale in circa 200 campioni prelevati da diverse superfici quali negozi, uffici, asili nido, palestre, ristoranti e attrezzature da gioco per bambini mostrando come il 93% dei campioni esaminati è risultato contaminato, a volte anche, con concentrazioni batteriche molto alte. In circa 60 campioni sono stati isolati anche coliformi (7%) e batteri fecali (1,5%).

Piastra agar-agar per campionamento superfici

 

Ulteriori studi sono stati condotti anche all’estero, Elsergany et al. (2015) hanno trovato che, su un totale di 224 campioni prelevati da superfici di 4 diversi centri commerciali a Sharjah (Emirati Arabi Uniti), l’80% di essi mostrava cari- che batteriche totali con valori medi da 500 a 1500 UFC/cm2 (a seconda della tipologia di superficie esaminata), con presenza di Staphylococcus aureus. La campionatura di queste superfici può avvenire con diversi metodi, come descritto, con metodi come la piastra Agar-Agar, un piccolo disco formato di una sostanza gelatinosa con un terreno di coltura su cui crescono gli agenti patogeni che basta semplicemente appoggiare sulla superficie da campionare. Inoltre esistono altre tipologie di campionamenti come i tamponi, grandi cotton-fioc che permettono di campionare anche superfici ricurve, su una zona ben definita.

campione mediante tampone su superfici note

Il monitoraggio dell’aria ambientale inoltre ci permette di capire cosa in quel momento stiamo respirando, perchè avendo i batteri, le muffe, le spore una grandezza infinitamente piccola prima di depositarsi sulle superfici vagheranno per tutto l’ambiente. Una volta posatisi sulla superficie, incontrando temperature e condizioni ottimali potranno di gran lunga replicarsi e contaminare tutta la superficie.

Il documento conclude e mostra come il problema della contaminazione delle superfici in ambienti lavorativi non sia molto percepito e confermato dai monitoraggi microbiologici e come le misure da attuare per la prevenzione e il controllo della contaminazione debbano prevedere un monitoraggio microbiologico ambientale costante, l’utilizzo di disinfettanti idonei e la valutazione dell’efficacia della pulizia e disinfezione delle superfici nonché una corretta valutazione e gestione del rischio.

Fonte: Inail, Iss

 

Andrea Miano

Legionella Risk Manager e formatore professionista laureato in Biotecnologie si occupa di Rischio Biologico e prevenzione nei luoghi lavorativi e non solo.

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