Serratia e i “miracoli sanguinanti”

Presagi, misteri e miracoli, hanno segnato la storia dei nostri antenati. Gli eventi inspiegabili hanno condizionato l’uomo e spesso danno il via a ricorrenze e superstizioni.

Pane contaminato da Serratia marcescens

Nel 1263, durante la celebrazione della messa nelle chiesa di S. Cristina a Bolsena (Roma), un prete boemo fu testimone di un miracolo che eliminò ogni suo dubbio sulla reale presenza del corpo di Cristo nell’eucaristia: le ostie macchiarono l’altare del loro sangue. Papa Urbano IV, informato dell’accaduto, istituì la festa del Corpus Domini in tutta la chiesa.

Il miracolo di Bolsena perde il suo velo di mistero, quando nel 1994 Johanna C. Cullen pubblica sulla rivista della American Society of Microbiology, un articolo che fornisce una spiegazione scientifica, microbiologica all’evento.

Il “sanguinamento” dei cibi si è verificato spesso nella storia, come nel 332 a.C. quando il rosso sulle pagnotte fu cattivo presagio per i soldati di Alessandro Magno, durante l’assedio di Tiro.

Nel 1800 la scienza aveva ampliato le sue conoscenze, infatti quando Antonio Pittarello, contandino di Legnaro allarmò la comunità dopo aver visto la sua polenta sanguinare, furono svolte delle indagini scientifiche dall’Università di Padova. Bartolomeo Brizio, giovane farmacista, spinto da curiosità personale riuscì a individuare il microrganismo “miracoloso” e lo denominò Serratia marcescens.

Colonie di Serratia marcescens

Nel 1848, il naturalista Christian Ehrenberg scoprì le condizioni ideali per la crescita del batterio : nutrizione ricca di amido, poco acida (ostie di Bolsena) e un ambiente caldo e umido. La denominazione marcescens nasce dalla caratteristica di tale microrganismo, che dopo maturazione produce un pigmento di color rosso e marcisce formando una massa viscosa. Nel 1929 fu esaminata la sostanza fluida rossa e chiamata “prodigiosina“; sintetizzata in laboratorio nel 1960, presenta funzioni citotossiche, antimicrobiche e antimalariche. Tale metabolita, grazie al suo colore, protegge il batterio dai raggi UV e dai batteri, funghi nelle vicinanze.

Prodigiosina in laboratorio

Per chi lavora in un laboratorio di microbiologia, può facilmente assistere ai “miracoli sanguinanti”. Ponete del pane in una piastra Petri e inoculate una cultura di S.marcescens e dopo aver aggiunto qualche goccia di acqua sterile, incubare a 30°C per 48 ore. Alla visione del “sangue”, immaginate di essere nel 1200 e potrete esclamare: miracolo!

Veronica Nerino

Fonte:

Miracoli microbiologici – CICAP

 

 

Biologa. Coordina la sezione di microbiologia in ambito alimentare e ambientale di un laboratorio accreditato. Ha comprovata esperienza in tecniche analitiche per la ricerca di indicatori di igiene di processo e sicurezza alimentare, in continuo aggiornamento in campo microbiologico.

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