L’eccesso di vitamina D altera il microbioma fecale

Come mostrato dai dati dello studio condotto da Ghaly S., pubblicato su Scientific Report, la somministrazione di alte dosi di vitamina D peggiora lo stato di infiammazione intestinale, colite , inducendo un cambiamento nella composizione batterica.

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La vitamina D è coinvolta nella regolazione della risposta immunitaria sia innata che adattativa e una sua carenza è associata allo sviluppo di vari disordini immunitari infiammatori.

I ricercatori australiani hanno confrontato l’impatto di una dieta ad alto dosaggio di vitamina D (D++, 10.000 IU/kg, n=33) seguita per 4 settimane con una a dosi standard (D+, 2.280 IU/kg, n=34) e un’altra priva di integrazione (D-, n=35) in modelli murini ai quali è stata poi indotta colite mediante somministrazione di solfato sodio destrano (DSS). Hanno poi valutato l’effetto delle differenti dosi di vitamina D nel microbiota fecale. Sono stati confrontati con controlli sani, privi cioè di patologia ma con lo stesso piano vitaminico. Per fare ciò sono state condotte diverse analisi come ad esempio la colonscopia, l’endoscopia, l’irradiazione con raggi UV, valutazioni istologiche e sieriche, PCR e l’analisi batterica fecale.

Ecco i risultati dopo 4 settimane di trattamento a vari dosaggi di vitamina D, con induzione di colite su alcuni dei modelli:

L’espressione genica di TNF-alpha e di citochine sieriche è risultata incrementata in tutti i modelli di colite, soprattutto nel D++, rispetto ai controlli. I modelli D++ hanno quindi presentato valori di infiammazione superiori se confrontati agli altri due gruppi anche se in maniera non statisticamente significativa.  Tutti i modelli affetti da colite hanno mostrato un calo di peso rispetto al periodo precedente al DSS sebbene negli ultimi giorni di osservazione il gruppo D++ e D- abbiano presentato un peso complessivamente più basso rispetto a quello D+. I livelli di albumina sierica dopo una settimana erano inferiori in tutti i modelli di colite rispetto ai controlli sani nonostante i valori minimi siano stati mostrati dal gruppo D++. infine, i valori istologici del colon registrati al giorno 14 in presenza di colite sono risultati più elevati nei modelli D++ rispetto agli altri due gruppi.

Ulteriori studi servono per confermare che l’integrazione a dosi elevate di vitamina D possa essere associata al cambiamento di un microbioma fecale più infiammatorio e ad un aumento della suscettibilità nei confronti della colite, con una diminuzione della vitamina D circolante che si verifica come evento secondario in risposta al processo infiammatorio. 

Alice Marcantonio

Fonte:

Ghali S., et al. High Dose Vitamin D supplementation alters faecal microbiome and predisposes mice to more severe colitis. Scientific Reportsvolume 8, Article number: 11511 (2018)

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